Redazione
Non un nuovo itinerario, ma una nuova fase per il Cammino di San Giacomo in Sicilia, che da Caltagirone conduce a Capizzi per circa 130 chilometri, attraversando dieci comuni e tre province. Il 9 settembre, a Caltagirone, la Regione presenterà il piano di valorizzazione dell’itinerario, nato nel 2021 e percorso finora da oltre 5mila viaggiatori.
La novità riguarda soprattutto il ruolo attribuito al territorio rurale. L’obiettivo è fare del cammino uno strumento di sviluppo per le aree interne, collegando pellegrinaggio, paesaggio agricolo, produzioni locali e turismo lento. Il tracciato attraversa ex ferrovie, regie trazzere, boschi, riserve e strade secondarie, mettendo in relazione comunità e territori lontani dai principali circuiti turistici.
Il percorso parte dalla Basilica di San Giacomo di Caltagirone e raggiunge il Santuario di San Giacomo a Capizzi, passando per San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria e Nicosia. Lungo il tragitto cambia anche la geografia agricola: cereali e foraggi, uliveti e fichidindia, frutteti, allevamenti e produzioni casearie compongono un paesaggio nel quale il lavoro agricolo diventa parte dell’esperienza del cammino.
Tra gli interventi previsti figura il completo rinnovamento della segnaletica: 317 frecce di conforto, 403 frecce di tappa con indicazione chilometrica, 115 cartelli stradali e 26 pietre miliari. I pannelli informativi saranno inoltre dotati di QR Code per fornire indicazioni su territorio, servizi e ospitalità.
La scommessa, dunque, è trasformare un percorso religioso in un’infrastruttura di turismo lento capace di mettere in rete patrimonio culturale e attività economiche locali. Un modello nel quale il pellegrino non attraversa semplicemente la Sicilia interna, ma ne legge il paesaggio e ne incontra le comunità.
La presentazione del piano è in programma il 9 settembre alle 11 nel Palazzo comunale di Caltagirone.











