di Carmen Guerriero
LA RIOJA, UN TERRITORIO DOVE IL VINO È STORIA
A nord della Spagna, il corso del fiume Oja definisce contorni e nome (Rio Oja) di un territorio dalla viticoltura millenaria La regione autonoma di La Rioja, con capoluogo Logroño, con gli oltre 60.000 ettari di vigneti, è famosa in tutto il mondo per la qualità dei suoi vini e vanta oggi più di 500 cantine. Numerosi bacini di fermentazione scolpiti nella pietra, come le guardaviñas , testimoniano una viticoltura già in tempi remoti.
Risale al 1560 l’iniziativa dei viticoltori di creare un marchio standardizzato per le botti, a tutela dell’identità dei vini di questa regione. Nel 1635, l’allora sindaco di Logroño, temendo che le vibrazioni dei veicoli potessero rovinare il mosto d’uva, compromettendo il processo di maturazione dei vini, vietò addirittura la circolazione dei carri nelle strade lungo le quali si trovavano le cantine. Il primo documento scritto di controllo qualità risale al 1650. Nel 1787 fu fondata la “Real Sociedad Económica de Cosecheros de Rioja” (Reale Associazione Economica dei Viticoltori di Rioja) per promuovere la viticoltura, la vinificazione e il commercio del vino. All’inizio del XIX secolo, nella città di Haro nacque l’usanza della festa della Batalla del Vino, che si celebra ancora oggi ogni anno.
LA RIOJA E I DINOSAURI
Una particolarità che balza subito all’occhio quando si visita questa regione è anche la segnaletica dalle strade, connotate da targhe con l’impronta di un dinosauro.

Il richiamo è all’ “Era del Peladillo” e al Peladillo (da Pelado, zona senza alberi), uno dei giacimenti di impronte di dinosauri più importanti de La Rioja, tra i più grandi d’Europa e del mondo, sia per il numero di tracce (più di 1.700), sia l’identificazione per la prima volta (1992) di impronte del tipo Hadrosaurichnoides igeensis di un grosso ornitopode dalle zampe palmate.
IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA
Logroño è una tappa fondamentale del Cammino di Santiago de Compostela a partire dall’XI secolo, quando ha acquisito notorietà come uno dei percorsi di pellegrinaggio più rilevanti d’Europa.

Nel Codex Calixtinus, una delle prime guide sul Cammino datata XII secolo, Logroño viene già menzionata quale crocevia focale per mercanti, artisti e pellegrini. Questi ultimi, attraverso le strade acciottolate della città, hanno contribuito a plasmare l’identità culturale locale, rendendola un punto di riferimento per chi intraprendeva questo importante viaggio spirituale.
Oggi, però, Logroño è anche una città che racchiude in sé tutta l’essenza della Rioja, tra storia, cultura, architettura, bellezze paesaggistiche ed una vivace gastronomia.
LOGROÑO: CAPITALE DI CULTURA E TRADIZIONE DEL VINO
Un ottimo punto di partenza per visitare la città è l’Hotel Gran Vía Logroño****. Situato nel cuore cittadino, è moderno, comodo e con ampie camere recentemente ristrutturate, dal design elegante e allegro, dotate di ogni confort. Senso di ospitalità e di accoglienza sono un ulteriore valore che fa la differenza. Da qui si possono raggiungere facilmente a piedi tutte le principali attrazioni turistiche e monumenti, calle, bodegas, chiese, negozi e locali. rimandi alla cultura enoica.
Da Calle Portales nel quartiere antico di Logroño, una tranquilla passeggiata conduce nella la parte più antica della città, tra caffè, ristoranti, negozi, gelaterie e tutti i tipi di negozi alcuni pittoreschi come quello del baccalà, dei fiori e un antico negozio di cappelli (peccato fosse giorno di chiusura!).
Qui si trovano chiese e monumenti più iconici della città, come la Concattedrale di S. Maria de La Redonda, (secc. XV-XVIII) caratterizzata dalle sue due torri barocche gemelle sulla Piazza del Mercato. Questo complesso religioso è stato costruito su un’antica chiesa romanica e ospita opere d’arte di grande valore, tra cui sculture di Gregorio Fernández e una rappresentazione del Calvario attribuita a Michelangelo Buonarroti.
Accanto ad essa, la chiesa di Santa María de Palacio, la più antica della città, si distingue per la sua guglia gotica e conserva al suo interno un chiostro magnifico, una pala d’altare fiamminga e numerosi elementi romanici. La Chiesa di San Bartolomeo, XII secolo, è la più antica chiesa superstite di Logroño. Si trova nell’omonima piazza, dedicata a San Bartolomeo martire, è un perfetto esempio di stile romanico, dal portale imponente di pietra dov’è scolpito il martirio del santo che fu scuoiato vivo. Il 18 settembre 1866 è stato dichiarata bene di interesse culturale, categoria monumenti. La Chiesa di Santiago el Real è stata costruita nel secolo XVI su un tempio medioevale, appartiene alla stile chiamato Reyes Católicos o gotico ispano-fiammingo. Nel XVII secolo acquisì l’aspetto attuale, con l’aggiunta di una facciata barocca sormontata da un’enorme figura di Santiago Matamoros. Dal 28 maggio 1981 è un Sito di interesse culturale nella categoria Monumento.
Distintiva ed elegante anche l’architettura di edifici civili, come il Palazzo del Marchese di Legarda, il Palazzo dei Chapiteles e il Museo della Rioja, situato all’interno di un palazzo barocco del XVIII secolo, noto come il palazzo di Espartero, dove il generale Espartero visse con la moglie Jacinta dopo essersi ritirato a vita privata. Dal 1971 il palazzo è stato trasformato nell’attuale Museo di La Rioja dove sono esposti dipinti, sculture in legno, mobili antichi e reperti archeologici dal XII al XIX secolo.

Il Ponte di pietra di Logroño è uno dei cinque ponti che in origine attraversavano il fiume Ebro nella capitale della Rioja. Costruito nel XI secolo, originariamente presentava quattro archi e tre torri fortificate, è anche chiamato Ponte di San Juan de Ortega, in memoria della cappella sulla sua riva sinistra. Simbolo della città, tant’è che compare nel suo stemma, il ponte ha dodici archi dell’originario ponte, crollato nel 1881. L’attuale costruzione risale al 1884 ed è l’ingresso dei pellegrini del Camino de Santiago a Logroño.
Accanto a questo, il Ponte di ferro di Logroño, costruito nel XIX secolo, è il più antico dei quattro ponti che la capitale della Rioja Inaugurato nel 1882 ed è lungo 330 metri.
Nel cuore del Cammino di Santiago, tra le vie Rúa Vieja, Mercaderes e Marqués de San Nicolás, il Centro Culturale Rioja è un’importante riferimento culturale per la diffusione e promozione della cultura del vino di Rioja in tutto il mondo. Insieme alle vie San Gregorio ed Espacio Lagares, forma il triangolo d’oro dell’enoturismo in città.
Proprio in quest’ultima calle si trovano antiche bodegas in cui, tra il XVI al XIX secolo, veniva prodotto il vino per gli abitanti di Logroño. La particolarità è anche nei laterali delle mura d’ingresso delle bodegas, dall’insolita forma arrotondata per consentire l’entrata e l’uscita delle botti.
Sempre in questa calle, “El Camino del vino” (La strada del vino) è un grande spazio culturale e punto di informazione turistica che ospita una parte del mostra permanente “La strada del vino”.

La piazza principale, il Paseo del Príncipe de Vergara, meglio noto come Paseo del Espolón, è il cuore del centro finanziario cittadino. Al centro la fontana monumentale dedicata al generale Espartero.
La piazza è lo scenario dell’offerta del primo mosto alla Vergine di Valvanera, una delle celebrazioni più importanti della Festa della Vendemmia della Rioja , che si tiene ogni anno il 21 settembre, giorno di San Matteo. Confina con importanti edifici storici, finanziari e amministrativi, nonché con zone pedonali come il cosiddetto Paseo de las Cien Tiendas (Passeggiata dei Cento Negozi) e persino Calle del Laurel (Via dell’Alloro), famoso ritrovo per la sua gastronomia di una movida vivace e curiosa.
GASTRONOMIA: UN VIAGGIO NEI SAPORI DELLA RIOJA
Logroño ha saputo fare anche della gastronomia il suo punto di forza, grazie alla riqualificazione urbanistica dell’antica Calle de Laurel, un tempo abitata da prostitute che avevano l’usanza di esporre sul balcone un ramo di alloro per segnalare agli avventori la propria disponibilità.

Qui oggi si dipana una serie pressoché interminabile di locali dalle proposte di piatti tradizionali locali molto invitanti, talvolta singolari.. L’aperitivo è una cena senza termine, un rituale goloso che si consuma passando da bar a bar, da locale a locale, secondo un manuale non scritto dalla valenza quasi sacra.
Ecco che dopo l’iconico jamon iberico in abbinamento ad un cava o un vino blanco locale, magari da tempranillo blanco, si passa al bar Angel, famoso per lo stecchino di champignon grigliati ed irrorati da un’emulsione segreta a base d’aglio e, dopo, ancora, al bar che propone, in tutte le salse, l’orecchio di maiale. E, ancora, tocchi di pancetta di maiale croccante, polpo alla longronese, patatas bravas, crocchette di baccalà, salmorejo e tanto, tanto altro.
3 tapas de non perdere a Logroño: Champiñón a la plancha (alla griglia); Paté con mermelada de pimientos (paté con marmellata di peperoni) e Piquillos rellenos de carne (peperoni ripieni di carne). E, sarebbe un imperdonabile mancanza non assaggiare la Torrija de leche, (l’ultima foto), non solo una semplice torta di latte … scioglievolezza setosa irresistibile!
(In copertina, monumento agli Illustri Riojani, meglio nota come “Fontana delle schiene bagnate” (1999 Dalmati e Alejandro Narvaiza Rubio), Gran Via@TWM)






































