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LE ECCELLENZE DELL’ALTO ADIGE IN SCENA A MILANO CORTINA 2026

Formaggio Stelvio DOP, mela, speck, Schüttelbrot e vini Alto Adige DOC protagonisti dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali di Anterselva dall’8 al 21 febbraio 2026 , celebrati in una cena d’autore .

Testo di Giovanna Moldenhauer

Photo @ G. Moldenhauer, Klaus Peterlin, Kottersteger

Il formaggio Stelvio DOP, la mela, lo speck, il Schüttelbrot, tutti Alto Adige IGP e i vini Alto Adige DOC saranno le cinque eccellenze altoatesine protagoniste dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 che si terranno ad Anterselva dall’8 al 21 febbraio 2026. La località è da decenni un punto di riferimento internazionale per questa disciplina.

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Con questa sponsorship l’Alto Adige porta l’identità enogastronomica del territorio e i suoi cinque consorzi sul palcoscenico globale dei Giochi. Per la prima volta nella storia dello sport, dall’8 al 21 febbraio 2026 Anterselva – già patria del biathlon – sarà territorio Olimpico.

Qui si svolgeranno alcune competizioni ufficiali, offrendo un’occasione unica per presentare l’autenticità e la qualità dei prodotti altoatesini in un contesto d’eccezione.

Pista del Biathlon@photo courtesy

Come ben sappiamo i prodotti dell’Alto Adige non rappresentano solo un patrimonio gastronomico, ma la storia di un’eccellenza costruita nel tempo, il risultato di un impegno costante e di una dedizione che riflette lo stesso spirito Olimpico: anni di lavoro, tradizioni tramandate e passione per la perfezione.

Ora passiamo ad analizzare le cinque eccellenze.

Utilizzato come mezzo di scambio nel XIII e XVI secolo, il formaggio Stelvio è l’unico formaggio dell’Alto Adige a poter vantare il riconoscimento DOP, che garantisce origine, tracciabilità e qualità della materia prima. È prodotto dai caseifici di Mila e dalla Latteria di Burgusio, utilizzando latte fresco raccolto quotidianamente presso oltre 350 masi di montagna, per il 97% situati oltre i 1.000 metri.

Con i suoi circa 18.000 ettari, l’Alto Adige è un grande meleto a cielo aperto: ogni giorno vengono coltivate oltre 30 varietà di mele, di cui 17 possono fregiarsi del marchio mela. È un lavoro che coinvolge oltre 6.000 aziende frutticole a conduzione familiare, fatto di dedizione, metodo e pazienza. Il clima alpino-mediterraneo con 300 giorni e oltre 2.000 ore di sole all’anno, offre le condizioni ideali per la maturazione naturale e regala alla mela un gusto unico, riconoscibile e apprezzato in tutto il mondo.

Antica merenda dei contadini, lo speck è frutto dell’amore della sua terra e delle sue persone che, da generazioni, lo rendono uno dei salumi molto apprezzati anche a livello internazionale. Profuma di alloro, rosmarino e ginepro ed è unico come il territorio a cui deve la sua nascita. In Alto Adige la cultura nordica e quella mediterranea si incontrano, da cui nasce il suo gusto delicato e speziato, che unisce due tradizioni gastronomiche diverse: la leggera affumicatura tipica dei paesi del nord e la stagionatura all’aria delle regioni più temperate del sud.

Lo schüttelbrot è il pane di segale simbolo della tradizione altoatesina, con la sua forma rotonda, la sua croccantezza che lo rende riconoscibile al primo morso. Un tempo preparato dai contadini nei masi, ora sono i panettieri altoatesini a realizzarne la produzione. Leggero e digeribile, è apprezzato come snack durante le escursioni e utilizzato anche come ingrediente in ricette tradizionali.

Baciati dal sole mediterraneo, cresciuti in territorio alpino, vinificati da vignaioli esperti e apprezzati dagli appassionati di tutto il mondo, questo sono i vini dell’Alto Adige DOC.

Grazie alla sua posizione geografica li si producono vini autentici, ricchi di carattere e fieri delle proprie peculiarità. Nonostante la superficie limitata, l’area vitivinicola altoatesina presenta una varietà di vitigni considerevole: oltre agli autoctoni Lagrein e Schiava, il terroir dell’Alto Adige si rivela congeniale a numerosi altri vitigni bianchi e rossi – raffinati, freschi o più strutturati – che fra le vette alpine e i cipressi del fondovalle esprimono una ricchezza aromatica unica. Dal 2024 questa vocazione alla precisione ha trovato anche un riconoscimento ufficiale con il nuovo disciplinare, in cui sono state definite 86 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), ognuna con i vitigni più adatti al proprio terreno e con regole ancora più severe sulla qualità e sulla resa. Per chi sceglie un vino UGA, l’etichetta diventa una piccola carta d’identità del luogo e garantisce la certezza che l’uva provenga interamente da quella zona.

Nel corso della cena è stato servito per antipasto un ‘Cannolo croccante di speck ripieno di mousse di Stelvio e mela caramellata”. Il vino abbinato è stato il Pinot Grigio Stieler 2024 di cantina Bozen.

La portata principale ha visto un ‘Risotto al Gewuztraminer con mela e fonduta di Stelvio’. Il calice proposto è stato con il Gewurztraminer Nussbaumer2023 di Cantina Tramin.

Come dolce uno ‘Strudel destrutturato con crumble di schüttelbrot e gelato alla vaniglia e cannella’. Un ottimo abbinamento è stato con un calice di Moscato rosa 2024 di Franz Haas.

(In copertina, IDM Südtirol-Alto Adige@Klaus Peterlin)

Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

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