Testo Alessandro De Bartolomeo
Inizia l’anno della Capitale Italiana della cultura contemporanea
La Sicilia occidentale protagonista in questo 2026 appena iniziato. Inizia infatti l’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’arte contemporanea. Una data scelta non a caso. Il 15 gennaio 1968, un violentissimo sisma scosse il territorio della Valle del Belice, causando lutti e distruzioni, spezzando vite ed identità territoriali, abbattendo pietre e speranze di intere comunità che vennero pressochè rase al suolo dalla violenza della natura.

Un territorio ferito, ma che negli anni ha saputo rimettersi in piedi, rinascere, con nuove storie e nuove speranze, forti di un potenziale enorme per la loro posizione geografica al centro di quella provincia trapanese pregna di storia e di storie. Un territorio che vuole definitivamente spiccare il volo, pronto ad offrire una nuova prospettiva al viaggiatore curioso, nel segno della filosofia del “vivere slow” partendo da Gibellina Nuova esempio eclatante di sperimentazione urbana in chiave architettonica, luogo simbolo di rinascita dell’intera valle, luogo per tutto il 2026 di eventi di natura culturale nell’ambito delle celebrazioni previste.
Un territorio ricco di storia, tradizioni, ed opportunità
Il Belice racchiude in sé una duplice attrattiva: da un lato meta possibile di un viaggio “esperienziale” introspettivo, di scoperta e riflessione, tenendo conto della memoria storica collettiva legata di un territorio che ha conservato le sue radici più profonde, legate a secoli di storia e civiltà contadina. Dall’altro un territorio pronto ad aprirsi al viaggiatore che invece vuole sperimentare nuove forme di esperienze legate al viaggio, non disdegnando anche il ricco panorama dell’offerta enogastronomica che questo angolo di Sicilia dell’Ovest è capace di proporre. Gibellina, dicevamo, vero fulcro della rinascita della Valle, e questo fin dagli anni successivi al sisma.

La Grande Stella del Belice porta d’ingresso cittadina realizzata dal maestro Pietro Consagra, accoglierà cosi i visitatori che entreranno in una cittadina sospesa tra tradizione ed innovazione urbana, vero museo diffuso a cielo aperto che vi porterà a pochi chilometri di distanza al grande Cretto di Gibellina (in copertina) monumentale opera di land art realizzata da Alberto Burri sul solco di quella che fu il nucleo storico di Gibellina vecchia distrutta dal terremoto, dove camminare tra i calchi in cemento farà rivivere in un momento catartico per qualche secondo volti, storie, ed attimi di vita in luoghi che furono, opera che non è solo monumento alla memoria ma anche attrazione culturale che invita a riflettere sulla storia e la resilienza dell’uomo.
Un viaggio tra i musei con lo sguardo aperto al mondo, anche nel segno del vino
Varcata la soglia cittadina, Gibellina nuova vi accoglierà con il suo Sistema delle piazze, il Museo delle Trame Mediterranee istituito nel 1996 presso il Baglio Di Stefano e gestito dalla Fondazione Orestiadi, sede d’estate dell’omonimo festival culturale che richiama migliaia di spettatori e decine di artisti nazionali ed internazionali, dove è possibile visionare la “Montagna di Sale” dell’artista Mimmo Paladino, all’esterno, mentre all’interno si resterà meravigliati dalla notevole mole opere d’arte contemporanea esposte, collezione tra le più importanti d’Italia, e che documenta la permanenza degli artisti a Gibellina e il loro contributo per il progetto di ricostruzione della città dopo il sisma del ’68 con opere di Isgrò, Pomodoro, ma anche Consagra, Accardi, Turcato e molti altri.

Un museo diffuso en plain air ed un territorio da assaporarsi come un buon vino
Un territorio da vivere in maniera slow, assaporandone il gusto autentico, capace di offrire vere chicche per gli appassionati come il Barriques Museum, Museo permanente di arte contemporanea, dove compostezza della impostazione museale si sposa con dinamicità della storia legata al ciclo del vino dentro una barricaia in attività. E poi, ancora: il MAC Museo Arte Contemporanea, con le sue otto sale espositive ed un’ampia raccolta di opere di artisti italiani e internazionali che guiderà i visitatori in un avvincente itinerario all’interno del ricco panorama dell’arte figurativa, dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri o il Museo Epicentro sito al Cresm.

Aggirarsi per le vie cittadine di Gibellina, potrà essere cosi una esperienza di arricchimento culturale, grazie alle moltissime opere d’arte poste in vari punti della cittadina che ne fanno un vero e proprio museo d’arte diffuso all’aperto, singolare esperienza visiva totalmente gratuita, ma anche punto di partenza per tutto un territorio circostante da vivere ed assaporarsi a piccoli sorsi , senza frenesia, come un buon bicchiere di vino, punto di partenza per esplorare un territorio ricco di attrattive, come i ruderi di Poggioreale, cittadina rasa al suolo dal sisma del ’68, la Riserva naturale delle grotte di Santa Ninfa e Gibellina, istituita per tutelare un’area di notevole interesse geologico e paesaggistico, e l’ampia Valle del Biviere, una vallata di origine carsica che costituisce gran parte del bacino di alimentazione della cavità, in cui scorre il torrente che dà vita alla Grotta
A pochi chilometri, aree archeologiche e spiagge assolate d’estate, oasi naturalistiche e riserve solitarie in inverno
Gibellina posta in una posizione strategica nella Valle del Belice, da essa lungo l’autostrada A-29 si può giungere nel giro di pochi minuti Salemi, che fu Capitale d’Italia per un giorno durante i moti cittadina che richiama l’epopea garibaldina e della storia del Risorgimento italiano, ma non solo, con i suoi palazzi storici, le aree archeologiche vicine di Monte Polizo, e di Mokarta, o la vicina Castelvetrano, con il Parco Archeologico di Selinunte uno dei più vasti d’Europa, affacciato sul Canale di Sicilia testimone silenzioso di millenni di storia con le rovine dei suoi templi e l’agorà a picco sul mare. Una storia nella storia, non solo architettura ed opere artistiche testimoni silenziose di secoli di Storia, ma anche le vicine spiagge di Marinella di Selinunte e la riserva della Foce del Fiume Belice e dune limitrofe vasto territorio protetto con avifauna tipica uno dei paradisi ecologici di questa parte di costa Siciliana. Un territorio insomma da poter visitare tutto l’anno, approfittando anche della possibilità offerta dalla nuove tratte Low Coast che fanno scalo all’Aeroporto di Trapani-Birgi, facilmente raggiungibile anche dal centro della provincia.











