Travel Wine Magazine

Cerca

WIENER CONCERT-VEREIN ALL’AUDITORIUM ARVEDI

L'eccezionale orchestra d'archi martedì 29 settembre alle ore 21 per la ripresa di STRADIVARI festival. Da Grieg a Bantock, un viaggio tra Settecento rievocato, romanticismo nordico e vitalità moderna

Redazione

Riprende, dopo la pausa estiva, la XIV edizione di STRADIVARIfestival, rassegna promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends. Martedì 29 settembre alle ore 21 sul palco dell’Auditorium Giovanni Arvedi sale una delle orchestre europee più blasonate, Wiener Concert-Verein. È una formazione d’archi di fama internazionale che affonda le sue radici nella tradizione musicale viennese, ambasciatrice e mediatrice tra diversi orizzonti musicali che non sono opposti ma si arricchiscono a vicenda, continuando e rivitalizzando la tradizione della musica classica viennese al più alto livello di abilità musicale. Ricco e raffinato il programma che prevede musiche per orchestra d’archi di autori a cavallo tra Otto e Novecento, da classici quali Holberg Suite di Grieg e Simple Symphony di Britten e pezzi di più rara esecuzione di compositori di area nordica quali Nielsen e Bantock.

BIGLIETTI. Sono in vendita a 25 e 30 euro, a seconda dei settori, presso la biglietteria del Museo del Violino (tel. 0372 080809) o su Vivaticket, con il ridotto per studenti a 12 euro

Programma:
Edvard Grieg (1843 – 1907)
Holberg Suite op. 40
Praeludium 
Sarabande
Gavotte
Air 
Rigaudon
  
Carl Nielsen (1865 – 1931)
Little Suite per archi
Präludium
Intermezzo
Finale
Benjamin Britten (1913 – 1976)
Simple Symphony op. 4
Boisterous Bourrée
Playful Pizzicato
Sentimental Saraband
Frolicsome Finale
  
Granville Bantock (1868 – 1946)
Scene from the Scottish Highlands
Strathspey: “The Braes o’ Tullymet”
Dirge: “Dirge of the Isle of Mull” (An cronan Muillach)
Quickstep: “Inverness Gathering”
Gaelic Melody: “Baloo, baloo”
Reel: “The De’il amang the Tailors”

Note al programma.

Quattro pagine nate tra Nord Europa e tradizione britannica compongono un programma che attraversa epoche e linguaggi mantenendo al centro il repertorio per archi.

La Suite op. 40 di Edvard Grieg, scritta nel 1884 in omaggio al drammaturgo danese Ludvig Holberg, rievoca il Settecento attraverso cinque danze: dal Preludio dal passo di fanfara alla solenne Sarabande, dalla Gavotte all’intensa Aria, fino al brillante Rigaudon. Una raffinata reinvenzione dell’antico, sospesa tra eleganza rococò e sensibilità romantica.

Con la Piccola Suite op. 1, Carl Nielsen mostra, a soli 23 anni, una scrittura già personale. Il Präludium affida al violoncello un tema che passa dal minore al maggiore; l’Intermezzo alterna malinconia nordica e atmosfere di Ländler, mentre il Finale riprende motivi iniziali in una costruzione ciclica, vivace e luminosa.

La Simple Symphony op. 4 di Benjamin Britten, composta nel 1934 a vent’anni, riunisce otto temi giovanili in quattro movimenti. “Semplice” è la struttura, non l’esecuzione: la pagina combina chiarezza formale, energia e ricerca timbrica, affermandosi presto nel repertorio internazionale per archi.

Chiude Scenes from the Scottish Highlands di Granville Bantock, uno dei numerosi lavori dedicati dal compositore alla Scozia e alla cultura celtica. I cinque movimenti si fondano su altrettante melodie popolari e restituiscono un mondo fatto di colore, ritmo e memoria gaelica.

A interpretare il programma è la Wiener Concert-Verein, orchestra da camera fondata nel 1987 da musicisti della tradizione sinfonica viennese. Attiva nei principali centri musicali internazionali, affianca il repertorio classico alla musica contemporanea e ha presentato oltre cento prime esecuzioni di compositori austriaci.

www.stradivarifestival.it

(In copertina WienerKonzertverein – 5443@Julia Wesely)

News

Attualità

I nostri sponsor

I nostri partner