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RIVOLUZIONE COCKTAIL, DA “POZIONE MAGICA” A SIMBOLO DI OSPITALITA’

Un tempo alchimisti, oggi Bartender, i fini conoscitori di erbe, cortecce, fiori sono maestri di creatività per eleganti cocktail botanici, sempre più di tendenza. E, poi, alle falde del Vesuvio, c'è Prisco pizza & spirits, il buen retiro di Giacomo (Jack) Prisco, cultore di quest'arte creativa che, tra inediti binomi "cocktail & pizza" a base di prodotti locali, è ambasciatore del suo territorio

di Carmen Guerriero

ALLE ORIGINI DELLA MIXOLOGIA

Niente si crea e niente si distrugge. Si rinnova, però. L’arte di miscelare alcol con erbe, fiori, radici ed estratti di piante ha origini molto antiche che si perdono nelle pieghe del tempo, quando Greci e Romani usavano preparare misture come panacea per ogni tipo di male o, semplicemente, mescolavano erbe, miele, spezie con il vino per amplificarne la complessità gusto-olfattiva ed arrotondarne le “spigolosità”.

Allegoria dei Sensi – Il Gusto- Bacco , Palazzo Chigi, Ariccia (Roma), XVII sec.

Successivamente, nelle diverse civiltà del mondo, streghe e stregoni erano considerate persone di medicina, che adoperavano le proprie conoscenze empiriche botaniche, tramandate oralmente, a scopo terapeutico, per preparare “pozioni magiche”.

Col passare dei secoli e delle mode, dopo la tristissima parentesi di persecuzione delle streghe operata dalla Chiesa, in nome di una guerra cosiddetta santa di purificazione dal demonio, la cura con erbe e rimedi naturali ha ripreso il suo corso naturale, sfociando in diversi concetti filosofici fino a diventare arte, come AyurVeda, naturopatia, botanica. I farmacisti si sono sostituiti alle figure degli antichi stregoni nella preparazione di unguenti , pillole e cataplasmi a base di erbe ed essenze naturali, sfruttando le conoscenze acquisite alle Scuole di Medicina, pensiamo a quella famosissima Salernitana, a cui si devono tante felici intuizioni ed applicazioni scientifiche.

DA TERAPIA A BERE SALUTARE

Infine, nel secolo scorso, la tendenza di miscelare alcol con erbe, fiori, radici ed estratti di piante ha allargato gli orizzonti, dando vita ad un nuovo modo di bere: i cocktail botanici. Una rivoluzione partita da New York già alla fine dell’800, quando erano in voga i Grand Tour dell’elìte dell’alta aristocrazia europea ed iniziava il fermento culturale ed artistico che sarebbe, di lì a poco, sfociato nella sublime era della Belle Epoque.

Cafè parigini Belle Epoque, locandina storica@pixabay

La conquista dei salotti e “Cafè” più esclusivi di tutto il mondo fu rapida ed endemica, trasformando, di fatto, l’antica miscelazione in un’arte raffinata.

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In Italia, città come Milano, Roma, Napoli e Catania sono note per i loro locali e hotel con bar esclusivi che offrono proposte di cocktail botanici creativi e innovativi.

DA BEVANDA A ICONA DI SUCCESSO 

Oggi i cocktail botanici offrono un’esperienza più immersiva e personale rispetto ai classici drink, invitando gli appassionati a esplorare nuovi orizzonti del gusto e dell’aroma. Si distinguono dai classici drink per alcuni aspetti chiave: ampio uso di erbe, fiori, radici e altri elementi naturali che che aggiungono profondità e complessità a profumi e sapori.Più di semplici bevande, sono simboli di eleganza, cultura e storia che continuano a essere celebrati e goduti in tutto il mondo.

I motivi sono diversi. A partire dalla riconoscibilità, in quanto parte della cultura popolare e dell’immaginario collettivo legato, attraverso i media, ad un certo stile di vita o a momenti specifici. Si pensi, a mero esempio, alle creative varianti del Martini, elegante quella “Lavender”, a base di infuso di lavanda, vodka e un tocco di liquore all’anice o all’iconico Bloody Mary, a base di vodka e succo di pomodoro e spezie, di Fernand Petiot, bartender del Harry’s Bar di Paris, reso celebre dalla mitica attrice americana Marilyn Monroe.

erbe aromatiche@pixabay

La creatività è un talento naturale che incoraggia la sperimentazione con ingredienti insoliti e tecniche innovative, come l’infusione e la macerazione. A tanto si aggiunge l’estetica, componente non meno importante perchè la presentazione artistica, con guarnizioni elaborate ed eleganti, incoraggia la scoperta, ottimizza l’esperienza visiva e crea un’esperienza sensoriale completa, stimolando vista, olfatto e palato.

Il segreto? Riuscire a dosare pochi ingredienti, permettendo a ciascuno di brillare e creare un equilibrio perfetto. Inoltre, i cocktail botanici, al pari delle pietanze, si appalesano ambasciatori del proprio territorio, simboli di ospitalità e buon gusto, quanto più concentrano componenti identitari e ingredienti autoctoni, espressione di storia, cultura e tradizioni locali.

PIZZA & SPIRITS, EVOLUZIONE VESUVIANA

Curioso, appassionato e figlio della sua nobile terra, l’area alle pendici del Vesuvio, in Campania, Giacomo Prisco, noto come Jack, ha fatto dell’innato talento il suo lavoro. Pizza & Spirits è il progetto che Jack Prisco cura da diversi anni, quando il fenomeno della mixology era appena agli arbori e men che mai si concepiva il binomio cocktail-pizza. Il suo locale è a Boscotrecase, in provincia di Napoli, area fortemente satura di energia potente del Vesuvio, di storia (Pompei ed Ercolano in primis) e di biodiversità (il Parco naturale del Vesuvio). 

Jack Prisco, nel suo locale a Boscotrecase(NA),”Montanar-ina” e “Come una passeggiata”@TWM

Bartender professionista, ricerca e sperimentazione di nuovi cocktail sono il pretesto per comunicare il territorio circostante, grazie all’utilizzo degli eccellenti prodotti vesuviani, come asparagi e anice selvatici del Vesuvio, mela annurca, pomodorini.

“La mia terra è il Vesuvio, una ricchezza ed una costante fonte di ispirazione – sottolinea Prisco. “Per i cocktail, ho a disposizione infinite erbe spontanee, piante preziose già ai tempi delle Janare, fattucchiere ed erboriste ante litteram, che nei boschi vesuviani reperivano gli ingredienti per le loro pozioni miracolose”.

Jack Prisco (al centro) con Mamma Patrizia (a dx), la sorella Giusy(a sx) e lo staff @TWM

Al cocktail bar, inaugurato nel 2011, segue la pizzeria nel 2013, con impasti napoletani contemporanei con farine selezionate, proposte stagionali e fedeli alla tradizione, ma con un tocco di creatività condiviso da Giovanni Di Donna, già “Due Spicchi” Guida Gambero Rosso. Recentemente, sono state inserite anche le “Pizze croccanti” e le “Pizze dolci”, con una cottura in tre fasi – al vapore, fritta e al forno – per un morso stuzzicante e topping selezionati, rigorosamente di stagione. Fondamentale il sostegno prezioso della mamma Patrizia che, come tutte le donne di casa, mamme, nonne, zie, è l’anima pulsante di una tradizione tramandata di generazione in generazione.

Prisco Pizza&Spirits

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