Testo e foto Liliana Savioli
Vi racconto un film, adesso con i telefonini si fa tutto e io invece ve lo scrivo. Caspita, allora è una sceneggiatura, non un film…. Ricomincio, vi racconto una sceneggiatura.
Mattina presto una signora anzianotta viene presa da una prepotente voglia (non desiderio, proprio voglia !) di zuppa di cipolle.
Si alza, fa colazione e, ancora in pigiama, prepara la sua amata zuppa di cipolle.
E’ una ricetta che esegue a memoria, canticchiando. La conosce a menadito. In 10 minuti le cipolle son tagliate e già sfrigolano con il burro nella pentola a pressione (si, lei usa la pentola a pressione per fare la zuppa di cipolle, come le ha insegnato la sua amica che ha vissuto a Parigi per 20 anni), lava i piatti della sera prima e quelli della colazione, e inizia a unire le spezie. 4 chiodi di garofano, cannella, bacche di ginepro. Poi va in salotto e prende un Cognac, l’unico che ha. E’ di altissima qualità e le dispiace usarlo per la zuppa ma le serve il Cognac e lo usa per sfumare.
Mescola ancora un pochetto e poi mette 2 cucchiai di farina. Mescola velocemente per evitare che si attacchi e poi aggiunge un litro di brodo da un anonimo contenitore, sale e pepe e chiude la pentola. Attende l’inizio del fischio e mette il timer di 20 minuti. Intanto si fa una bella doccia, si veste sportiva ed è il momento di spegnere.
Guida serena e tranquilla avvolta dai colori dell’autunno fino a una azienda vitivinicola. Ad attenderla un suo amico ingaggiato per aiutarla a raccogliere dei fantastici cachi che il proprietario della cantina le permette di prendere. Una pianta magnifica con una quantità di colori pazzesca.
La signora anzianotta sa che al suo amico piace la zuppa di cipolle e lo invita a dividere il pasto. Ovviamente l’invito viene accettato con gioia e bene felici se ne tornano a casa.
Prima di salire in appartamento si fermano nella cantina a prendere una bottiglia. Una cantina molto ben fornita, non molto ordinata, ma ben divisa. Un rosso? Ma si, la signora allunga la mano nella scaffalatura dei rossi e ne esce un Morus Nigra di Vignai da Duline 2018.Entrambi approvano. In casa aprono il vino, lo degustano con gioia. E’ un Refosco dal Peduncolo Rosso fatto benissimo, ancora in ottima forma, il vestito è un violetto cupo ma ha già 7 anni sule spalle. Lo avvicinano al naso e una marea di sentori si accavallano. Violetta, frutti di bosco, menta, fieno, pepe, ciliegie sotto spirito. Sono entrambi sommelier e si stanno divertendo.
Intanto la zuppa si scalda, la signora prende le cocottine giuste, taglia due fette di pane e grattugia del formaggio. Una fetta di pane, 3 mestoli di zuppa, una bella manciata di formaggio e le ciotole vanno in friggitrice ad aria. Son solo 2 e non val la pena di accendere il forno.
Intanto assaggiano il vino e son felici. La temperatura è quella giusta. Ha la tipica acidità avvolta da una morbidezza disarmante. Che non è cicciottosa, anzi.
E’ una morbidezza da muscoli allungati, è un movimento armonico e di carattere. Pensano a un ballerino di flamenco. A entrambi brillano gli occhi e le papille gustative. Questo Refosco è persistente e decisamente sulle loro corde. Pregustano il matrimonio con la zuppa di cipolle.

E invece… quando finalmente assaggiano la zuppa che è venuta buonissima (aromatica il giusto, cipollosa quanto basta, dolce ma potente) e la abbinano con il vino nei loro volti si vede una espressione di incredulità. Entrambi, tristemente, concordano che l’abbinamento non è armonico.
Due cose buonissime ma che non stanno bene assieme. Due aromaticità incompatibili, insomma finiscono la zuppa bevendo … acqua!
Ma la signora non si da per vinta. Non ha né formaggi né dolci, è in dieta, ma si ricorda di avere dei Wafer alla nocciola. Una piccola confezione di una marca sconosciuta acquistata in offerta e decide di tentare un abbinamento decisamente azzardato.
Un Refosco dal Peduncolo Rosso e Wafer alla nocciola. L’amico della signora la asseconda riluttante, ma poi avviene la magia. Ad entrambi sbriluccicano gli occhi, il sorriso si espande e sentenziano che l’abbinamento è perfetto.
La croccantezza e la grassezza dei wafer con l’acidità e leggera tannicità e buona morbidezza del Refosco di Vignai Da Duline si sposano a meraviglia.
Mai dare nulla per scontato viene scritto nei titoli di coda….
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Liliana SAVIOLI












