Testo e foto Alberto De Rogatis
FULL IMMERSION DI QUALITA’, CON LA NOVITA’ DELL’ACQUISTO.
Saranno 1184 le aziende presenti alla 34esima edizione del Merano Wine Festival, come sottolineato dal giornalista Andrea Radic che ha coordinato i lavori della conferenza stampa tenutasi nella storica Sala delle Statue del Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, nel cuore di Roma, dove ha sede la Coldiretti. In particolare, più di mille le cantine partecipanti, con la novità dell’acquisto in fiera dei vini in degustazione tramite una piattaforma digitale dedicata.

A Roma, insieme ad Helmuth Kocher patron della kermesse meranese, sono intervenuti Ettore Prandini presidente di Coldiretti, Luigi D’Eramo sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, Sylwana Altopiedi dirigente del dipartimento cultura italiana e sviluppo economico della Provincia di Bolzano, Matteo Zoppas presidente ICE, quest’ultimo collegato in diretta. Significativo il videomessaggio di Francesco Lollobrigida Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che ha riconosciuto al Merano Wine Festival la grande capacità di promozione dei vini italiani sui mercati esteri, ed ha ringraziato Helmuth Kocher per la sua continua e costante opera in favore del settore vinicolo.
INSIEME PER FRONTEGGIARE LE CRITICITA’ DEL MOMENTO
Nell’elogiare il ruolo strategico del Merano Wine Festival, il sottosegretario Luigi D’Eramo ha evidenziato l’importanza dell’area bio&dynamica all’interno della fiera, precisando che in Italia si è raggiunta quota 133.000 ettari di superficie vitata, pari al 23% di quella totale, per la produzione biologica che è in continua crescita; ed aggiungendo che il Ministero dell’Agricoltura negli ultimi tre anni ha adottato molti provvedimenti attesi dal settore vitivinicolo, non ultimo l’imminente presentazione ufficiale del marchio biologico italiano che sarà un’ulteriore certificazione che racconterà da una parte la forza del prodotto biologico e dall’altra le peculiarità di ogni singolo territorio.
Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha focalizzato l’attenzione sulle criticità del momento, quali i dazi americani, che impongono di incrementare le attività di promozione e comunicazione relative ai vini italiani; per questo Coldiretti dà convintamente il proprio sostegno alla manifestazione meranese. Matteo Zoppas presidente ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha sottolineato che l’ICE, in occasione del Merano Wine Festival, porterà 24 importatori e operatori stranieri per sviluppare proficui incontri con i produttori vinicoli.
PROGRAMMA RICCO PER UN’ AMPIA VISION

Molto dettagliato l’intervento di Helmuth Kocher che ha esaltato i valori del vino italiano, ricco di una storia che lo ha reso simbolo dell’Italia, rendendola negli ultimi anni il Paese con la maggiore produzione al mondo. Fattori come consapevolezza, innovazione e sostenibilità saranno determinanti per il vino come per il cibo. A tal proposito, come già evidenziato da D’Eramo, Kocher ha ribadito la direzione “green” intrapresa in Italia per la viticoltura sostenibile, settore in forte espansione grazie ad una vision, sostenuta anche dal Merano Wine Festival, di numerose aziende che mirano ad una moderna ed efficace interpretazione del vino. Questa scelta fu fatta nel mondo, prima di tutti, dalla Nuova Zelanda che creò nel 1995 il marchio “wine sustainable”.
E l’essere visionari è tema ricorrente dell’evento meranese. Difatti, mentre in America si sta cercando di contrapporre al vino i “proxy wine”, bevande fondamentalmente analcoliche nonostante il nome, in Italia, terra madre nei secoli di visionari illustri, da Leonardo da Vinci a Galileo Galilei, fino al contemporaneo Giorgio Armani, si valorizzano identità e storia del vino quale simbolo del nostro Paese. E in tal senso, al Merano Wine Festival si celebra la visione dell’origine del vino, fin dal 2007, quando l’evento diventò partner della Georgia, dove è nato il metodo di vinificazione in anfora di terracotta. Kocher crede fermamente al ritorno di questo processo antico, perché un prodotto che nasce dalla terra deve ritornare nella terra, e l’anfora rappresenta il luogo ideale dove il ciclo si conclude. Ed i numeri gli danno ragione, in quanto l’Italia dal 2013 è diventato uno dei principali produttori di anfore, segno evidente di una svolta concreta per la vinificazione.
Nell’illustrare, quindi, le varie iniziative del Festival, inclusi il salone gastronomico Culinaria e le attesissime premiazioni, Helmuth Kocher ha invitato operatori e visitatori a non perdere la prima e l’ultima giornata. Il 7 novembre ospiterà il percorso di degustazione dedicato a vini biologici, biodinamici, naturali, PIWI, orange, in anfora, no/low alcol e Underwater Wines, ed il “Cult Oenologist” percorso di degustazione dedicato ai 10 migliori enologi selezionati da Helmuth Kocher. Invece, l’11 novembre avrà uno straordinario palcoscenico dedicato ad 85 produttori di spumante e 50 di champagne.
(In copertina, Prandini, D’Eramo, Kocher@A.De Rogatis)
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Alberto DE ROGATIS
Giornalista dal 2009, appassionato di turismo, enogastronomia ed arte. Esperto in marketing e comunicazione, inizia negli anni ’90 come copywriter in agenzie di pubblicità.
Ha al suo attivo campagne in Italia ed Estremo Oriente; è cofondatore del Premio Spot School Award per giovani creativi.












