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A TU PER TU CON TEOBALDO ACONE: 30 ANNI DI PROMOZIONE DEI TERRITORI VITIVINICOLI

Coordinatore in Campania degli Ambasciatori di Città del Vino ed una carriera lunga trent'anni per la promozione, valorizzazione e sviluppo del turismo del vino sui territori italiani, attraverso qualità dei paesaggi, del vino, dei prodotti tipici, dell’offerta enoturistica di cantine del territorio. Il futuro dell'enoturismo è sicuramente nelle mani di persone come lui.

Carmen Guerriero

In questo momento storico così particolare in cui la valorizzazione del patrimonio enogastronomico rappresenta non solo un’opportunità economica ma anche un modo per preservare le tradizioni e la cultura di un territorio, ho voluto intervistare Teobaldo Acone, figura eminente nel panorama vitivinicolo italiano e Coordinatore in Campania degli Ambasciatori dell’Associazione nazionale Città del Vino, presidente nazionale dott. Angelo Radica.

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Devo dire che prima di conoscere Teobaldo Acone ed avere il piacere di condividere tante esperienze sul territorio, nutrivo una certa reticenza.

Schivo, severo e imperturbabile, Teobaldo incute un certo “timore” già nei modi, asciutti e stringati. Una persona di poche parole che, come nella genetica dei Lupi irpini, lascia che siano i fatti a parlare per lui: la sua lunghissima carriera al servizio della promozione e valorizzazione dei territori vitivinicoli è il suo eloquente biglietto da visita.

Nel quotidiano, come tutte le persone riservate, si apre solo con chi riesce a conquistare la sua fiducia. E, così, si scopre una persona seria, affidabile, premurosa e, diciamolo, anche simpatica! Un amico vero che tutti vorrebbero avere.

Teobaldo Acone durante la cerimonia di nomina a Coordinatore regionale degli Ambasciatori, Città del Vino, Convention Alba@TWM

Una carriera lunga trent’anni per la promozione, valorizzazione e sviluppo del turismo del vino sui territori italiani, attraverso qualità dei paesaggi, del vino, dei prodotti tipici, dell’offerta enoturistica di cantine del territorio e gli attori di settore, coniugando la passione per il vino con l’impegno per lo sviluppo sostenibile dei territori vitivinicoli e dell’enoturismo.

Se il mercato del vino sta registrando per varie cause, pericolose flessioni, secondo i rapporti annuali dell’Osservatorio sul turismo del vino, il turismo rurale nelle Città del Vino è, invece, in crescita costante, con dati che registrano un incremento stimato di oltre 3 miliardi di euro di fatturato e circa 5 milioni di enoturisti, ponendo, di fatto, l’enoturismo al centro delle politiche di crescita locale dei territori italiani. Gli aspetti privilegiati dell’esperienza enoturistica ruotano intorno alla sostenibilità, incontro con il territorio e con i viticoltori che lo lavorano.

Senza formalità, ringrazio Teobaldo per aver accettato di incontrarci. Iniziamo dagli esordi.

Teobaldo Acone durante una visita in Irpinia@TWM

La passione per il vino

1. Partiamo dalla tua storia personale. Come è iniziata la tua avventura nel mondo del vino?

ADR: Il mio interesse per la promozione del territorio vitivinicolo in Irpinia iniziò con un incontro a Preturo Irpino con Città del vino e i  sindaci del Greco di Tufo nel 1997 con Massimo Corrado e Paolo Benvenuti. In questo modo ho avuto la possibilità di conoscere con le diverse Convention di Città del vino le diverse regioni dove si produce il vino e come si promuove un territorio vitivinicolo svolgendo successivamente il ruolo di Ambasciatore di Città del vino  che mi ha dato la possibilità di proporre  sul territorio vitivinicolo diversi eventi e progetti di sviluppo per le aziende vitivinicole e i sindaci dei 51 Comuni irpini dove si produce il vino.

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Il valore dei territori vitivinicoli

Qual’è la tua visione riguardo ai territori vitivinicoli italiani e al loro potenziale di valorizzazione?

Teobaldo Acone con Adriano Tartaglia, az. Tenuta Madre, Montefalcione AV@TWM

ADR: I territori vitivinicoli italiani rappresentano un patrimonio inestimabile. Non mi riferisco soltanto di prodotti di alta qualità, ma di una cultura che racconta storie, tradizioni e identità locali. Ogni regione ha le sue peculiarità e il suo microclima, che influenzano in modo unico il sapore del vino. È fondamentale lavorare non solo sulla qualità del prodotto finale, ma anche sull’immagine e sul riconoscimento internazionale delle nostre eccellenze. Valorizzare questi territori significa anche investire in infrastrutture, formazione e promozione, affinché possano diventare autentiche destinazioni turistiche. Devo dire, però che, malgrado la messa a segno di diversi eventi e progetti, lo straordinario territorio vitivinicolo irpino non è riuscito a fare ancora il salto di qualità auspicato nella promozione del territorio in quanto non si è creata cultura sia da parte delle aziende vitivinicole e sia da parte dei sindaci.

Teobaldo Acone e Nunzia Pizza, Tenuta del Meriggio, Serra di Montemiletto (AV)@TWM

L’enoturismo come strumento di sviluppo

3. L‘enoturismo è spesso citato come una delle leve per la valorizzazione dei territori vitivinicoli. Qual è il tuo parere a riguardo?

da sx Ilaria Petitto, Donna Chiara Mazzarelli Petitto e Teobaldo Acone@TWM

ADR: L’enoturismo è una risorsa strategica. Consente di attrarre visitatori non solo per il consumo di vino, ma anche per vivere esperienze autentiche legate alla gastronomia, alla cultura e alla storia dei luoghi. Il turismo del vino crea un circolo virtuoso: i visitatori sostengono le economie locali, mentre i produttori hanno l’opportunità di raccontare direttamente il loro lavoro e la loro passione. In questo contesto, è fondamentale sviluppare offerte turistiche integrate e sostenibili, che valorizzino non solo le cantine, ma anche i paesaggi e le tradizioni locali. Ora con la legge regionale della Campania sull’enoturismo si può iniziare a dialogare sul territorio e come far partire il turismo in Irpinia tenendo presente che bisogna investire in formazione promozione e comunicazione.

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4. A proposito di autenticità, quali elementi ritieni essenziali per creare un’esperienza enoturistica di successo?

ADR: L’autenticità è senza dubbio il cuore dell’enoturismo. Per creare un’esperienza memorabile, è fondamentale che i turisti possano entrare in contatto diretto con le persone, le tradizioni e le storie del luogo. Questo significa privilegiare esperienze personalizzate: degustazioni guidate, tour nei vigneti con spiegazioni approfondite sui metodi di produzione e incontri con i produttori stessi. Inoltre, il supporto delle comunità locali è cruciale; quando le persone del posto si sentono coinvolte, l’esperienza diventa unica e straordinaria.

5. Hai citato le comunità locali. In che modo pensi che l’enoturismo possa contribuire allo sviluppo economico e sostenibile di una regione?

ADR: L’enoturismo è un potente motore di sviluppo locale. Può creare posti di lavoro, sostenere l’agricoltura sostenibile e stimolare la valorizzazione delle tradizioni locali. Quando i turisti visitano un territorio vinicolo, non si limitano a degustare il vino, ma spesso esplorano anche ristoranti, negozi di prodotti tipici e attrazioni culturali. Ciò genera un effetto moltiplicatore. Tuttavia, è fondamentale gestire questa crescita in modo sostenibile, evitando il rischio di sovraffollamento e preservando l’identità e l’integrità dei luoghi.

Formazione, Promozione e Comunicazione

6 . Questo titolo è il tuo mantra. Dunque, la formazione gioca un ruolo chiave nello sviluppo dell’enoturismo?

ADR: Assolutamente sì. La formazione è essenziale a tutti i livelli, sia per i produttori che per i professionisti del settore turistico. È importante garantire che ci siano competenze adeguate in grado di comunicare efficacemente il valore dei vini e dei territori. Inoltre, promuovere corsi di formazione che mettano in relazione il vino con gli altri aspetti della cultura locale – come la cucina, le arti e le tradizioni – è fondamentale per creare un’offerta turistica completa e attrattiva.

Le sfide del settore

7. Quali sono, secondo te, le principali sfide che il settore vitivinicolo deve affrontare oggi?

da sx, Emanuele Coscia, Carmen Guerriero e Teobaldo Acone, Cantine Delite, Montemarano AV@TWM

ADR: Le sfide sono molteplici. Da un lato, c’è la necessità di affrontare i cambiamenti climatici, che influenzano notevolmente l’agricoltura in generale e la viticoltura in particolare. Dall’altro, c’è la crescente competizione a livello globale, con nuovi Paesi che emergono come produttori di vino. Inoltre, è sempre più importante trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione. Le nuove tecnologie possono essere alleate preziose per migliorare la qualità del prodotto e la sostenibilità della produzione, ma devono essere utilizzate con saggezza e rispetto per il patrimonio culturale.

Sostenibilità e futuro

8. In un contesto così dinamico quale futuro intravedi per i territori vitivinicoli e per l’enoturismo in Italia?

ADR: A fronte della necessità di adeguarsi alle nuove tendenze del turismo e alle aspettative dei visitatori, che sono sempre più informati e ricercano esperienze personalizzate, ci sono le questioni legate alla sostenibilità ambientale e alla conservazione dei nostri paesaggi. Infine, c’è la concorrenza: molte località stanno cercando di sviluppare il proprio potenziale in ambito enoturistico, quindi è essenziale continuare a innovare e a proporre idee fresche. Sono ottimista riguardo al futuro dei nostri territori vitivinicoli. L’interesse per le produzioni sostenibili e per i prodotti di qualità sta crescendo. La sostenibilità non è solo un trend, ma deve diventare un approccio consapevole che guida le scelte aziendali. I consumatori di oggi sono sempre più informati e sensibili ai temi ambientali. È nostra responsabilità non solo produrre un vino di qualità, ma anche farlo in modo che rispetti l’ambiente e le comunità locali.

Per quanto riguarda l’enoturismo, credo che l’Italia abbia un potenziale enorme. Stiamo assistendo a una crescente attenzione verso il turismo esperienziale e sostenibile, un trend che si sposa perfettamente con la nostra offerta. Le nuove generazioni sono sempre più interessate a scoprire il mondo del vino e delle tradizioni locali. Se riusciamo a mantenere alta la qualità delle esperienze e a coinvolgere le comunità locali, l’enoturismo avrà un futuro luminoso, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo.

9. Prima di salutarci e terminare questa intervista, c’è qualcosa che desideri aggiungere o un consiglio che vuoi dare a chi vuole approcciarsi al mondo del vino?

ADR: Il mio consiglio è di ascoltare sempre il territorio. Ogni luogo ha una storia da raccontare e una cultura da condividere. Investire tempo nella ricerca e nell’ascolto delle persone locali sarà sempre la chiave per costruire un’offerta autentica e apprezzata. Inoltre, ricordate che la passione è fondamentale: è ciò che dà energia a ogni progetto e permette di superare le difficoltà. Non abbiate paura di sognare in grande, ma preparatevi a lavorare sodo!

Ancora grazie Teobaldo per il tuo tempo e per le tue intuizioni. È stato un piacere ascoltare la tua esperienza e visione.

ADR: Il piacere è stato mio. Spero che questa conversazione possa contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della valorizzazione dei nostri territori vitivinicoli e sull’enoturismo come volano per lo sviluppo sostenibile.

Tenevo a raccogliere con questa intervista la visione di Teobaldo Acone, sull’enoturismo e la valorizzazione dei territori vitivinicoli. La sua esperienza e passione devono essere un monito sull’importanza di proteggere e promuovere le nostre tradizioni, per rendere ogni visita un viaggio unico e irripetibile. Il futuro dell’enoturismo in Italia è sicuramente nelle mani di persone come lui.

(In copertina, Teobaldo Acone @TWM)

@Riproduzione riservata

 

Note biografiche di Teobaldo Acone:

1-Movimento del Turismo del vino cantine aperte
2-Legge regionale delle strade del vino in Campania con la Provincia di Avellino
3-Evento Irpinia Wine con Go Wine
4-Area vasta Comune di Avellino con Città del vino con itinerari del vino
5-Progetto del Greco di Tufo con gli otto Comuni insieme con la Proloco di Chianche
6-Laboratorio per la promozione del territorio vitivinicolo irpino con Città del vino  e il Comune di Montefalcione con corsi di formazione promozione e comunicazione
7-Visite in cantine insieme alla giornalista Carmen Guerriero
8-Protocollo di intesa tra Città del vino e la Regione Campania
9-Partecipazione alla Bit di Milano con il Comune di Avellino e la Provincia
10-Progetto di Vinum Loci con Università di Milano per la salvaguardia dei vitigni autoctoni della Coda di Volpe dello Sciascinoso e del Piedirosso
11-Contributo alla stesura di otto tesi di laurea sul vino e sulla promozione del territorio vitivinicolo irpino
12-Stage presso Istituto Francesco de Sanctis di S.Angelo dei Lombardi dove si sono svolte lezioni su turismo rurale sull’Agriturismo e sulla promozione del territorio
13-Eventi di Calici di Stelle a Montefalcione con Città del vino
14-Corso di Wine Business con Università di Salerno
15-Corsi di degustazione con Go Wine presso strutture di ristorazione
16-Concorso letterario nazionale Bere il territorio presso Istituto Agrario di Avellino con Go Wine

IN BREVE

L’Associazione Città del Vino, istituita a Siena il 21 marzo 1987, è una rete di Comuni a vocazione vitivinicola e di enti territoriali, depositari di almeno una DOP e IGP; opera per la loro valorizzazione e rappresenta un ideale itinerario tra paesi e città che custodiscono tradizioni, storia e cultura del vino. Collabora a progetti di sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla tutela del paesaggio e dell’assetto del territorio, e alla valorizzazione delle produzioni enologiche e dei vitigni autoctoni. Interloquisce con le istituzioni regionali e nazionali per favorire atti e norme a sostegno del vino italiano e dell’enoturismo.

www.cittadelvino.it –  info@cittadelvino.com

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