Testo e foto Monica Piscitelli
Un sistema di certificazioni riconosciute in oltre 70 paesi, il cui valore è riconosciuto nel mercato del lavoro internazionale. Quattro livelli, progressivi e in lingua inglese, per neofiti, per chi lavora nel settore e vuol acquisire conoscenze più elevate o per chi vuole accedere a posizioni che lo richiedono come requisito; un network globale ne quale gli standard qualitativi sono uniformi ovunque: da Tokyo a Napoli. La intervista alla giornalista e degustatrice Chiara Giorleo, Educator ufficiale WSET.
D. WSET offre una formazione di alto livello nel campo della conoscenza del mondo del vino e della degustazione. Come è organizzata l’offerta?
ADR: L’offerta WSET è strutturata in quattro livelli, in ordine crescente di difficoltà e relativo prestigio: si parte dal Livello 1, un’introduzione di una giornata per chi si avvicina al vino per la prima volta o vuole rinfrescare le basi, fino al Livello 4 – il Diploma – che richiede un impegno paragonabile a un diploma universitario specialistico. La strutturazione del programma è la stessa: degustazione, cosa accade in vigna, cosa in cantina, le uve principali e la geografia del vino, spumanti, fortificati, vini dolci. Quello che cambia, per ciascun livello, è il grado di dettaglio richiesto.

In Italia sono disponibili i primi tre livelli, organizzati attraverso provider ufficiali autorizzati dalla sede centrale di Londra, io collaboro con Enoécole. Ogni livello prevede un esame finale che rilascia un certificato riconosciuto globalmente. La progressione non è solo quantitativa ma qualitativa: si passa da un vocabolario essenziale a competenze tecniche sempre più raffinate. La tipologia di esame ne rispecchia la difficoltà: il primo e il secondo prevedono un test a risposta multipla, mentre già il terzo livello prevede la degustazione di 2 vini alla cieca e per la teoria il test a risposta multipla ma anche 4 domande aperte. Non è mai previsto l’orale.
Per tutti, eccetto il primo, è previsto lo studio individuale: quando si individuano le date ci si iscrive arriva il materiale a casa per studiare prima del corso in presenza. Tre giorni per il livello 2, 5 per il 3.
D. WSET offre innumerevoli opportunità in tutto il mondo su varie tematiche del mondo del vino. È una sorta di grande famiglia con molteplici attività. Ci puoi dire come è articolata dal punto di vista globale?
ADR: Il WSET è un network globale che attinge ai migliori esperti e ai cambiamenti di mercato di tutto il mondo in maniera piuttosto uniforme.Lavora attraverso una rete di Approved Programme Providers (APP) ai quali afferiscono Educator certificati che seguono un percorso di formazione rigoroso, specificamente previsto a seguito delle certificazioni. Ci tengo a ribadirlo proprio per esperienza diretta e personale, niente è lasciato al caso, tanto per fare un esempio, nemmeno il modo in cui deve essere posta una domanda agli iscritti durante le ore di lezione in aula che infatti varierà a seconda del livello. Questo garantisce standard qualitativi uniformi ovunque, da Tokyo a Napoli.
D. A chi si rivolgono i corsi WSET?
ADR: I corsi WSET sono aperti a tutti: neofiti che vogliono scoprire il mondo del vino partendo da zero e professionisti che vogliono consolidare e certificare le proprie competenze. Non ci sono prerequisiti particolari per iniziare. Molti arrivano da percorsi già seguiti con associazioni della sommellerie italiana – come nel mio caso, avendo studiato in precedenza con mamma AIS – al fine di ampliare le conoscenze con un approccio globale. C’è chi lavora nel settore (ristoratori, sommelier, enologi, agenti, buyer) e chi mira a inserirsi per la prima volta in un contesto internazionali; spesso all’estero queste certificazioni sono richieste esplicitamente per l’assunzione (il livello richiesto, dall’1 al 4, a seconda del ruolo ricercato). Ciascuno imposta il proprio percorso in base alle esigenze personali e professionali.
D. Le attività in Italia e in Campania. Cosa bolle in pentola?
ADR: In Italia ci sono diversi provider WSET, ma non tantissimi. Fino a qualche anno fa i corsi erano disponibili specialmente al Centro-Nord, e io stessa li ho tenuti fuori regione. Questo comporta ulteriori spese di trasferta e soggiorno. Quando sono diventata Educator, insieme ad Alessandro Marino – titolare di Enoécole, il provider con cui collaboro – abbiamo pensato di unire le forze per diffonderli meglio anche al Sud, o meglio di programmarli con una maggiore regolarità a partire da Napoli. Oggi lavoriamo in tutta Italia, inclusa Campania, Puglia e così via. Per chi vuole conoscere le date dei corsi e dei vari livelli, le pubblichiamo volta per volta anche sulle mie pagine social.

D. Quanto è importante oggi un tipo di formazione come quella WSET? E come si differenzia essendo, per giunta, in inglese?
ADR: Quello che sottolineo sempre e che io ho apprezzato – innanzitutto da (ex) studentessa – è l’approccio globale e sistematico, il più possibile oggettivo e schematico. Un po’ come imparare le tabelline prima di potersi permettere l’analisi e la deviazione dagli schemi, non so se rendo l’idea. In generale, in un mercato del vino globalizzato, avere competenze certificate e riconosciute internazionalmente fa la differenza. La formazione WSET si distingue, appunto, per il rigore metodologico, l’approccio sistematico alla degustazione e il respiro globale, con uno sguardo che abbraccia tutti i paesi produttori. Quanto alla lingua inglese: la maggior parte dei corsi che eroghiamo sono in inglese proprio perché la richiesta è spesso quella di acquisire un linguaggio internazionale e un approccio internazionale. L’inglese è la lingua richiesta, inutile ribadirlo ma l’approccio schematico e diretto del WSET rende l’apprendimento in lingua meno complicato di quanto si possa pensare anche per chi si sente insicuro sull’inglese. Inoltre, la progressione – dal primo al terzo, se non al quarto livello – serve anche a questo. Molti partecipanti ci raccontano che, dopo il WSET, si sentono molto più sicuri nel comunicare con buyer stranieri o nel partecipare a eventi internazionali.

D. Fornisci a chi legge 5 buoni motivi per iscriversi a un corso o master Wset. (Es: Chi sono i docenti più noti o i personaggi che lo hanno conseguito?)
ADR: Elenco dei 5 punti in linea con lo stile WSET, senza troppi preamboli. Direi: 1. L’approccio schematico e immediato per imparare a lasciare fuori interpretazioni e preferenze personali; 2. Il WSET in lingua inglese consente di acquisire un linguaggio efficace ed immediato in lingua per tutti; 3. La praticità: i giorni di corso in presenza sono solo 1 per il livello 1, 3 per il L2 e 6 per il L3. Prima c’è lo studio individuale. Quindi, consente a tutti di organizzarsi come si preferisce e senza dispersione. Inoltre completa la formazione acquisita con le scuole italiane – come l’AIS – specialmente per l’approfondimento dei paesi esteri; e il Diploma, il livello 4, è raccomandato per chi vuole intraprendere il percorso per diventare MW che, come sappiamo, è il titolo più prestigioso al mondo. Basti questo senza necessità di fare nomi. Per chi consegue il Diploma si consente di inserirlo in firma.
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Monica Piscitelli











