testo e foto di Carmen Guerriero
Non lontano dal confine siriano, nel sud-est dell’Anatolia, Şanlıurfa è un’antica città che incarna il crocevia di culture e religioni. Conosciuta anche come Urfa, questa terra sacra è la patria del profeta Abramo (Ibrahim per i turchi), una figura di fondamentale importanza per ben tre grandi religioni: Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Il legame con il divino permea ogni angolo di questa città storica, rendendola un luogo di pellegrinaggio e riflessione.
Balıklıgöl, la “piscina del pesce sacro”, è sicuramente il cuore pulsante di Şanlıurfa. Situata nel cortile della moschea di Halil-ur-Rahman, costruita nel 1211, questa piscina rappresenta un’importante memoria leggendaria: secondo il racconto popolare, il profeta Abramo, ribelle alle idolatrie del suo tempo, fu gettato su una pira di fuoco per ordine del re Nimrod. Ma, in un atto miracoloso, le fiamme si trasformarono in acqua e le braci ardenti in pesci. Oggi, i visitatori possono osservare i pesci che nuotano nelle acque tranquille della piscina, simboli di salvezza e rinascita.
Il fascino di un luogo è anche nella sua capacità di racchiudere armonicamente “anime” diverse”. Accanto al misticismo delle bellissime Moschee e al fascino di Balıklıgöl, lo sfondo vibrante del grande bazar coperto è assolutamente irresistibile. Qui, la vita quotidiana si dispiega in una stupefacente quinta scenica che, come una tela di un artista, ammanta la realtà di colori e di suoni.
Le strade sono animate da bambini che si rincorrono in giochi semplici e spensierati, mentre le bancarelle sono affollate di locali e qualche turista ( per nostra fortuna davvero pochi!) e locali, attratti dalla frenesia e dall’allegria di questo luogo. Il bazar è un microcosmo di intensità, tra profumi di spezie che aleggiano voluttuose nell’aria, danzando da resti archeologici a bancarelle e a venditori ambulanti.
Ora ceste ricolme di polveri colorate di spezie: Zafferano dorato, paprica rossa, cumino e coriandolo, ora grigliate di verdure fresche, di carne (doner kebab- lo spiedino “da passeggio”), ora pesce per il famoso ekmek “panino con pesce”, ora carrelli dei fornai ricolmi di pane alla cannella appena sfornato. Che meraviglia!
Il cuore del bazar è un vasto cortile, circondato da un lungo porticato con negozietti di artigianato e piccoli locali dove servono il tradizionale çay (tè turco) o il molto amato kahve (caffè). Una prelibatezza è quello al pistacchio, servito su comodi divanetti dello stesso tessuto coloratissimo dei kilim( i noti tappeti locali annodati a mano), alla frescura di grandi piante al centro del cortile , con grandi ventilatori che vaporizzano acqua profumata… Un sogno? No, è Turchia, dove la cultura dell’accoglienza è un rituale celebrato dalla notte dei tempi.
A pochi passi dal bazar, il Parco Gölbaşı offre un rifugio di tranquillità, perfetto per sfuggire al trambusto cittadino. Le sue aree verdi sono punteggiate di alberi secolari, dove famiglie e amici si riuniscono per trascorrere tempo insieme. I prati sono animati dai giochi dei bambini, che ridono e corrono, mentre gli adulti si godono momenti di relax, sorseggiando çay e condividendo storie.
La bellezza di questo parco è una testimonianza della vita comunitaria che caratterizza la cultura turca; ospitalità e convivialità si fondono in un’unica esperienza sociale.
Şanlıurfa è anche una porta verso il passato, un viaggio attraverso la storia che evoca forti rimandi biblici. I vicoli della città raccontano storie millenarie, dove ogni pietra sembra sussurrare di eventi, incontri e divinità. La visita alla città è un invito a riflettere sulla propria spiritualità e sulle radici comuni delle tre religioni monoteiste. Sognatori e credenti trovano qui un terreno fertile, un luogo dove il sacro e il profano si intrecciano in un abbraccio che attraversa i secoli.
La storia di Şanlıurfa non è solo scritta nei libri; è palpabile nell’atmosfera che si respira, negli sguardi dei suoi abitanti, nei riti quotidiani che si perpetuano. È una città che sa raccontare, una destinazione che invita a esplorare le proprie origini, a cercare risposte e a celebrare la diversità.
Un viaggio a Šanlıurfa è molto più di un tour turistico. È un’esperienza profonda, un’immersione in una cultura ricca di storie e leggende, una celebrazione della vita che continua incessantemente, proprio come i pesci che nuotano sereni nelle acque della piscina sacra.
Non solo una città, ma un viaggio nel tempo e nello spirito.
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