testo e foto Carmen Guerriero
Era il 1960 quando un gruppo di 33 vignaioli visionari sanniti decise di costituire una cooperativa per valorizzare il territorio del Sannio, in Campania, la Valle Telesina, l’area nord orientale della Campania attraversata dal fiume Calore.

Forte di una storicità vitivinicola risalente ai Sanniti e agli antichi Romani, l’area collinare è delimitata dai rilievi montuosi del Massiccio del Taburno a sud e dei Monti del Matese a nord e si dipana su terreni eterogenei, caratterizzati da suoli ricchi di argilla, calcare e componenti vulcaniche, che contribuiscono a vini di grande personalità. Il clima, di tipo continentale e sempre molto ventilato, favorisce le maturazioni delle uve regalando aromi molto intensi.
Natura, caratteristiche e peculiarità dei diversi territori sono stati accuratamente sottoposti dalla cooperativa ad un lavoro minuzioso di zonazione, con l’intento di migliorare la qualità delle uve e dei vini e migliorare l’interazione tra pianta, portainnesto e sottosuolo.

Domizio Pigna, presidente de La Guardiense, in tanti anni di impegno professionale è riuscito a introdurre innovazioni profonde che hanno contribuito alla crescita dell’azienda e alla diffusione dei vini della cantina in tutto il mondo, con una gamma produttiva articolata in differenti collezioni e etichette, ciascuna espressione di particolari caratteristiche ed interpretazione autentica dell’areale di Guardia Sanframondi.

L’anteprima 2025 dei vini ha messo in luce sette etichette di valore, ognuna espressione autentica del terroir, come SENETE Falanghina del Sannio DOC 2024, un bianco brillante dal profilo floreale e fruttato, agrumi, fiori bianchi, note erbacee, note di pompelmo rosa, croccante, sapido, elegante e dalla bella persistenza e freschezza.

BIANCOLUME Falanghina del Sannio DOC 2022, massa 15% in barrique, annata non facile, eppure solare e immediato, con profumi di pera, agrumi e fiori bianchi di tiglio, note mielate di castagno, al palato armonico, verticale, beva pulita e piena, sapido.

La versione più evoluta, SENETE Falanghina del Sannio DOC 2016, nove anni, solo acciaio, ha sentori di idrocarburi, note erbacee secche, luminoso, sapido, armonico, pieno, caldo, persistente. Dopo un po’, diviene più dinamico, con note mentolate, salate, complessità ed intensità, sentori terziari di miele e frutta secca, dalla sorprendente capacità di invecchiamento.

COLLE DI TILIO Sannio DOC Fiano 2024, solo acciaio, eleganza di fiori bianchi, erica fresca, fine, rosmarino, mela bianca, ananas. Al palato è deciso, fa salivare, amplificazione precursori aromatici, note saline e amare.

Il 2016 dello stesso vino è un’annata calda, evoluzione affascinante grazie al marcato imprinting del terroir, parallela alla Falanghina 2016, amplifica i precursori aromatici, si raccoglie un sorso pieno, cremoso, con note di pasticceria, fa salivare, finale di note amare.
Anche PIETRALATA Sannio DOC Greco 2024 verticale, minerale, sapido, più snello rispetto a quello irpino, ha conquistato con la sua acidità e struttura, mentre la versione 2019 ha confermato il potenziale evolutivo del vitigno, con un profilo complesso e minerale che mi è piaciuto particolarmente, per le note di scorza di cedro, minerale, roccia vulcanica, sbuffi di zafferano, disteso al sorso, pronto, con note fresche di agrumi e fiori bianchi.

Questi vini rappresentano senza dubbio l’eccellenza dei vigneti Sanniti. In pairing, nell’occasione della speciale serata, i piatti tipici preparati dalle viticoltrici chef della cooperativa.
La consulenza del noto enologo Riccardo Cotarella ha ulteriormente elevato la qualità delle produzioni, enfatizzando l’identità territoriale che contraddistingue ogni vino, rendendoli espressione autentica del Sannio.

Con una produzione annua di 150.000 ettolitri di vino e di circa 6 milioni di bottiglie, La Guardiense è oggi un simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana, capace di conquistare mercati internazionali.
(In copertina, La Guardiense, degustazione vini anteprima 2025@TWM)
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