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TUSCIA IN TAVOLA. PANE FRITTO O PANCRISTIANO, L’ALIMENTO DEI PELLEGRINAGGI MEDIEVALI SULLA VIA FRANCIGENA.

La ricetta del Pancristiano, pur nella sua semplicità, ci invita a riflettere sull'importanza di preservare le tradizioni culinarie. Attraverso eventi come quello organizzato dalla Camera di Commercio, possiamo continuare a trasmettere queste conoscenze alle nuove generazioni, affinché non vadano perdute. La cucina è un linguaggio universale, e il Pane fritto è uno dei suoi dialetti più autentici.

di CG

La Tradizione Gastronomica della Tuscia: Viaggio tra Storia e Sapori

Nell’affascinante panorama della gastronomia italiana, la Tuscia rappresenta senza dubbio un tesoro prezioso, ricco di tradizioni culinarie che raccontano storie di generazioni passate. Quest’anno, grazie all’impegno della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e di Centro Italia, il progetto “Turismo e Cultura” riesce a farci assaporare la tradizione direttamente nelle nostre case, attraverso eventi online che avvicinano appassionati di cucina e culture gastronomiche.

ricetta e prodotti per il pane fritto o pancristiano@TWM

Il secondo appuntamento, caratterizzato dalla presenza di oltre venti giornaliste in diretta dalle proprie cucine, ha messo sotto i riflettori un piatto umile ma profondamente simbolico della nostra tradizione: il Pane fritto o Pancristiano. Questo piatto, legato alle radici contadine della regione, è un esempio perfetto di come la cucina possa raccontare storie di vita e di fatica, con ingredienti semplici trasformati in prelibatezze.

Le Origini del Pane Fritto

Il Pane fritto, conosciuto localmente come Pancristiano, affonda le sue origini nella storia medievale della via Francigena. Questa antica strada, che attraversa la provincia di Viterbo da nord a sud, è stata percorsa nel corso dei secoli da pellegrini, mercanti e crociati in cerca di fede e fortuna. Il pane fritto era un cibo essenziale per i viaggiatori: semplice da preparare e nutriente, rappresentava un modo per riutilizzare il pane avanzato. In un’epoca in cui gli sprechi erano inaccettabili, il Pancristiano incarnava la creatività e la capacità di adattamento dei nostri antenati, rifocillando pellegrini e viandanti.

pane fritto dello chef Arletti, con stracciatella e cime di rapa saltate in padella@CCRietiViterbo

La Lezione dello Chef Felice Arletti

L’incontro virtuale ha visto protagonista lo chef Felice Arletti, il quale ha presentato due varianti di questo piatto tradizionale: una salata e una dolce. Con grande passione ed entusiasmo, lo chef Arletti ha condiviso con noi non solo le tecniche di preparazione, ma anche aneddoti e storie legate alla tradizione del Pane fritto. Il suo approccio coinvolgente ha reso ogni passaggio della ricetta un momento di apprendimento e scoperta.

La versione salata, arricchita con aromi locali e ingredienti freschi, ci ha portato a esplorare sapori intensi e autentici, tipici di questa terra. Dall’altro lato, la variante dolce ha risvegliato i nostri sensi con profumi e gusti che richiamano la tradizione dolciaria italiana. Queste due creazioni non sono semplicemente piatti da gustare, ma vere e proprie esperienze sensoriali che ci collegano al nostro passato.

La Mia Versione Iconica: Scarole, Acciughe e Olive Nere

Come partecipante attiva a questo bellissimo evento, ho deciso di contribuire alla tradizione portando una mia personale interpretazione che rimanda alla mia terra: la Campania. Sono partita da un classico della cucina napoletana: un ripieno di scarole, acciughe e olive nere  aggiunto al Pane fritto (pane pizza fritto;)- in copertina)  La combinazione di questi ingredienti è un goloso mix di sapori che si fondono in perfetta armonia, dando vita a un’esperienza gastronomica che celebra non solo la tradizione della Tuscia, ma anche le mie radici. Le scarole, verdura di stagione dal gusto leggermente amarognolo, si sposano magnificamente con la sapidità delle acciughe e l’intensità delle olive nere.

L’importanza della Tradizione

In un’epoca in cui tutto sembra correre veloce, iniziative come quella della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e Centro Italia ci ricordano l’importanza di mantenere viva la memoria delle nostre tradizioni culinarie. Essa non solo arricchisce la nostra cultura, ma ci offre anche l’opportunità di connetterci con il nostro territorio, scoprendo le storie e le pratiche che hanno plasmato le identità locali.

Il progetto “Turismo e Cultura” va oltre la semplice promozione della gastronomia: è un invito a riscoprire il senso di comunità, a valorizzare le produzioni locali e a sostenere gli artigiani e i ristoratori che ogni giorno lavorano per preservare queste preziose tradizioni. Il Pane fritto, in tutte le sue varianti, diventa così un simbolo di resistenza e orgoglio, un modo per affrontare le sfide del presente rimanendo saldamente ancorati al nostro passato.

La cucina è un linguaggio universale che può unire le persone, avvicinare le culture e trasmettere storie.

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