di Giovanna Moldenhauer
Dal 1972 Talosa è stata una tra le prime aziende di Montepulciano, in provincia di Siena, ad aver intrapreso il percorso della qualità che ha portato il Vino Nobile di Montepulciano ai vertici dell’enologia toscana e di quella italiana.
Negli anni, infatti, la piccola cantina è cresciuta molto con le sue viti si estendono ora lungo 33 ettari di vigneto, a Pietrose, una tra le più suggestive e scenografiche zone del Cru di Montepulciano, a una altitudine di 330-400 metri. Negli anni dopo il 2000 dopo avere rinnovato gli strumenti di cantina con tini troncoconici in acciaio, al fine di ottenere una redistribuzione più funzionale del vino nei vari passaggi, avere inserito nuove botti in cantina tra tonneaux e barrique, avere rinnovato in campagna le vigne degli anni ’70 con un’attenta valutazione dei cloni e dei portainnesti, in base ai terreni, ricchi di tufo e sabbie argillose, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza.

Non solo nella realizzazione dei nuovi vigneti, quasi tutti di uve Sangiovese, in piccola parte di Merlot, sono stati piantati tenendo conto delle pendenze e delle contropendenze del terreno, sono stati disposti con un diverso orientamento dei filari rispetto al passato: non più est-ovest, ma nord-sud così da garantire ai grappoli la massima illuminazione.

Il loro enologo Michele Merola ci lascia il suo parere circa l’utilizzo del legno durante la vinificazione dei loro vini Nobile di Montepulciano.
“Il legno è uno strumento di lavoro e come tale va considerato e dosato nell’utilizzo. La maturazione del vino in botte non deve essere una regola scolpita nella pietra e non può prescindere da un’attenta valutazione del vino. Noi decidiamo che botte utilizzare solo alla fine della fermentazione malolattica, così da avere già un primo riscontro relativo alle peculiarità del vino, ai suoi tannini e alle sue caratteristiche organolettiche. Il processo di affinamento non è quindi predefinito, ma deve essere funzionale al vino che si vuole ottenere”.
Ora passiamo ai vini degustati durante l’incontro
Brut Rosé Metodo Classico Millesimato 2019 – Ottenuto da solo Sangiovese, per la vinificazione dopo una accurata selezione delle uve, la fermentazione alcolica a temperatura controllata in acciaio, fa la malolattica tra acciaio e legno, poi matura per 2 anni tra tonneaux nuovi, botte grande e acciaio inox. Segue un successivo affinamento in bottiglia di 36 mesi. Nel calice è di un colore rosa antico, con un perlage fine e persistente. Il naso, di buona fragranza, è giocato su note di piccoli frutti rossi, seguiti da crosta di pane e pasticceria. Al palato è fresco, cremoso, leggermente sapido, piacevole alla beva, avvolgente, con una buona persistenza. È stato servito per l’aperitivo.
Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana Alboreto 2019 – Anche qui Sangiovese 100%, proveniente dall’omonimo vigneto in località Pietrose. Dopo una accurata selezione delle uve, la fermentazione alcolica in serbatoi troncoconici d’acciaio, una successiva fermentazione malolattica in acciaio, matura per 2 anni tra tonneaux di 3, 4 e 5 passaggio, botte grande e acciaio inox, con un successivo affinamento in bottiglia. Nel calice ha un colore rosso rubino con riflessi granato. Poi al naso è giocato su frutta rossa matura tra cui la prugna, poi spezie ben bilanciate seguite da pot pourri e fiori secchi. All’assaggio ha struttura e scorrevolezza al tempo stesso, con tannini ben integrati, setosi, freschezza, già pronto, persistente, con un retrogusto tra frutta rossa e spezie.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG Toscana 2019 – Anche qui Sangiovese 100% e per la vinificazione dopo una accurata selezione delle uve, la fermentazione alcolica in serbatoi troncoconici d’acciaio, una successiva fermentazione malolattica tra acciaio e legno, poi matura per 3 anni tra tonneaux nuovi e di 2 passaggio, botte grande e acciaio inox, per poi affinare in bottiglia per almeno altri 6 mesi. Qui il colore rosso rubino ha riflessi granato più profondo. Il naso spazia da note di frutta piccola matura tra ciliegia e frutti di bosco, marmellata di more, poi le spezie dal pepe al cardamomo, cenni balsamici, di tabacco con a chiudere sentori erbacei. In bocca ha struttura ed eleganza, tannini presenti e morbidi, con freschezza a equilibrare, sapidità, è armonico, persistente, con nel retrogusto note di frutta piccola e balsamicità.
Vino Nobile di Montepulciano DOCG Toscana Filai Lunghi 2019 – Anche qui Sangiovese 100%, Prodotto da uve provenienti da tre vigneti. Dopo una accurata selezione delle uve, la fermentazione alcolica in serbatoi troncoconici d’acciaio, una successiva fermentazione malolattica in acciaio e legno, poi matura per 2 anni tra tonneaux nuovi, botte grande e acciaio inox. Conclude con un successivo affinamento in bottiglia. Qui il colore vira al rosso granato, per poi avere un naso intenso dai frutti di bosco maturi ai rimandi speziati che virano su note balsamiche, poi si passa alla macchia mediterranea e alle erbe officinali. Al palato ha struttura, eleganza, tannini ancora in evoluzione, già morbidi, freschezza a equilibrare, sapidità, già con un buon equilibrio e carattere, persistente con oltre alla frutta piccola matura, balsamicità. È risultato perfetto con l’entrecôte di manzo ai funghi con purè di patate, preparato da Locanda alla Scala.
Photo @ Fattoria della Talosa, Giovanna Moldenhauer













