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INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IL TURISMO EUROPEO ENTRA NELLA STAGIONE DELLE REGOLE

Dall’AI Act nuovi obblighi di trasparenza e responsabilità per chi utilizza sistemi intelligenti. Per le imprese turistiche la priorità è distinguere le applicazioni a basso rischio da quelle soggette a requisiti più stringenti.

a cura di Redazione

L’intelligenza artificiale si afferma sempre più anche nei processi di promozione, prenotazione e gestione dell’ospitalità. L’Unione europea è intervenuta per definire un quadro comune di regole, con effetti anche per operatori turistici, strutture ricettive, agenzie di viaggio e piattaforme digitali.

Il riferimento è il Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act , entrato in vigore il 1° agosto 2024 e applicabile per fasi. La disciplina non riguarda esclusivamente il turismo, ma tutti i settori in cui vengono sviluppati o impiegati sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di favorire l’innovazione, tutelando al tempo stesso diritti, sicurezza e trasparenza.

Obblighi proporzionati al rischio

Il principio cardine è la classificazione dei sistemi in funzione del rischio. Un assistente virtuale che risponde alle domande degli ospiti, uno strumento che suggerisce itinerari o un software che personalizza le offerte non comportano automaticamente gli stessi obblighi previsti per applicazioni potenzialmente più incisive sui diritti delle persone.

Per le imprese turistiche assume particolare rilievo la trasparenza. Quando un cliente interagisce direttamente con un chatbot basato sull’IA, dev’essere informato della natura artificiale dell’interlocutore, nei casi previsti dalla normativa. Anche i contenuti sintetici devono rispettare gli obblighi di riconoscibilità applicabili.

La conformità richiede quindi di conoscere gli strumenti utilizzati, verificarne le funzioni e chiarire le responsabilità tra fornitori tecnologici e imprese che adottano le soluzioni. L’impiego dell’IA non trasferisce automaticamente ogni responsabilità al produttore del software.

Il calendario degli adempimenti

L’applicazione dell’AI Act procede per tappe. I divieti relativi a determinate pratiche e gli obblighi di alfabetizzazione in materia di IA si applicano dal febbraio 2025; le disposizioni sui modelli di IA per finalità generali e alcuni aspetti della governance sono entrati nella fase applicativa nell’agosto successivo.

Dal 2 agosto 2026 si applica la maggior parte delle disposizioni, comprese le regole generali di trasparenza. Per specifiche categorie di sistemi ad alto rischio sono previste scadenze successive, anche in seguito alle modifiche normative europee del 2026.

Dalla tecnologia alla gestione

Per il comparto turistico la questione, però, non è soltanto tecnologica. L’IA può migliorare l’efficienza operativa, il servizio al cliente e la personalizzazione dell’offerta, ma il suo utilizzo richiede processi chiari, personale formato e attenzione alla protezione dei dati.

La priorità, soprattutto per le piccole e medie imprese, è mappare gli strumenti adottati e verificarne gli obblighi effettivi. Non una nuova burocrazia uniforme per tutto il settore, dunque, ma un sistema di responsabilità graduato. La competitività digitale passa anche dalla capacità di innovare nel rispetto delle regole.

Fonti normative:

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