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NUOVE FORME DI CONTINUITÀ, I DUE VINI FERMI MADE FRANCIACORTA BY RICCARDO COTARELLA

Avere intitolato un articolo ‘Nuove forma di continuità’ porta il pensiero a cercare di capire di che cosa si tratta. La tenuta franciacortina Muratori, dove sono stati prodotti, intende al tempo stesso presentare i suoi primi vini fermi, progettati e realizzati con Riccardo Cotarella loro consulente dal 2020, oltre alla loro attuale identità concentrata da qualche anno esclusivamente ad Adro in Lombardia

di Giovanna Moldenhauer

Dopo un’introduzione di Bruno Muratori sull’origine della loro cantina, avvenuta nel 1998, sulla scelta di dove piantare le loro vigne in Franciacorta, avvenuta tra il 1999 e il 2002, nelle sei diverse unità vocazionali individuate dal Consorzio, per poi arrivare negli anni alla produzione dei diversi Franciacorta della gamma produttiva. Nel corso del tempo è stata costruita la cantina dotata di tutte le più moderne tecnologie, su ben 12 metri di altezza in modo da eseguire i diversi passaggi di vinificazione per gravità, senza l’uso di pompe, coccolando così il mosto prima e il vino poi, rispettando la materia prima. Muratori con i suoi 52 ettari di proprietà le uve per la sua produzione che si aggira sulle 350 mila commercializzate ogni anno.

Tenuta Muratori@photo courtesyMuratori

Come accennavamo nel sommario ci hanno presentato i due vini fermi Mantorosso e Setticlavio, rispettivamente da Pinot nero e Chardonnay, collezione chiamata “Nuove Forme di continuità” in bottiglie numerate con 2.927 bottiglie di Pinot nero e 2.065 bottiglie di Chardonnay.

Entrambi sono presentati in cassa legno da 6 bottiglie, con le bottiglie avvolte da carta velina in toni cromatici coordinati. Una prima realizzazione che potrebbe subire variazioni nel suo proseguo come per esempio l’impianto di cloni dei due vitigni destinati alla produzione di vini fermi (ora sono stati utilizzati quelli da spumante per entrambi i vini), l’utilizzo del legno in cantina e altro ancora.

Scatola Setticlavio@G.Moldenhauer

Bruno Muratori commenta “È stato un percorso importante che ci porta alla realizzazione di un obiettivo che guarda al futuro. Non potevamo immaginare di poter intraprendere questa strada senza seguire la rotta segnata da Riccardo Cotarella. La nostra idea di continuità, prima di questo progetto, è da sempre stata una: coltivare le uve in Franciacorta per produrre vini spumanti Metodo Classico, regolamentati da disciplinare del Franciacorta, per promuovere la massima espressione del nostro territorio partendo da una denominazione che è sinonimo di ‘eccellenza nel mondo e nel mondo del vino. La collezione rappresenta un completamento di gamma, che arricchisce il nostro brand ma non sposta assolutamente il focus della filosofia produttiva che rimane quello di produrre spumanti Franciacorta”.

Gli fa eco CotarellaOsservare, capire e sperimentare è tutto quello che la terra e le uve ci suggeriscono. Abbiamo constatato un potenziale su alcuni nostri vigneti che meritava di essere approfondito. Con questo progetto vogliamo confermare la grande vocazionalitá della Franciacorta, dimostrando che di fianco allo spumante possono nascere prodotti complementari, che arricchiscono l’importanza di questo territorio. I vini presentati sono l’inizio di una sperimentazione importante e completano la gamma dei Franciacorta che rimane il Principe della produzione di Muratori. L’intenzione della cantina non è quella di sconvolgere nulla in Franciacorta ma di proporre una tecnologia diversa ma nel rispetto della tradizione, a partire dal vigneto e poi in cantina”.

DEGUSTAZIONE

Muratori_Setticlavio@photocourtesy Muratori

Setticlavio Chardonnay Sebino IGT 2023 – Da una vigna nel comune di Adro su soli morenici, ha visto in vendemmia la raccolta a mano delle uve selezionate, poi un passaggio in cella frigorifera della cantina, prima della pigiatura.

In seguito solo il mosto fiore ha iniziato la fermentazione in acciaio, per poi essere trasferito in barriques di rovere francese dove è stato affinato per 9 mesi. Dopo un colore giallo paglierino con riflessi dorati.

Al naso dopo un esordio su note di frutta che noi sentiamo gialla tra cui la pesca e la pera, poi di agrumi, seguite da miele e vaniglia, con un tocco speziato e tostato.

All’ingresso in bocca ha struttura ed eleganza, è sapido, fresco, glicerico, con una bella corrispondenza naso/bocca, una buona lunghezza, con nel retrogusto agrumi e note tostate.

Vino dove l’uso del legno, per il suo affinamento, è decisamente ben dosato, che ci ha convinto di più.

Muratori_Mantorosso @photocourtesy Muratori

 

Mantorosso Pinot nero Sebino IGT 2022 – Da una vigna di Pinot nero, dell’età media di 24 anni, ubicata nel comune di Adro, condotto con la massima cura per consentire soltanto ai grappoli, minuziosamente selezionati in vigna, di maturare nel massimo equilibrio.

Le uve, raccolte a mano sono state subito portate in cantina e ulteriormente selezionate. Dopo la pigiatura, sono state trasferite in un serbatoio di acciaio dove è avvenuta la fermentazione con macerazione per 12 giorni, poi il vino ha completato la fermentazione in barriques di rovere francese dove è poi rimasto per altri 12 mesi.

Dopo un colore granato luminoso, all’olfatto ha sensazioni di frutto dalla ciliegia sotto spirito ad altri piccoli frutti rossi in primo piano, poi ha una lieve sensazione di rosa essiccata, di liquirizia, spezie dolci, chiudendo su cioccolato e menta. Al palato ha struttura, tannini presenti equilibrati da freschezza che ne fanno presupporre la longevità, poi è sapido, appena squilibrato sull’alcolicità, persistente, con un retrogusto giocato su cioccolato e menta.

Di ottima fattura ha bisogno di bottiglia per equilibrarsi e trovare come concorda Riccardo Cotarella che ne ha sottolineato il suo enorme potenziale di evoluzione.

Photo @ Muratori, G. Moldenhauer

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