di Giovanna Moldenhauer
Photo @Tenuta Rottensteiner, piatti e bottiglie G. Moldenhauer
Il nome trae ispirazione dalla forma triangolare della zona di Bolzano-Gries, culla storica di questo vitigno, da cui nasce anche l’etichetta, segno grafico essenziale che richiama il profilo del celebre “cuneo verde”, simbolo di questo territorio.
La nuova proposta è frutto di una selezione rigorosa da una singola particella di Lagrein, coltivata su terreni alluvionali profondi e acidi, da viti di oltre 30 anni, prodotto in sole 2.500 bottiglie. Un vino che unisce autenticità e rigore, nato per esprimere con nitidezza la verticalità e l’eleganza di una delle varietà più rappresentative dell’Alto Adige. La riserva Select deriva invece da tre vigneti situati nel centro della frazione Gries con viti vecchie più di 30 anni.

«Il Lagrein è radicato a Gries e Gries è la nostra patria, alla quale siamo profondamente legati come famiglia” – commenta Hannes Rottensteiner, terza generazione – “Mio padre è stato uno dei primi enologi in Alto Adige a credere in questa varietà e a lavorarla con un approccio qualitativo, con l’obiettivo di portarla a un livello più alto. Non ha mai prodotto un Lagrein d’annata, ma sempre e solo Riserve: una scelta che racconta la nostra visione e che oggi trova nuova espressione in Trigon»
Il suo assaggio è stato preceduto da una verticale di cinque annate pari ovvero dalla 2022 alla 2014 della Riserva Select, dove la resa è di 6000 litro a ettaro, contro i 4500 di Trigon. Il Select, dopo la fermentazione in cemento, fa un anno di barrique, con altri 12 mesi in tonneaux. Il Trigon invece, dopo la fermentazione in cemento, affina per circa 12 mesi in barrique e prosegue la sua maturazione per ulteriori atri 18 in bottiglia.
La degustazione dei diversi Lagrein Riserva
Lagrein Gries Riserva Alto Adige DOC Select 2022 – Il naso esordisce con note floreali di viola, poi ciliegia, frutti di bosco, cioccolato, liquirizia e a chiudere una nota mentolata. Al palato ha struttura, tannini già setosi al tempo stesso, freschezza, già lungo. Rispetto alle seguenti viene pecepito come la più tipica.
2020 – Il naso ha le spezie più presenti, poi cioccolat, frutti di bosco, una nota mentolata più presente. Al palato ha struttura, tannini più presenti, freschezza, persistente con un finale mentolato. La troviamo con i colleghi la più austera.
2018 – Il naso qui è più sfaccettato da frutta nera e rossa, la nota mentolata viene percepita prima, poi si sente l’arancia rossa, le spezie che poi sfumano sul cioccolato. Al palato ha un attacco più succoso, tannini molto setosi, freschezza ed equilibrio, deisamente persistente. Qui possiamo commentare che troviamo un grande equilibrio, piacevolezza e intensità al tempo stesso.
2016 – Il naso qui in un primo momento è meno espressivo, poi si percepiscono le note terziarie di humus, seguite da cioccolato, arancia rossa, frutta a bacca nera, chiudendo poi mentolato. Al palato ha una marcia in più, tannini estremamente setosi, freschezza, con un finale lughissimo che chiude mentolato, balsamico.
2014 – Il naso esordisce con frutta nera, poi è subito mentolato, speziato, con note di cioccolato, humus, accompagnato da una sensazione croccante. Al palato ha ancora struttura, tannini ancora presenti, poi è fresco, lunghissimo con un retrogusto mentolato, balsamico. Fra tutte la troviamo meno bilanciata, quasi un pò più rustica.
Lagrein Gries Riserva Alto Adige DOC Trigon 2022 – Il naso esordisce con l’arancia rossa, frutta rossa e nera, poi spezie, liquirizia, vaniglia, tabacco, chiude balsamico. Al palato è intenso, ha struttura, eleganza, tannini ancora presenti, setosi, freschezza a equilibrare, decisamente lungo, con un retrogusto mentolato. Concordiamo che esprime territorialità, a cui l‘affinamento in bottiglia ha conferito armonia, eleganza.

In seguito abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare altri tre vini della Tenuta acompagnati dai piatti di Iyo Kaiseki. Prima Ika Somen un“Crudo di calamaro sfrangiato, tuorlo d’uovo di quaglia, caviale Kaluga Amur, salsao soba dashi” con il Pinot Bianco Carnol.

A seguire Yakimono un“Pagro giapponese alla sumibiyaki, melanzane viola e zucchine, pomodoro verde, salsa sumiso” con il Santa Maddalena Classico Vigna Premstallerhof.

Poi Wagyu “Controfiletto marezzatura A5, salsa ponzu, yuzukosho” con il Lagrein Riserva Trigon.
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(In copertina, Hannes Rottensteiner e un calice di Lagrein@Tenuta Rottensteiner)












