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IL VINO DA SOGNO DI HANS E IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

Cantina San Michele Appiano ha spento l’undicesima candelina di Appius la sua opera più pregiata con il millesimo 2020, con cui ha inaugurato un nuovo decennale. Dal 2010 infatti Hans Terzer crea la sua cuvée con Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon, scegliendo in base all’annata le percentuali. Nel corso della serata dedicata Hans ha presentato sia il suo successore Jakob Gasser così come il nuovo spazio dedicato proprio alle nuove annate di Appius d’ora in poi

di Giovanna Moldenhauer

Hans ha scelto per questa nuova cuvée il predominio dello Chardonnay con il 60%, a cui si aggiungono il Pinot grigio per il 20%, il Pinot bianco e lo Sauvignon blanc entrambi al 10%. Gli impianti di provenienza, con un’età tra i 25 e i 40 anni, suoli calcareo-ghiaiosi, si trovano nei migliori appezzamenti di Appiano, con esposizioni a sud-est e sud-ovest. A livello meteorologico è stata un’annata caratterizzata da una notevole volatilità delle temperature, da una marcata piovosità lungo tutto l’arco vegetativo, dove la cooperativa ha dimostrato, nonostante le condizioni sfidanti, di averle superate con lo spirito e il motto che da sempre la contraddistinguono “la qualità non conosce compromessi”.

sala degustazione creata nella cantina di Appius@G. Moldenhauer

APPIUS come sempre è il frutto di un meticoloso lavoro di selezione in vigna, della vinificazione individuale per ogni varietà in cantina, dalla fermentazione alcolica, un uso della malolattica più ridotto che in passato, un affinamento tra barrique e tonneaux, per essere poi assemblate dopo un anno, con un ulteriore affinamento sui lieviti per tre anni in tini di acciaio inox.

L’analisi sensoriale di Appius 2020 è di rara intensità. Alla vista sorprende con il suo intenso giallo paglierino intenso, con evidenti riflessi verdognoli che ne completano il profilo. Il naso restituisce profumi sfaccettati che ricordano frutti tropicali, quali kiwi e ananas, poi frutta a polpa gialla, pesche e susine in primis.

Non mancano, poi, i sentori agrumati tipici del Sauvignon in veste di pompelmo e yuzu giapponese, accompagnati dalla pulita freschezza di erbe aromatiche quali nepitella, salvia e rosmarino, per giungere infine alla fragranza olfattiva delle componenti secondarie dei lieviti, qui presenti con rimandi al pan brioche, alla crosta di pane, a lievi nuance di nocciole tostate e chiodi di garofano. Al palato è equilibrato, elegante, persistente, con una conferma delle sensazioni avute al naso, una distintiva impronta di freschezza e vivacità per questo 2020 diversifica rispetto a molte delle annate passate. Il livello di acidità percorre tutto il passaggio di bocca, determinando vibrazioni, stimoli, energia e piacevolezza estrema di beva, il tutto nell’alveo del sapiente equilibrio che solo un grande vino sa garantire.

APPIUS, il cui nome è la radice storica e romana del nome Appiano, conferma anche per la 2020 il design della bottiglia, con una nuova etichetta, ideata come sempre da Life Circus, con un’esaltazione di geometrie dorate contraddistinte dalla lieve pienezza data dal motivo a righe. Come per le annate precedenti, anche questa edizione di APPIUS è limitata

Nel corso dell’evento di presentazione della nuova annata Cantina San Michele Appiano ha svelato il nuovo spazio che ha dedicato al vino da sogno di Hans, una cantina nella cantina, appositamente ideata e realizzata, grazie alla consulenza dell’architetto Walter Angonese.

All’ingresso non si può non rimanere colpiti dai grandi contenitori in acciaio dove le prossime annate di Appius affinano sui lieviti, dove le pareti sono rivestite di elementi geometrici romboidali, da un uso sapiente del colore nero presente in ogni elemento, volendo così esaltare la grandezza di questo vino. Nel corso della serata Hans Terzer, oltre a presentare la nuova annata del suo “vino da sogno”, ha anche ufficializzato il passaggio del testimone come enologo della Cantina a Jakob Gasser, suo allievo e già da tempo scelto personalmente nella sua squadra (in copertina).

È stato un momento di grande emozione, dove al tempo stesso Hans, con un tono emozionato, ha fatto capire alla platea come questa scelta lo responsabilizzi ancor di più di quanto non lo fosse in prima persona.

(In copertina, Appius 2020 – da dx, Hans Terzer e Jakob Gasser @G. Moldenhauer)

@Riproduzione riservata

Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

 

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