Testo e foto Monica Piscitelli
Trento Doc e Low Alcol in degustazione da Enzo Coccia
Per accogliere gli ospiti della presentazione presso La Notizia 94, invero, le sorelle Romina, Valentina e Martina di Gaierhof, calano la carta del ricco Siris: 48 mesi sui lieviti. Ma è LOAL, la linea Low Alcol, a sfidare la pizza di Enzo Coccia servita dal figlio Marco.

Mpustarella ripiena di friarielli e cotto; Ripieno classico; Margherita classica e Pizza ripiena con Albicocca vesuviana. Queste con il bianco, il rosato e il dolce della linea a 9 gradi d’alcol (pari a una birra strong) che viene incontro alle nuove tendenze con l’abbraccio sicuro di una cantina nata negli anni Settanta per mano di Luigi Togn, patriarca del vino trentino, tra gli artefici dello sviluppo del Metodo classico trentino. Un innovatore di razza nel suo territorio: “il primo – racconta la figlia Valentina – ad aver utilizzato la pressa verticale, il primo ad aver adottato filtri per la feccia, il primo a non pastorizzare i vini” e anche colui che, scomparso 3 anni fa, ottantenne, ha ampiamente anticipato il cambio generazionale al femminile, consentendo alle sue figlie di vantare già oggi ben 30 vendemmie personali.
La cantina Gaierhof. La storia e il presente
La cantina si è consolidata nel corso dei decenni, passando da un’attività di mediazione ( risalente al fondatore Germano negli anni Quaranta), a una produzione strutturata di circa 800.000 bottiglie supportata dai 12 dipendenti in Gaierhof, capofila del Gruppo. Gruppo che conta l’azienda Vinicola Valdadige – specializzata in trasformazione uve e commercializzazione di vino sfuso – e il fiore all’occhiello, l’azienda agricola Maso Poli.
Una costellazione di oltre 100 conferitori per una superfice vitata di 170 ettari vitati su tutto il Trentino Alto Adige, nelle principali zone di produzione: Valle di Cembra per Muller Thurgau e Riesling renano, la Piana Rotaliana per Teroldego, Roverè della Luna per Pinot Grigio,Traminer Aromatico e Moscato giallo, le Colline Avisiane per Nosiola, Pinot Nero e Sauvignon e la Vallagarina per Marzemino, Chardonnay e Moscato Giallo. Poi: un export rivolto verso USA, (dove da sempre la azienda ha investito personalmente con una propria attività di import export), Germania, Svizzera e Nord Europa.
Vino e pizza napoletana
Si dice che è piu facile, da vino, abbinare un grande prodotto. E la pizza di Coccia è davvero in splendida forma: leggerissima. Ma tenere testa un grande prodotto come la pizza napoletana, pareggiarne la universalità, è anche difficile.
E lo è ancora di più quella di un grande artigiano come in questo caso: Enzo Coccia.

Ma l’abbinamento esce da una cantina che ha fatto la storia della denominazione Trento Doc e della viticoltura trentina in generale. “Invece di scegliere lo zero alcol abbiamo preferito seguire la linea del basso grado alcolico perchè il Pinot Bianco che abbiamo in azienda lo consente, e perchè siamo molto noti già per il Moscato giallo che va, da sempre, in quella direzione” racconta Valentina Togn.
Low alcol LOAL
Un progetto nuovo ma non nuovissimo, allora, LOAL. Il classico e noto Moscato giallo LOAL di Gaierhof, decisamente aromatico e abboccato, diventa meno carico nel colore e più pop: con la sua etichetta floreale e la classica bochbeutel. E lo seguono, idealmente, gli altri. Il Rosato, ottenuto da uve Lagrein e Schiava, è caratterizzato da profumi di frutti rossi e viole. Ha, nonostante la gradazione bassa, gusto e carattere. Tanto che il live residuo zuccherino diventa impercettibile. Un vino suadente e davvero apprezzabile. LOAL Bianco è un fruttato bianco da uve Chardonnay e Pinot Bianco, ideale per aperitivi e piatti di crostacei. Un vino che vediamo bene anche per la mixology e certamente per la estate imminente.
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Monica PiscitelliGiornalista | consulente di comunicazione | degustatore
Napoletana, vive tra l’Italia e la Grecia.
Associata Arga Campania è membro de Le Donne del Vino della Campania.











