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VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO, ECCO LE NUOVE ANNATE

E' definito il borgo dalle tante torri, per il magnifico spettacolo che si snoda tra le vie del centro storico e delle sue dolci colline vitate. E, poi c'è la ‘Regina Ribelle’, così com'è affettuosamente chiamata la Vernaccia di San Gimignano, cui è dedicato da tre anni, il Wine Fest che promuove i suoi vini separatamente dalle altre note denominazioni toscane

testo di Giovanna Moldenhauer

Photo @Consorzio Vernaccia di San Gimignano – G. Moldenhauer

Tornare nel borgo dalle tante torri è sempre emozionante per il magnifico spettacolo che offre sia nelle vie del suo centro storico così come nelle sue dolci colline vitate, ora adorne del verde rigoglioso tipico del mese di maggio. Quest’anno, quando siamo intervenuti al suo Wine Fest, abbiamo trovato un Consorzio, guidato dalla Presidente Irina Strozzi, particolarmente attivo, come quella per esempio, delle iniziative messe in campo nel 2024, nei confronti dei suoi soci viticoltori, dopo le difficoltà fitopatologiche dell’annata precedente. Nel corso del nostro scritto citiamo anche, dopo qualche cenno storico introduttivo, altri fatti, oltre al nostro parere sui vini presentati alla stampa nelle varie tipologie, per poi raccontare la nostra visita a tre cantine

VignaCappellaSantAndrea@G Moldenhauer

Il Consorzio avendo realizzato che nessun altro vino italiano può vantare la sua storia e la sua fama secolare, ha soprannominato la Vernaccia di San Gimignano ‘Regina Ribelle’, le ha dedicato negli ultimi tre anni, un Wine Fest, svoltosi quest’anno nello scorso mese, promuovendo i suoi vini separatamente dalle altre note denominazioni toscane, invitando a degustare le sue ultime annate la stampa italiana e straniera.

All’apertura delle degustazioni la Presidente Irina Strozzi ha comunicato alla stampa la recente modifica al disciplinare che consentirà di utilizzare in etichetta il termine ‘Toscana’ accanto a ‘Vernaccia di San Gimignano Docg’, rafforzando così il legame con la regione oltre a distinguerla in modo ancora più netto dalle altre Vernaccia.

Irina Strozzi e Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano@Consorzio Vernaccia di San Gimignano

Storicamente le testimonianze storico-documentali riferiscono dell’esistenza di terre vignate presso la ‘corte de Gemignano’ sin dall’anno 1032 e quelle archeologiche fanno, addirittura, risalire la viticoltura della zona all’epoca etrusca, del vitigno Vernaccia si inizia a parlare già dal 1200, in concomitanza con un rapido e massiccio sviluppo della produzione e della commercializzazione del vino di San Gimignano che, per secoli, rappresenterà la principale attività agricola ed economica locale.

Vitigno autoctono tra i più antichi d’Italia, la Vernaccia di San Gimignano nei secoli ha talmente legato le sue sorti a quella della città turrita, al punto da vederne sovrapposte la storia e la fortuna: dall’eccezionale successo internazionale del Medioevo e del Rinascimento al successivo, lungo periodo di declino, perdurato sino ai giorni nostri quando, dalla seconda metà del Novecento, entrambe hanno saputo rinnovarsi e ripartire con slancio, riconquistando una nuova, meritata attenzione.

Vini CappellaSantAndrea@G.Moldenhauer

Volendo contestualizzare gli anni salienti della Vernaccia di San Gimignano evidenziamo che nel 1966 è il primo vino italiano a ottenere la Denominazione di Origine Controllata, nel 1972 nasce il Consorzio della Vernaccia, poi Consorzio della Denominazione San Gimignano, che da nuovo slancio alla produzione che cresce progressivamente in quantità e qualità sino a ottenere nel 1993 la DOCG, il massimo riconoscimento della legislazione italiana vigente. Gli ultimi decenni sono contraddistinti da un’ulteriore e generalizzata crescita qualitativa, grazie soprattutto all’impegno e alla ricerca da parte dei viticoltori delle caratteristiche peculiari della Vernaccia di San Gimignano, con la consapevolezza antica di interpretare una nuova tradizione. Vogliamo sottolineare che se pur gradevole da giovane, sorprende spesso per le capacità di invecchiamento evolvendo note, sia olfattive che degustative, complesse e minerali. Non a caso è uno dei pochissimi vini bianchi prodotti anche nella tipologia riserva.

I nostri migliori assaggi presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea R. De Grada

Annata 2024: Abbazia Monte Oliveto – Naso con frutta bianca, agrumi, poi mandorla. Al palato sapida, fresca, di buona persistenza. 87

Casa alle Vacche -I Macchioni – Naso fragrante, floreale, poi ritroviamo la mandorla. Al palato sapido, fresco, persistente con finale floreale. 89

Collina dei Venti – Giadra Al naso mandorle, erbe, tocco agrumato, minerale. Al palato sapido, fresco, buona lunghezza, con retrogusto mandorla ed erbe. 87

Nel press tour del giorno seguente abbiamo apprezzato questa Vernaccia di San Gimignano, unica prodotta da loro, oltre ad altri due bianchi da altre uve, un rosato, due rossi.

Guicciardini Strozzi – Villa Cusona – Naso agrumi, in parte canditi, poi minerale ed erbe. Al palato sapido, fresco, molto persistente, con finale agrumato. 88

Il Colombaio di Santa Chiara – Selvabianca – Naso agrumi, fiori, erbe, poi frutta bianca. Al palato sapido, fresco, già persistente, con retrogusto agrumi ed erbe. 90

Annata 2023: Cesani – Clamys – Naso frutta bianca, the, erbe, finale mandorla. Al palato sapido, fresco, con buona persistenza, finale erbaceo. 88

Annata 2022: Podere la Casa Rossa – Naso agrumi, frutta gialla, the, minerale. Al palato sapido, fresco, glicerico, bella lunghezza. 88

Annata 2021: Casale Falchini – AB Vinea Doni – Naso agrumi, con cedro, erbe, frutta gialla, minerale. Al palato fresco, glicerico, sapido, bella lunghezza, retrogusto agrumi ed erbe. 87

Annata 2023 Riserva: Cappellasantandrea – Rialto – Al naso miele, agrumi, frutta gialla, erbe, minerale. Al palato sapido, fresco, interessante in prospettiva, lungo, con retrogusto agrumi. 87

Nel press tour del giorno seguente abbiamo apprezzato di questa Riserva anche i millesimi 2018 e 2016, oltre alle altre Vernaccia di San Gimignano: Clara Stella che nella degustazione stampa ha avuto un punteggio 86/100, la selezione Prima Luce 2023, andando indietro nella versione classica dal 2014 sino a un 2009 emozionante.

Macinatico – Macinatico 1352 -Al naso agrume, frutta gialla, minerale. Al palato sapido, fresco, appena glicerico, buona lunghezza, con retrogusto agrumi e minerali. 87

Annata 2022 Riserva: Cesani – Sanice – Al naso minerale, miele, agrumi, frutta gialla, erbe. Al palato sapido, fresco, glicerico, lungo, con retrogusto agrumi e frutta gialla. 88

Il Colombaio di Santa Chiara – L’Albereta -Al naso miele, agrumi canditi, frutta gialla, minerale. Al palato sapido, fresco, glicerico, decisamente persistente, con retrogusto miele e agrumi. 90

Vagnoni – I Mocali – Al naso agrumi, miele, seguiti da mandorla, minerale. Al palato sapido, fresco, glicerico, molto lungo, con retrogusto miele, agrumi. 90

Nel press tour del giorno seguente abbiamo apprezzato di questa Riserva anche dei millesimi 2021, 2018, 2017, 2015, 2012, dove via via il naso si faceva più evoluto, con sentori di miele anche di castagno, zafferano, ambra, talvolta idrocarburo, dove l’assaggio era via via più intenso ed evoluto.

Annata 2021 Riserva: Podere la Casa Rossa – Naso agrumi canditi, erbe, sentori minerali. Al palato sapido, fresco, glicerico, presistente, retrogusto agrumi, minerale. 88

Teruzzi – Sant’Elena – Al naso agrumi canditi, erbe, minerale. Al palato sapido, fresco, glicerico, lungo con retrogusto agrumi, minerale. 87

Annata 2020 Riserva: Casa Lucii – Mareterra – Al naso idrocarburi, erbe, miele, zafferano, minerale. Al palato sapido, fresco, glicerico, molto lungo con retrogusto idrocarburi, erbe, miele. 88

(In copertina, degustazione@G.Moldenhauer)

@Riproduzione riservata


Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

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