Testo Giovanna Moldenhauer
Photo @Abbazia di Novacella, Augustin Ochsenreiter, Georg Bühler
La linea Praepositus rappresenta le doti di eccellenza e longevità dei vini di Abbazia di Novacella, grazie alla valorizzazione dei migliori cru a disposizione e delle uve che qui riescono ad esprimersi totalmente nella loro complessità aromatica. Quando poi di tre varietà viene scelto di andare indietro nel tempo allora l’effetto wow è garantito. Dopo una breve introduzione sui vigneti e sulla cantina, passeremo a presentare un’annata delle tre varietà Kerner, Riesling e Sylvaner ritenuta a nostro avviso la più emozionale tra quelle proposte. È altresì l’occasione per presentare lo spumante Metodo Classico Extra Brut Praeletus. Questa degustazione si è svolta negli spazi del Ceresio 7, ristorante panoramico con terrazza.

La cantina dell’Abbazia di Novacella è stata fondata nel 1142 ed è una delle cantine attive più antiche del mondo. Nella conca di Bressanone si trovano i vigneti posizionati più a nord d’Italia, posti ad altitudini che variano tra i 600 e i 900 metri d’altitudine. Coltivare la vite in questa zona estrema è possibile soltanto nelle esposizioni migliori: ecco perché i vigneti che si trovano intorno all’Abbazia sono principalmente rivolti a Sud e a Sud-Ovest, con una particolare cura per l’altimetria e la micro-esposizione più idonea a ciascuna varietà impiantata. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e la presenza di terreni particolarmente magri, ciottolosi e sabbiosi, morenici di origine glaciale, fanno di questa zona il terroir d’elezione per vini bianchi pregiati, dai finissimi profumi varietali. A Novacella sono coltivati i vitigni a bacca bianca Sylvaner, Müller-Thurgau, Kerner, Grüner Veltliner, Pinot Grigio, Riesling, Gewürztraminer e Sauvignon Blanc. Nella tenuta di Cornaiano, situata su un colle a un’altitudine di 420 metri d’altitudine, ben soleggiato e ventilato, con terreni di natura morenico-ghiaiosa, è particolarmente adatta alla coltivazione di varietà come Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa. Nella calda conca di Bolzano, invece, posta a 250 metri, si trovano quelli del Lagrein, tradizionale vitigno autoctono altoatesino. Qui noi approfondiremo, come indicato nel sommario le bianche Kerner, Riesling e Sylvaner.
A precedere gli altri assaggi, in una sorta di benvenuto abbiamo assaggiato lo Spumante di Qualità Extra Brut Metodo Classico Perlaetus, ottenuto con uve Sylvaner provenienti dalla Valle Isarco su vigneti posizionati ad un’altitudine di 750 metri con esposizione sud-ovest. Il vino base, che fermenta in acciaio, sosta sui lieviti dopo la seconda fermentazione in bottiglia per 36 mesi e ha un residuo zuccherino di 3 grammi per litro.
“La Valle Isarco, grazie al suo clima fresco e alla presenza di suoli dotati di terreni leggeri, ricchi di depositi morenici permeabili, non offre solo condizioni ideali per vini bianchi freschi e di ottima finezza, ma anche un ambiente perfetto per la produzione di spumanti di qualità” spiega Werner Waldboth, direttore commerciale. “In particolare, il Sylvaner, una varietà che ha trovato l’habitat ideale in questa valle, si presta perfettamente alla rifermentazione in bottiglia grazie alla sua fine acidità e alla fresca aromaticità. Unire queste due qualità è stata una scelta naturale: il Perlaetus fonde insieme note fruttate, agrumate e floreali ed è sostenuto da un sorso speziato e minerale di grande fascino e dinamicità”.
La degustazione
Praeletus VSQ Metodo Classico Extra Brut
Da solo Sylvaner dell’annata 2021, maturato sui lieviti per 36 mesi, sboccato a fine agosto 2025 con un residuo zuccerino di 3 g/L, ha nel calice un giallo paglierino, un perlage fine e persistente. Al naso di buona complessità ha i sentori fruttati di mela matura, di pera, seguiti da agrumi, fiori bianchi., per chiudere sulle note di brioche. Al palato è fresco, leggermente cremoso, poi è sapido, armonioso, di buona lunghezza con un finale speziato.
Praepositus Kerner Alto Adige Valle Isarco Doc
Frutto dell’incrocio fatto nel 1929 a Weinsberg tra Schiava e Riesling, è senza dubbio un vitigno che identifica la Valle Isarco. Coltivato tra i 650 – 750 metri d’altitudine, su terreni con depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite, vigneti esposti a Sud, sud-ovest, con una resa per ettaro di 60 ettolitri. Vinificato in acciaio è maturato sulle fecce fini per 10 mesi. Fra le annate abbiamo scelto la 2018, in cui il colore giallo oro chiaro si è fatto più intenso, con al naso i profumi di pesca matura, albicocca secca, buccia d’arancio, zenzero e fiori di sambuco, accompagnati da note terziarie di idrocarburo e di miele. Al palato è potente, fresco, sapido, elegantissimo, persistente con note fruttate e di idrocarburo sul finale.
Riesling Praepositus Alto Adige Valle Isarco Doc
Il Riesling ottenuto da vigneti nella conca di Bressanone, a un’altitudine tra i 650 – 750 metri d’altitudine, su terreni con depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite, vigneti esposti a Sud, sud-ovest, con una resa per ettaro di 55 ettolitri. Vinificato in acciaio è maturato sulle fecce fini per 12 mesi, con altri 12 in bottiglia. Fra le annate abbiamo scelto la 2017, in cui il colore giallo oro era brillante, al naso aveva gli aromi intensi di arancia, seguiti da pesca matura, albicocca secca, ananas candito, miele e le tipiche note di idrocarburo. Al palato era consistente, decisamente fresco, sapido, elegantissimo, molto persistente, con nel retrogusto una nota dolce e di idrocarburo.
Sylvaner Praepositus Alto Adige Valle Isarco Doc
Il Sylvaner è ottenuto da vigneti nella conca di Bressanone, a un’altitudine tra i 650 – 750 metri d’altitudine, su terreni con depositi morenici permeabili, composti da micascisto, paragneiss e quarzite, vigneti esposti a Sud, sud-ovest, con una resa per ettaro di 55 ettolitri. Viene vinificato con il 60% del mosto che fermenta e matura in acciaio inox, il 30% in botti di acacia da 30 ettolitri. Il resto fermenta e matura in narrique francesi. Tutti per un tempo complessivo di 10 mesi, con ulteriori altri 2 in bottiglia. Fra le annate abbiamo scelto la 2015, in cui il colore giallo oro era più fitto e brillante. Il naso complesso esordiva con pera matura, albicocca, poi i fiori di sambuco, seguiti da note di zafferano e di miele. Al palato, leggermente più maturo degli altri due vitigni, era consistente, sapido, poi fresco, ancora teso, molto persistente nel finale aromatico.
Sorge spontanea una considerazione. Tutte e tre le annate che abbiamo scelto di ogni varietà fra quelle proposte, con due più giovani e altre due più datate, hanno dimostrato, a distanza di anni dalla vendemmia, intensità aromatica, capacità di migliorare nel tempo. Quasi a suggerire che il tempo passato nel silenzio della cantina ne abbia enfatizzato il profilo, permettendo a chi le degusta di emozionarsi con questi speciali sorsi.
(In copertina, Abbazia di Novacella@Ochsenreiter)

Giovanna MOLDENHAUER
Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.















