testo e foto Alberto DE ROGATIS
Alla vigilia della Giornata Internazionale del Caffè, un interessante focus a Roma sull’ACT Coffee Programme, iniziativa di punta del Piano Mattei per l’Africa e del Global Gateway dell’Unione Europea che sostiene i Paesi africani produttori di caffè per una trasformazione strutturale della filiera. L’evento di approfondimento, su iniziativa del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, si è tenuto presso l’Ambasciata della Repubblica Democratica Federale d’Etiopia.

UN BENVENUTO RICCO DI GUSTO E FOLKLORE
In apertura di giornata una piacevolissima accoglienza nei giardini della residenza diplomatica, grazie alla generosa ospitalità dell’Ambasciata della Repubblica Democratica Federale d’Etiopia.
Un allestimento curato in ogni dettaglio per illustrare ai presenti la preparazione del caffè, con protagoniste donne nei colorati e bellissimi abiti tradizionali, perché in Etiopia la cerimonia del caffè, dalla pulitura e tostatura dei chicchi fino alla preparazione nella jebena, tipica caffettiera in argilla fatta a mano, è una tradizione molto preziosa, un rituale che unisce le persone, che simboleggia amicizia e ospitalità. L’Etiopia è tra i principali produttori di caffè nel mondo, ai vertici in Africa, ed è considerata la culla originaria della pianta di Arabica.
CAFFE’, BEVANDA ICONICA NEL MONDO
Tra le parole che meglio rappresentano lo stile di vita e la cultura italiana, il caffè è un elemento di assoluto valore nell’economia e nella quotidianità non soltanto del nostro Paese ma di tante realtà del mondo; tra di esse appunto l’Etiopia, uno dei cinque Paesi africani coinvolti nell’ACT Coffee Programme (Advancing Climate-Resilience and Transformation in African Coffee) l’iniziativa di respiro internazionale nata con l’obiettivo di rafforzare la resilienza climatica delle Nazioni produttrici in Africa, sviluppare competenze locali, promuovere nuove partnership tra istituzioni, organizzazioni internazionali e settore privato. ACT Coffee Programme è stato lanciato nel marzo 2025 da UNIDO Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale con il finanziamento della Cooperazione Italiana, e sostiene i Paesi produttori di caffè in una trasformazione strutturale della filiera.

In apertura del convegno le parole di Endaweke Tesfaye, Capo Missione con il titolo di Incaricato d’Affari presso l’Ambasciata della Repubblica Democratica Federale d’Etiopia: “Il caffè è uno dei doni più duraturi dell’Etiopia al mondo. Dalle terre dei nostri agricoltori alle tazze di tutto il mondo, porta con sé la nostra storia, dà sostentamento a milioni di persone e unisce culture diverse. Mentre portiamo sui mercati internazionali quantità crescenti del nostro eccezionale caffè Arabica, cerchiamo collaborazioni che vadano oltre gli scambi commerciali. La Giornata Internazionale del Caffè è un’occasione per rafforzare la collaborazione tra Etiopia e Italia. Unendo le origini etiopi alle competenze italiane, possiamo migliorare la qualità, la tracciabilità e la resilienza climatica, costruendo per il caffè un futuro più sostenibile e vantaggioso per entrambi i Paesi”.
“Oggi la sfida non riguarda soltanto ciò che accade nella tazzina – commenta nel suo intervento Giuseppe Lavazza, Presidente del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food. – ma tutto ciò che viene prima e dopo, cioè produzione, qualità, sostenibilità, ricerca, cooperazione internazionale e capacità di creare valore nei Paesi d’origine. L’Italia ha competenze e know-how che possono contribuire a guidare questa trasformazione; raccontare il futuro del caffè italiano significa, quindi, raccontare una filiera sempre più internazionale, resiliente e capace di innovare senza perdere le proprie radici. Essere un Paese leader nel settore del caffè significa anche avere la capacità di assumere un ruolo guida nel confronto internazionale e contribuire attivamente all’evoluzione dell’intera filiera”
“Ogni espresso servito in Italia comincia con un agricoltore all’origine. Attraverso l’ACT Coffee Programme, finanziato dalla Cooperazione Italiana – ha affermato Andrea De Marco, Programme Manager e Partnership Advisor di UNIDO – lavoriamo con governi, settore privato e istituzioni finanziarie affinchè i Paesi produttori di caffè possano proteggere i raccolti dagli shock climatici e accedere ai finanziamenti necessari per investire nel proprio futuro”.
QUASI 6 MILIARDI, CIFRE DA CAPOGIRO IN ITALIA
Nel Belpaese, primo produttore di caffè tostato dell’Unione Europea, la filiera del caffè ha un peso molto significativo, a partire dal fatturato che si attesta sui 5,9 miliardi di euro, con un comparto che conta circa 1.000 torrefazioni. Nel 2025 sono state prodotte 424.168 tonnellate di caffè tostato e solubile, mentre il consumo annuo è di 287.143 tonnellate; ogni persona consuma quindi 4,9 kg, cioè 812 tazzine di caffè espresso. L’Italia importa 641.234 tonnellate di caffè verde, circa due terzi Arabica e un terzo Robusta, soprattutto da Brasile e Vietnam; esportiamo invece 280.000 tonnellate di caffè tostato. Inoltre, da un’indagine sulle abitudini degli italiani svolta da Altroconsumo su 1.200 consumatori, risulta che: tre italiani su quattro bevono regolarmente caffè, tuttavia appena il 27% sa che in Italia non si coltivano quantità importanti di caffè verde, il 78% compra il caffè al supermercato mentre il 29% lo acquista anche online, a casa l’utilizzo di moka o capsule è praticamente uguale, 32,5% il primo e 31,2% l’altro, seguono le cialde col 16,7%.
(In copertina, chicchi caffè tostato qualità arabica@A. De Rogatis)

Alberto DE ROGATIS











