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TURCHIA, GOBEKLI TEPE, IL TEMPIO PIU’ ANTICO DELL’UMANITA’

In Anatolia, cuore della Turchia, Göbekli Tepe è uno straordinario sito archeologico che ha fatto riscrivere la storia dell’uomo e rivalutato l’era del Neolitico.

Le origini dell’uomo

Risalgono al 1958 le prime scoperte scientifiche in Anatolia che stimarono il sito di Çatalhöyük, nella provincia di Konya, il più antico insediamento umano di epoca neolitica databile dal 7400 al 5700 a.C. ca. Dopo pochi anni, nel 1963, a 18 chilometri dalla città di Şanlıurfa, vicino alla pianura di Harran, sul confine siriano, un’altra strabiliante scoperta attribuì al sito di Göbekli Tepe il prestigioso primato di sito più antico dell’umanità, risalente all’età della pietra, ovvero tra l’11.500 e l’8000 a.C. Un nodo cruciale della storia umana che segnò una svolta quando l’uomo da nomade si trasformò in stanziale, da cacciatore in agricoltore, da solitario in comunità. Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, il sito è stato definito la ‘Stonehenge dell’Asia’, ma è molto più antico di Stonehenge e delle piramidi d’Egitto.

monoliti in assemblea, credit photo@TWM

Un sito misterioso ed affascinante

In cima ad una collina artificiale alta circa 15 metri, Göbekli Tepe è un sito archeologico sui generis costituito da otto recinti ovali (ma la collina ne custodisce almeno venti ancora interrati), all’interno dei quali vi un gran numero di monoliti antropomorfici a forma di T, ad evocare corpi umani in piedi, riuniti in una sorta di assemblea o, semplicemente con scopi apotropaici, alti tra i 3 e i 6 metri, del peso tra le 40 e le 60 tonnellate. Un insieme di cerchi e monoliti di pietra, racchiusi, a loro volta, in un altro più grande, verosimilmente un santuario monumentale megalitico. Se le cave di estrazione delle pietre calcaree utilizzate per i megaliti sono vicine al sito, solleva riflessioni non da poco sulla modalità del loro trasporto che, anche oggi, dopo 12.000 anni, richiederebbe conoscenze ingegneristiche specifiche, certo non immaginabili per il Neolitico.

monoliti in cerchio, credit photo@TWM

Teorie ed interpretazioni controverse

Come nella maggior parte di siti archeologici, i lavori di scavo continuano ancora oggi e, man mano che emergono resti, si moltiplicano le interpretazioni sulla funzione del sito di Göbekli Tepe La più verosimile è quella di più antico osservatorio astronomico di comete e meteoriti, come rivela una lettura attenta di alcune steli nel sito che riproducono costellazioni celesti e la loro posizione nel cielo, tra cui quella detta dell’avvoltoio, che segna la caduta dello sciame di comete ed un uomo senza testa, ad indicare la perdita di molte vite umane. Gli studiosi, attraverso confronti di dati e coordinate temporali, sono stati in grado di ricostruire la mappatura celeste indicata e poter stabilire che le stelle si trovavano in quel punto esattamente nel 10.950 a.C.  quando uno sciame di comete colpì la Terra causando l’inclinazione dell’asse di rotazione del pianeta e l’inizio dell’Era glaciale, con morte e distruzione di molte specie animali come i mammut.

Göbekli Tepe e Karahan Tepe, la nuova lettura del Neolitico

Da circa un paio di anni, a breve distanza da Göbekli Tepe è stato rinvenuto un nuovo sito “gemello”, Karahan Tepe, con le medesime caratteristiche, che ha ulteriormente imposto agli studiosi di rivedere la figura dell’uomo del Neolitico.In un’epoca in cui ancora non erano state ancora scoperte la ruota, la scrittura e l’agricoltura, questi siti sono muti testimoni di conoscenze ed abilità insospettate per gli uomini dell’epoca, che richiedevano intelligenza analitica, sensibilità creativa, sociale ed organizzativa nell’elaborazione di varie attività, come scambi commerciali, riunioni assembleari, decorazione di elementi, come pietra, cuoio e pelli, rituali di culto con sacrifici e preghiere collettive. Il primo esempio di transizione umana dal nomadismo alla stanzialità, sostenuta, in primis dal bisogno di protezione e contatto con la divinità.

ricostruzione trasporto monoliti, Museo Archeologico di Şanliurfa,, credit photo@TWM

Il nuovo Museo Archeologico di Şanliurfa, inaugurato alla fine del 2014, si sviluppa su tre ampi piani ed offre reperti originali e ricostruzioni fedeli scene di vita quotidiana, incredibilmente realistiche, con sculture, vasellame e gioielli di Göbekli Tepe e di Karahan Tepe, a riprova che l’Anatolia è il cuore dell’umanità

ricostruzione sito Göbekli Tepe, Museo Archeologico di Şanliurfa,, credit photo@TWM

www.muze.gov.tr/

@Riproduzione riservata

di Carmen Guerriero

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