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RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP, TUTTO IL BUONO CHE C’E DA SAPERE

Fino a Domenica 11 Dicembre Treviso ospiterà la 113ª Antica Mostra del Radicchio Rosso di Treviso IGP, evento, organizzato dal Consorzio di Tutela per valorizzare il prodotto a marchio IGP, unico coltivato a regola d’arte

Questo è il momento buono, ci sono tutte le condizioni. Ma per che cosa? Ma ovvio, per farci un ottimo risotto con il Radicchio rosso di Treviso IGP tardivo!

Il freddo? C’è. La pioggia? C’è. Qualche giornata soleggiata? C’è. E, allora, andiamo ad acquistare questa splendida, ma splendida veramente anche esteticamente, cicoria e facciamoci questo risotto.

Un momento, prima capiamo bene cosa dobbiamo acquistare.

Il Radicchio Rosso di Treviso IGP ha origine in 41 comuni del Veneto, in provincia di Treviso, Venezia e Padova. Per questo motivo è considerato l’ortaggio simbolo della terra veneta, un’eccellenza del luogo riconosciuta anche a livello europeo con l’assegnazione del marchio IGP nel 1996. La produzione è collocata nell’area pianeggiante del Veneto centrale, caratterizzata da estati calde e inverni piuttosto rigidi che incidono profondamente nel ciclo vitale della pianta. I terreni sono fertili e soprattutto ricchi di acqua: si tratta infatti dall’area solcata dalla cosiddetta “linea delle risorgive” che divide l’alta dalla bassa pianura. Queste caratteristiche naturali permettono la coltivazione di due varietà di Radicchio Rosso di Treviso IGP: Tardiva e Precoce. La prima è riconoscibile per le foglie lunghe e affusolate di colore rosso vinoso intenso, si caratterizza per una costa bianca centrale e un sapore unico, gradevolmente amarognolo e croccante. Invece, il Radicchio rosso di Treviso precoce è riconoscibile dal cespo voluminoso dal colore rosso intenso con la nervatura principale bianca e molto accentuata e il suo sapore è leggermente amarognolo e di consistenza mediamente croccante.

Radicchio rosso di Treviso IGT, credit@TWM-L.Savioli

Una specie molto antica

La specie denominata Cichorium Intybus è presente fin dalla notte dei tempi come cicoria selvatica, ma è il continuo lavoro di selezione massale e il miglioramento delle tecniche di produzione a farne il pregiato e famoso Radicchio Rosso di Treviso IGP. La sua origine si perde nel passato, tra racconti antichi, leggende che si fondono con la realtà e tradizioni. Ad ogni modo, l’unica vera attestazione storica venne data il 20 dicembre 1900, quando sotto la Loggia di Palazzo dei Trecento a Treviso venne realizzata la prima Mostra del Radicchio, grazie all’interessamento di Giuseppe Benzi, responsabile dell’Associazione Agraria Trevigiana.

Al supermercato lo riconosciamo subito dal suo colore rosso carminio e dai riccioli che fanno le sue punte. Pensate che quando è in campo invece è una pianta grandissima e tutta verde. Viene raccolto, parte delle foglie verdi vengo tolte, vieni impilato in cassette e messo a ricrescere in acqua di risorgiva (pulitissima e alla giusta temperatura costante). Viene lasciato a rigerminare e finalmente abbiamo il nostro fiore stupendo. Dicevamo del risotto con il Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo  che in questo periodo si trova in tutti i ristoranti del Trevisano e Padovano e anche alla 113ª Antica Mostra del Radicchio Rosso di Treviso IGP, una tradizione che si rinnova da oltre un secolo per celebrale la preziosa cicoria in piazza a Treviso fino all’11 dicembre.

Ma la ricetta? Ecco come lo faccio io, aggiungendo anche della salsiccia fresca.

risotto al Radicchio di Treviso IGT, credit@TWM-L.Savioli

Fare un battuto di cipolla e pulire il radicchio e tagliarlo a tocchettini. Soffriggere in una padella la cipolla fino a farla diventare trasparente, aggiungere la salsiccia sbriciolata e il radicchio. In un’altra padella tostare il riso vialone nano, sfumare con il vino bianco, portare a metà cottura con brodo di verdure. Aggiungere il radicchio e portare a fine cottura. Mantecare con un noce di buon burro fresco e una manciata di grana padano. Vi posso assicurare che avrete un piatto unico di ottima qualità che farà felici molte persone. Ma con cosa si può abbinare? Mah, direi con un vino del territorio. Un Raboso del Piave o se non lo trovate un buon Pinot Nero anche dell’Oltrepò.

Ma di ricette con il Radicchio rosso di Treviso ce ne sono moltissime anche perché non c’è solo il tardivo ma anche il Radicchio Rosso di Treviso IGP Variegato. Da un costo inferiore perché non subisce tutto il procedimento di cui parlavamo prima. Ha un gusto più amaro e si trova in quasi tutto l’anno. Io adoro farlo alla griglia come contorno e qualche volta anche in saor, cioè marinato con cipolla, uvetta passa e pinoli. Ma questa ricetta ve la racconterò un’altra volta.

Appuntamento a Treviso fino a Domenica 11 Dicembre

Intanto vi ricordo di fare un giretto a Treviso in Piazza Aldo Moro, a due passi da Piazza dei Signori, alla 113ª Antica Mostra del Radicchio Rosso di Treviso IGP che vedrà tra i protagonisti le Pro Loco con i piatti della tradizione ma anche tutta la ‘brigata’ che tiene alta la qualità della ristorazione della Marca come il Consorzio dei Ristoranti del Radicchio e Coco radicchio. L’evento, organizzato dal Consorzio di Tutela, ha l’obiettivo di valorizzare il prodotto a marchio IGP perché l’unico coltivato a regola d’arte, rispettando i tempi e le tecniche di maturazione. Per questo in Piazza arriveranno i migliori cespi per far capire come un prodotto così eccellente sia sintesi di territorio e precisa lavorazione. Tutto il programma aggiornato nei social e nel sito del Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso Igp.

Liliana Savioli

Liliana Savioli

Giornalista, Padovana DOC, Sommelier, esperto degustatore internazionale e docente, fa parte dell’Associazione ACAUD  in qualità di sensorialista. Partecipa regolarmente alle commissioni per la determinazione delle DOC E DOCG del FVG. Collaborazione con Riviste di settore anche come delegata regionale del FVG.

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