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A CENA CON L’IDENTITÀ

Pellone ospite di Saporì al Grand Hotel Angiolieri: il 18 febbraio una sfida a quattro mani tra tecnica, territorio e visioni contemporanee della pizza

a cura di Redazione

Non sarà una semplice cena, né l’ennesimo evento celebrativo attorno al mondo – spesso inflazionato – della pizza. Mercoledì 18 febbraio alle ore 20:00, sulla terrazza vista mare di Saporì – Pizza e Qualcos’Altro, all’interno del Grand Hotel Angiolieri, andrà in scena un confronto diretto tra identità gastronomiche forti, tra artigianato evoluto e narrazione contemporanea del gusto.

Protagonista della serata sarà Carmine Pellone, anima di Fonderì Pizza Glamour, recentemente insignito del Premio “Pizza dell’Identità”. Pellone non è nuovo ai riconoscimenti: più volte premiato da Gambero Rosso e inserito tra i protagonisti di 50 Top Pizza, è conosciuto nell’ambiente come “l’artigiano dell’impasto”, definizione che restituisce bene il senso della sua ricerca: tecnica rigorosa, studio delle maturazioni, attenzione quasi ossessiva alla struttura e alla leggerezza.

Ad ospitarlo sarà la squadra di casa di Saporì, con il pizzaiolo resident Fernando Speranza e lo chef Fabrizio De Simone, alla guida del ristorante L’Accanto, segnalato dalla Guida MICHELIN. Un trio che promette un dialogo serrato più che una passerella: impasti d’autore, ingredienti del territorio, tecnica fine dining e memoria popolare chiamati a convivere senza retorica.

Identità contro omologazione

Il tema – nemmeno troppo velato – è quello dell’identità. In un momento storico in cui la pizza vive una fase di iper-esposizione mediatica e di omologazione stilistica, la serata punta a riaffermare il valore dell’impronta personale. Pellone porterà la sua visione contemporanea e raffinata, frutto di una ricerca che non si limita alla superficie del topping ma parte dall’architettura dell’impasto. Saporì risponderà con una proposta che intreccia panorama e sostanza: la Penisola Sorrentina come dispensa e come palcoscenico.

Il confronto sarà dunque a quattro mani, ma anche a più voci: quella tecnica del pizzaiolo, quella gastronomica dello chef, quella organizzativa e identitaria di Fabio Disanto, responsabile di Saporì e regista silenzioso di un progetto che negli anni ha saputo trasformare una pizzeria d’hotel in un indirizzo riconosciuto per eleganza accessibile e qualità costante.

Territorio e visione

La cornice non è un dettaglio. La terrazza sul mare del Grand Hotel Angiolieri non serve a edulcorare l’esperienza, ma a ricordare che la cucina – soprattutto quella che parla di territorio – non può prescindere dal contesto. Panorama e prodotto dialogano: il mare davanti, gli orti e i caseifici alle spalle, la città di Napoli come matrice culturale.

location Saporì@u.s.LBT

La promessa non è quella di stupire con effetti speciali, ma di raccontare attraverso gli impasti e gli ingredienti una storia coerente. Tradizione, passione, ricerca: parole spesso abusate, che qui saranno messe alla prova dei fatti. Perché quando due identità forti si incontrano, il rischio non è l’eccesso di celebrazione, ma l’inevitabile confronto. Ed è proprio lì che si misura la maturità di una visione gastronomica.

Il 18 febbraio, a Seiano, la pizza torna ad essere ciò che dovrebbe sempre essere: linguaggio. E, se ben parlato, non ha bisogno di traduzioni.

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