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IL RISVEGLIO DIVENTA ESPERIENZA: COLAZIONE D’AUTORE, IL NUOVO LUSSO DELLA CONVIVIALITÀ.

Un progetto nato per gioco tra amici è diventato una delle esperienze più originali dell’ospitalità contemporanea. In costiera sorrentina, Axidie di Marina d’Aequa apre la nuova stagione con Giuseppe Pepe. Dietro il successo, un’intuizione che oggi appare sorprendentemente attuale: trasformare la colazione in un racconto di territori, relazioni umane e cultura del benessere.

Testo e foto Carmen Guerriero

La Colazione, la nuova frontiera del turismo esperienziale

Se per anni il racconto del viaggio è passato attraverso la cena gourmet, oggi il primo pasto della giornata sta assumendo un ruolo sempre più centrale. La colazione è il momento in cui il viaggiatore entra realmente in contatto con il territorio: i profumi del pane appena sfornato, i lievitati della tradizione, le confetture locali, gli agrumi raccolti a pochi chilometri di distanza. In questo senso Colazione d’Autore rappresenta un caso quasi unico in Italia. Un progetto che mette al centro il risveglio come esperienza culturale.

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel tornare a dare valore alla semplicità.

In un’epoca segnata dall’accelerazione permanente, dalla frammentazione dei tempi della vita e dalla ricerca quasi spasmodica di esperienze autentiche, il lusso non si esprime più necessariamente con l’esclusività ostentata, ma con la possibilità di rallentare. Partendo da questa accezione naturale, Colazione d’Autore continua a crescere stagione dopo stagione, trasformandosi da piacevole intuizione di Serena Maggiulli tra amici, in uno degli appuntamenti più originali e richiesti del panorama dell’ospitalità esperienziale del Mezzogiorno. Primo appuntamento della stagione con il maestro pasticciere Giuseppe Pepe, dell’omonima storica pasticceria di Sant’Egidio del Monte Albino, interprete raffinato della tradizione dolciaria familiare e campana che incarna perfettamente il rapporto tra identità territoriale e alta artigianalità.

il maestro pasticciere Giuseppe Pepe ed il tributo dolciario ai Monti Lattari, Le Axidie Hotel & Resort@TWM

Ben oltre la mera rassegna gastronomica

Colazione d’Autore ha nella sua vera natura, il senso della sua ideazione: un format che, fin dall’inizio, ha cercato infatti di raccontare qualcosa di più profondo del cibo, provando a restituire centralità a un momento della giornata tradizionalmente considerato marginale nella maggior parte del sentimento comune: il risveglio. «Volevo recuperare il rituale del mattino come momento di convivialità e di condivisione», racconta Serena Maggiulli. «Un tempo da dedicare alla famiglia, alle relazioni, alla socialità, ma anche un’occasione per avvicinare il pubblico alla cultura della grande pasticceria italiana e al concetto stesso di qualità».

Una visione che, a distanza di anni, appare quasi profetica. Quando nacque il format, il racconto gastronomico era dominato da chef stellati, degustazioni serali e grandi eventi costruiti attorno alla cena. Oggi, invece, le tendenze internazionali del turismo parlano sempre più di slow living, benessere integrato, esperienze immersive e valorizzazione dei ritmi naturali della giornata. Colazione d’Autore aveva intercettato questi segnali molto prima che diventassero una categoria di mercato.

Un’esigenza che, opportunamente valorizzata, è divenuta oggi tendenza.

Il motivo è semplice: non è un progetto costruito attorno al prodotto, ma alle persone. «È un format che parte dall’importanza delle relazioni umane», spiega Maggiulli. «Un racconto del territorio e dell’identità di ciascun maestro pasticciere che si esprime non solo attraverso il dolce, ma anche mediante il salato, la cultura del benessere e la convivialità». La scelta di ospitare i grandi maestri pasticceri in una destinazione iconica come Le Axidie Hotel & Resort di Marina d’Aequa crea un dialogo tra paesaggio, ospitalità e alta artigianalità.

briosches con crema alle arance dei monti Lattari, Giuseppe Pepe@TWM

La colazione diventa, così, un linguaggio attraverso cui “leggere” un territorio.

Ogni appuntamento è infatti concepito come un viaggio nella sensibilità del maestro di turno, la sua storia professionale, la sua idea di pasticceria e nel rapporto che egli intrattiene con la terra da cui proviene. Per inaugurare la stagione 2026, Giuseppe Pepe ha scelto di raccontare i Monti Lattari e la Campania attraverso ingredienti identitari come le albicocche Pellecchielle del Vesuvio, il limone sfusato amalfitano IGP, le arance dei Monti Lattari e le eccellenze agricole del territorio, come il pomodoro corbarino. Dolci fragranti e profumati riempiti di crema sul momento.

Una narrazione che trova la propria sintesi nella sua celebre “Delizia di San Gilio”, monoporzione composta da babà all’arancia, liquore artigianale e crema di latte di bufala: un dolce che racchiude memoria, territorio e innovazione. Per Pepe, del resto, il legame con la tradizione rimane un valore irrinunciabile. Ricordando il fratello Alfonso, figura emblematica nella storia della pasticceria di famiglia e della Campania, il maestro sottolinea come l’innovazione non possa mai prescindere dalla memoria.

Delizia di San Gilio, a base di arance dei giardini di Sant’Egidio, a ridosso dell’Abazia e dei monti lattari, con crema di latte di bufala e babà bagnato al liquore d’arancia artigianale di produzione Pepe@TWM

Accanto ai must classici, trionfano specialità legate ai prodotti stagionali, in edizione limitata- dettata, appunto dalla stagionalità, a garanzia di freschezza e salubrità delle materie prime. Tra le tante proposte golosissime, il “Panettone d’Autunno“ con fichi, noci e cannella o quello con frutti di bosco e vino Aglianico, principe delle terre campane, o, ancora con panna di latte di bufala e crema al mandarino, agrume ormai quasi in estinzione (perchè si preferisce l’ibrida clemetina) di cui è ricca tutta la piana dei Monti Lattari.

In questo primo appuntamento Pepe ha presentato anche una versione estiva di panettone, a base di mango, lime e menta, un’esplosione di freschezza, avvolgente e sempre in equilibrio con la dolcezza, senza mai sovraccarichi. Il risultato complessivo è una piacevole persistenza aromatica che sorprendentemente non concede nulla alla dolcezza, se non il primo morso. E, come nei migliori vini, prepara all’assaggio successivo, senza tentennamenti.

Uno specchio all’attenzione alla qualità delle materie prime ed all’equilibrio.

Tanto accompagna anche una riflessione più ampia sul rapporto tra piacere e benessere alimentare. Un tema particolarmente caro a Colazione d’Autore. «Non bisogna demonizzare il dolce», osserva Serena Maggiulli richiamando un concetto spesso ribadito da Iginio Massari. «Lo si può mangiare anche ogni giorno, purché sia ben equilibrato». Una riflessione sintesi di un approccio maturo alla gastronomia contemporanea: non privazione, ma consapevolezza; non eccesso, ma equilibrio.

con Serena Maggiulli, Le Axidie resort, Marina d’Aequa@TWM

Altro elemento decisivo del successo della rassegna è la sua evoluzione naturale nel tempo.

«All’inizio era un’esperienza pensata esclusivamente per gli ospiti dell’albergo», racconta Maggiulli. «Poi le richieste sono aumentate progressivamente, fino a rendere necessario aprire gli appuntamenti anche al pubblico esterno». Il risultato è stato quasi inatteso. Attorno al format si è sviluppata una vera e propria comunità di appassionati che segue gli appuntamenti con continuità e crescente partecipazione. «Paradossalmente si è creata una community di persone che condividono la passione per la colazione», osserva. «Oggi c’è una voglia crescente di vivere questo momento della giornata, forse persino più della cena. La mattina si arriva con maggiore energia, la mente è riposata, si è più predisposti all’ascolto, agli incontri e alle idee».

Una considerazione che intercetta un fenomeno ormai crescente anche nel mondo professionale e del business networking, dove la colazione sta assumendo un ruolo sempre più strategico rispetto agli incontri tradizionalmente organizzati nelle ore serali.

Se a tanto, poi, si aggiunge l’atmosfera rilassata del mare, un servizio curato, sorrisi autentici e il profumo dei grandi lievitati artigianali appena sfornati, si comprende facilmente perché i riscontri siano cresciuti in maniera costante. Per Serena Maggiulli questa rimane la soddisfazione più grande: aver dato vita, quasi per gioco, ad un progetto capace di trasformarsi in un luogo di incontro, dialogo e aggregazione.

Fondamentale, in questo percorso, è stata anche la scelta de Le Axidie, molto più di una semplice elegante location incastonata in un paesaggio dalla bellezza mozzafiato. È uno spazio identitario, una struttura storica della Costiera sorrentina che Maggiulli frequenta fin dall’infanzia e che considera parte integrante dell’esperienza. Un luogo in cui bellezza paesaggistica, memoria affettiva e ospitalità si fondono naturalmente.

La stagione proseguirà il prossimo 21 giugno con Mario Di Costanzo, protagonista di un appuntamento dedicato all’incontro tra scuola francese e scuola napoletana. Sarà un ulteriore tassello di un percorso che mira a valorizzare la pluralità degli sguardi e delle interpretazioni della pasticceria contemporanea.

Perché è proprio questa, in fondo, la filosofia di Colazione d’Autore: permettere a ogni maestro di portare il proprio pensiero, la propria visione e il proprio racconto. Non una semplice degustazione, ma un’esperienza culturale che utilizza il linguaggio universale del cibo per raccontare territori, persone e identità. Probabilmente è questo il segreto del suo successo: aver compreso prima di molti altri che il futuro dell’ospitalità non passa soltanto attraverso ciò che si serve in tavola, ma attraverso le storie che quella tavola è capace di generare.

È forse questa la vera intuizione di Serena Maggiulli: aver compreso che il lusso contemporaneo non coincide più con l’eccesso, ma con la possibilità di concedersi tempo, bellezza e qualità. Fin dalle prime ore del mattino.

(In copertina , colazione M.o Giuseppe Pepe, Le Axidie Hotel & Resort@TWM)

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