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VIGNA DELLE ROSE, UN MODELLO DI ENOTURISMO SUL VESUVIO

Sui crinali del Vesuvio, in Campania, l’azienda vitivinicola Casa Setaro, di Massimo Setaro, coltiva non solo vigneti, ma anche un progetto enoturistico che integra viticoltura biologica, ospitalità rurale, cucina stagionale, vini identitari e valorizzazione del patrimonio vulcanico.

testo e foto CG

Vigna delle Rose è la struttura ricettiva di Casa Setaro, progetto vitivinicolo di Massimo Setaro a Trecase (NA), sul versante sud del Vesuvio, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio.

La tenuta si trova in un contesto pedoclimatico di assoluto rilievo, caratterizzato da suoli di matrice vulcanica, forte escursione termica e costante ventilazione marina, elementi che influenzano tanto la viticoltura quanto l’esperienza di ospitalità.

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Il nome della tenuta, Vigna delle Rose, prende spunto da una precisa regola agronomica, in base alla quale tradizionalmente la rosa viene impiegata in viticoltura come pianta bioindicatrice: più sensibile alle principali patologie fungine della vite, è una sentinella precoce dello stato fitosanitario del vigneto. La sua presenza, quindi, non è solo simbolica ma funzionale alla gestione agronomica.

A questo significato si affianca un riferimento storico-culturale. Studi archeobotanici condotti nell’ambito di un progetto di ricerca promosso dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e l’Associazione “La Rosa antica di Pompei”, hanno permesso di ricostruire il genotipo/fenotipo della rosa più diffusa in epoca romana in Campania, in particolare a Pompei. La rosa rossa a fiore doppio era largamente utilizzata nelle domus come elemento ornamentale, ma anche in ambito alimentare, cosmetico e terapeutico, come attestano fonti letterarie e iconografiche.

Ricettività e recupero rurale.

L’ospitalità di Vigna delle Rose si articola in camere ricavate da antiche unità rurali completamente ristrutturate secondo criteri di recupero conservativo. Gli interventi hanno privilegiato materiali naturali e soluzioni architettoniche integrate nel paesaggio vitato, con affacci diretti sui vigneti e sul Golfo di Napoli.

Di particolare interesse la suite con vasca benessere, realizzata all’interno di un’antica cisterna per la raccolta delle acque piovane, originariamente destinata all’irrigazione agricola. La riconversione mantiene la volumetria e la funzione simbolica originaria, reinterpretandola in chiave di benessere contemporaneo.

Proposta gastronomica e stagionalità.

La ristorazione di Vigna delle Rose è orientata a una cucina territoriale di impostazione stagionale. Nel periodo invernale, il menu elaborato dallo chef Pierpaolo Giorgio valorizza materie prime tipiche del contesto appenninico e vesuviano: castagne, funghi, tartufo nero, legumi secchi, carni di lunga cottura.

Le preparazioni privilegiano tecniche tradizionali, con attenzione alla pulizia gustativa e alla coerenza negli abbinamenti.

Casa Setaro: il progetto vitivinicolo

Casa Setaro nasce nel 2004 per iniziativa di Massimo Setaro e della sua famiglia. L’azienda conduce 18 ettari di vigneto su suoli vulcanici stratificati, con esposizioni e altitudini differenziate, adottando un regime di agricoltura biologica. I vigneti sono impiantati prevalentemente a piede franco, condizione resa possibile dalla natura sabbiosa dei suoli vulcanici, che ha preservato le viti dalla fillossera.

Il patrimonio ampelografico è costituito esclusivamente da vitigni autoctoni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina e soprattutto Caprettone, varietà rara e geneticamente distinta, storicamente coltivata sui crinali vesuviani. Casa Setaro è tra i principali interpreti contemporanei del Caprettone, anche attraverso la prima spumantizzazione Metodo Classico mai realizzata sul Vesuvio, nelle versioni Brut e Brut Nature.

Il vino simbolo: Contradae 61.37 Vesuvio Bianco DOC 2021

Il Contradae 61.37 Vesuvio Bianco DOC 2021 rappresenta la sintesi del lavoro aziendale. Il vino nasce da un blend di Caprettone, Fiano e Greco, provenienti da parcelle selezionate ed è prodotto in tiratura limitata di circa 2.000 bottiglie. L’annata 2021 si distingue per equilibrio acido, tensione minerale e profondità aromatica, caratteristiche che gli sono valse il riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Un modello integrato di territorio

Vigna delle Rose è un progetto integrato di ospitalità, viticoltura e valorizzazione del paesaggio, in cui l’esperienza enoturistica è strettamente connessa ai principi agronomici, alla ricerca storica e alla tutela del patrimonio vesuviano. Un modello che coniuga rigore tecnico e identità territoriale, restituendo al Vesuvio una narrazione contemporanea, consapevole e profondamente radicata.

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