di Alberto De Rogatis
UN BIANCO VINIFICATO IN PUREZZA DA QUALCHE DECENNIO
La Coda di Volpe, vitigno così chiamato per la forma caratteristica e lunga dei grappoli, ha una storia più che millenaria, ma la vinificazione in purezza è risalente a circa quarant’anni fa. Precedentemente era soltanto usato in abbinamento ad uve di altri vitigni, quali Fiano, Greco, Falanghina, quasi un “accessorio” per altri vini.
Due furono i vignaioli precursori in Campania che la valorizzarono: Antonio Troisi in Irpinia e Domenico Ocone nel Sannio, come ricorda Luciano Pignataro, giornalista e scrittore enogastronomico che ha condotto la degustazione insieme a Tommaso Luongo presidente AIS Campania. Furono loro, negli anni ‘80, a vinificare in purezza per primi. E la verticale presso Tenuta del Meriggio, fortemente voluta dai coniugi Bruno Pizza e Nunzia Guerriero proprietari dell’azienda vinicola, ha nobilitato definitivamente la Coda di Volpe con ben sette annate in degustazione ed uno spumante brut in chiusura. Una intrigante sequenza di vini Irpinia Coda di Volpe DOC, dal 2016 al 2023, con esclusione del 2017 anno in cui non fu prodotto per scelta aziendale, dove abbiamo maggiormente apprezzato quella 2019, perfetta sintesi di profumi e sapori, vino dal suo classico colore giallo paglierino con riflessi dorati, e la 2021 dal colore decisamente più acceso, gusto più intenso e strutturato, quasi con un’anima rustica.

ULTIMO NATO TRA 25 ETTARI DI VIGNETI IN IRPINIA
E’ il vigneto vocato per la Coda di Volpe, impianto sorto nel 2012, ubicato sulla sommità della collina ed adiacente l’ingresso della Tenuta del Meriggio. Con una favorevole esposizione a sud-sud est, sembra quasi voglia dare il benvenuto a chi varca l’entrata.

L’azienda irpina ha una produzione di qualità di circa 80.000 bottiglie all’anno, una cantina moderna e funzionale, e vanta vigneti per 25 ettari di proprietà, situati in otto comuni della provincia noti per i vini DOC e DOCG: Montemiletto, Taurasi, Tufo, Santa Paolina, Paternopoli, Pietradefusi, Candida, Montefalcione. La grande passione e tenacia della famiglia Pizza, e la professionalità dell’enologo Carmine Valentino, hanno costruito nel tempo una realtà di assoluto valore che propone tutte le DOCG bianche e rosse, orgoglio dell’Irpinia, ed anche una linea di spumanti da uve autoctone, tra cui il brut da uve Coda di Volpe protagonista nella degustazione.

OSPITALITA’ E GUSTO IN UN CLIMA NATALIZIO
La degustazione alla Tenuta del Meriggio è stato impreziosita dalla genuina ospitalità di Bruno Pizza e Nunzia Guerriero che hanno reso la giornata piacevole per i fortunati ospiti. Così come la maestrìa degli chef Mirko Balzano e Davide Filadoro che hanno proposto una serie di gradevolissimi finger food. Un’atmosfera amichevole e molto natalizia, dunque, per un evento davvero ben organizzato, grazie al contributo altamente professionale di Annacarla Tredici.


Alberto DE ROGATIS











