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VINACRIA, IL VINO SICILIANO A CONFRONTO INTERNAZIONALE

Il 15 e 16 novembre, a Radicepura, oltre cento realtà del settore per la terza edizione del festival: produttori dell’isola, cantine italiane e ospiti stranieri a confronto su identità e nuovi linguaggi del vino.

Redazione

Dopo due edizioni a Siracusa, Vinacria Wine Fest si sposta a Radicepura, a Giarre, e amplia il proprio raggio d’azione. Il 15 e 16 novembre sono attese oltre cento realtà del vino, siciliane, italiane e internazionali, con una presenza annunciata anche di Champagne, spirits e produzioni d’Oltremare.

Il cambio di sede accompagna una domanda che riguarda l’intero comparto enologico siciliano: come valorizzare le specificità dell’isola senza ripiegare su una narrazione autoreferenziale? La manifestazione, ideata da Giada Capriotti, prova a rispondere mettendo i produttori locali a confronto con altre tradizioni e culture del vino.

La crescita dei numeri accompagna il percorso del festival: oltre sessanta cantine nel 2024, più di ottanta nel 2025, oltre cento realtà previste per questa edizione. Ma il dato quantitativo, da solo, dice poco sulla portata dell’iniziativa. Più interessante è il tentativo di rendere il vino accessibile a un pubblico meno specialistico, senza ridurlo a consumo o intrattenimento. Da qui il riferimento al concetto di POP — popolare, accessibile, inclusivo, autentico — introdotto nella precedente edizione.

Il confronto annunciato coinvolgerà produttori, sommelier, ristoratori, operatori commerciali e appassionati. In programma masterclass, degustazioni e incontri sui cambiamenti che attraversano il settore. Il calendario dettagliato non è stato ancora diffuso.

La scelta di Radicepura, nel paesaggio agricolo etneo, richiama un altro nodo: il legame fra vino, biodiversità e territorio. Un tema tutt’altro che astratto per la Sicilia, dove le differenze climatiche, geologiche e produttive contribuiscono a definire identità enologiche molto diverse.

Resta da vedere se l’apertura internazionale si tradurrà in collaborazioni durature e in opportunità concrete per le aziende partecipanti. È su questo terreno, più che sul numero degli espositori, che si misurerà la capacità di Vinacria di distinguersi nel fitto calendario degli eventi dedicati al vino.

Per due giorni, dunque, la Sicilia sarà il luogo dell’incontro. Il risultato più interessante non sarà necessariamente riunire molte etichette, ma capire che cosa accade quando tradizioni produttive differenti si trovano a dialogare.

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