Testo e Foto Carmen Guerriero
Nel cuore della Maremma toscana, a Castiglione della Pescaia, Tenuta Le Mortelle rappresenta una sintesi avanzata tra paesaggio, architettura e visione enologica. Proprietà della famiglia Marchesi Antinori, tra le più antiche dinastie del vino – con origini documentate dal 1385 – la tenuta si inserisce in un progetto che coniuga storia e innovazione.
Gli Antinori sono un’antica famiglia patrizia di Firenze. Col tempo ebbero anche il titolo di Marchesi, mentre un ramo stabilitosi nel sud Italia ebbe nel XV secolo il ducato di Brindisi. Ad oggi è la decima azienda familiare più antica del mondo. Nel 1385 Giovanni di Pietro Antinori si iscrisse all’Arte dei Vinattieri: da allora la produzione vinicola non ha avuto sosta. Dedicarsi ad essa era solo in apparenza una professione “minore” e a queste infatti si sarebbero votati presto altri personaggi della famiglia che, con le loro scelte, avrebbero oltrepassato quel tradizionale rapporto di produzione e smercio minuto, comune alla maggior parte dei notabili proprietari di beni rurali. Già nel XVII il vino Antinori sarebbe diventato così rinomato da ottenere un riconoscimento letterario nel poema celebrativo intitolato “Bacco in Toscana” di Francesco Redi.
La cantina ipogea, considerata la più bella del mondo, completamente integrata nella natura del paesaggio circostante, sviluppata in profondità seguendo le linee naturali del terreno. L’ingresso è segnato da un ambiente circolare su cui domina una scenografica volta a campate di legno. Da qui si snoda verso il basso una splendida scala ellittica che conduce verso il cuore produttivo, con ambienti scavati nella roccia viva, diversi piani con fusti d’acciaio sospesi da terra, soluzione tecnica che migliora igiene e controllo termico fino alla bottaia silenziosa con le pareti di roccia viva termoregolatrici, uno spazio essenziale e silenzioso.
La degustazione si svolge nella sala panoramica, affacciata sui vigneti che degradano verso il mare. Il contesto visivo rafforza la lettura dei vini, tutti espressione diretta di suoli sabbiosi e argillosi, influenzati dalla vicinanza dell’Adriatico tirrenico e da ventilazioni costanti.
Degustazione tecnica
Viognier 2024 – Toscana IGT
Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso. Al naso evidenzia un profilo varietale netto: albicocca matura, pesca gialla, fiori bianchi, con leggere sfumature agrumate e una chiusura lievemente speziata. In bocca è ampio, con ingresso morbido sostenuto da una buona freschezza che ne bilancia la componente glicerica. Finale di media persistenza, pulito, con ritorni fruttati. Interpretazione precisa del vitigno in chiave mediterranea, senza eccessi aromatici.
Botrosecco 2023 – Maremma Toscana DOC
Blend a prevalenza Cabernet Sauvignon con componente di Cabernet Franc. Colore rubino compatto. Profilo olfattivo centrato su frutti rossi maturi, ribes e mora, con note vegetali eleganti e cenni di grafite. In bocca struttura equilibrata, tannino ben integrato e trama lineare. La freschezza accompagna lo sviluppo gustativo, conducendo a un finale persistente con ritorni balsamici. Vino di impostazione classica, giocato su precisione e bevibilità.
Poggio alle Nane 2023 – Maremma Toscana DOC
Taglio bordolese di maggiore profondità. Al naso esprime complessità: frutta nera, prugna, spezie dolci, tabacco e leggere note tostate. Bocca strutturata, con tessitura tannica fitta ma levigata. Ottima integrazione del legno, che sostiene senza sovrastare. Progressione ampia, con chiusura lunga e coerente. Vino destinato a evoluzione, già in fase espressiva ma con margini di sviluppo.
A completare l’esperienza, sulla sommità della collina, il brindisi con Vivia 2024 – Maremma Toscana DOC: colore tenue, profilo aromatico giocato su agrumi, fiori bianchi e leggere note saline. In bocca è fresco, dinamico, con chiusura sapida. L’abbinamento con frittelle di erbe spontanee in pastella funziona per contrasto e continuità aromatica, valorizzando la componente vegetale e la croccantezza e la spiccata acidità a nettare l’untuosità del fritto.
Il percorso gastronomico prosegue con piatti della tradizione maremmana, interpretati con misura e abbinati ai vini della tenuta, confermando una coerenza stilistica che privilegia equilibrio e leggibilità.
La visita a Le Mortelle restituisce una visione chiara: il vino come espressione di un sistema complesso, dove storia, territorio e tecnica convergono. Una filosofia che affonda le radici nella lunga tradizione degli Antinori – celebrati già nel Seicento nel “Bacco in Toscana” di Francesco Redi – e che oggi si traduce in un linguaggio enologico contemporaneo, rigoroso e riconoscibile.


















