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PROFONDITÀ E ALTA QUOTA: I VINI ESTREMI DI ALEX BELINGHERI

A Cividate Camuno il Metodo Classico si affina nel lago: la sperimentazione di Alex Belingheri per rilanciare i vitigni storici della Valle Camonica.

Testo e foto Monica Tessarolo

Un’intuizione audace quella di Alex Belingheri: utilizzare il lago come cantina naturale quando non si dispone di spazi idonei all’affinamento delle bottiglie di Metodo Classico. Da questa necessità nasce una sperimentazione che unisce territorio, ricerca e spirito pionieristico.

Il contesto è quello della Valle Camonica, con vigneti situati a Cividate Camuno (BS), in un ambiente alpino che oscilla tra i 250 e gli 800 metri di altitudine. Qui, nel 2004, Belingheri fonda l’Azienda Agricola Vallecamonica con l’obiettivo di recuperare e valorizzare antichi vitigni locali: Valcamonec, Hibebo, Gratù e Ciass Négher. Biotipi autoctoni quasi sconosciuti al di fuori del territorio, custodi di una memoria viticola che affonda le radici nella storia della valle.

Oggi Vini Vallecamonica conta circa quattro ettari vitati distribuiti su entrambi i versanti della bassa valle. Il microclima beneficia della vicinanza del Lago d’Iseo e della protezione delle montagne circostanti, fattori che contribuiscono a moderare le escursioni termiche e a favorire maturazioni equilibrate.

Nautilus Grand Cru: il Metodo Classico che matura nel Lago d’Iseo

Nel 2010 prende avvio una sperimentazione destinata a diventare la cifra distintiva dell’azienda: le prime bottiglie del Metodo Classico “Nautilus” (dal sottomarino di Jules Verne) vengono immerse a circa 40 metri di profondità nelle acque del Lago d’Iseo. A questa quota la temperatura resta costante intorno ai 6 °C e la luce è assente. Si crea così un ambiente naturalmente stabile, protetto e privo di vibrazioni, che favorisce un’evoluzione lenta e regolare del vino.

Nautilus Grand Cru è un Metodo Classico Blanc de Noirs ottenuto da dieci differenti biotipi autoctoni a bacca rossa provenienti da un’unica vendemmia. L’affinamento prevede 55 mesi sui lieviti, di cui 48 trascorsi underwater. Dosaggio Pas Dosé.

Nel calice, la versione degustata – una 2011 – si presenta di un brillante giallo dorato con perlage finissimo e cremoso. Il profilo olfattivo è complesso: crosta di pane, frutta secca e miele si intrecciano a note di agrume candito e a una sottile traccia minerale. Al palato è avvolgente e armonico, sostenuto da una bollicina setosa e da una freschezza ancora viva. Il finale è lungo, con ritorni di frutta secca e una chiusura sapida che ne accentua profondità ed eleganza.

Adamadus: il Metodo Classico affinato tra ghiaccio e alta quota

Monica Tessarolo con Alex Belingheri@M.Tessarolo)

Nel 2016 Belingheri spinge ulteriormente la ricerca con Adamadus – nome che richiama il massiccio dell’Adamello in lingua austriaca – sperimentando un affinamento ancora più estremo. Le bottiglie vengono immerse nel lago d’Aviolo, a 1.930 metri di altitudine.

Si tratta, ad oggi, di uno dei rarissimi esempi di affinamento di Metodo Classico in un lago alpino italiano.

Il vino riposa a circa 10 metri di profondità in acque che oscillano tra i 2 e i 3 °C, all’interno di una cassa sigillata collocata ai piedi del ghiacciaio.

Sotto uno spesso strato di ghiaccio, tra altitudine e immersione, la pressione rimane costante e l’evoluzione avviene con estrema lentezza. Se nelle prime prove la base prevedeva Riesling Renano, oggi il protagonista è il Souvignier Gris, varietà Piwi selezionata nel 1983 a Friburgo, apprezzata per la sua resistenza e per la compatibilità con un approccio viticolo sostenibile.

Zero Estremo Adamadus 2022 è un Metodo Classico Millesimato Blanc de Blancs Extra Brut. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini, perlage fine e persistente e spuma cremosa. Il profilo aromatico è elegante e verticale: cedro, pompelmo e mela verde si accompagnano a fiori bianchi, leggere note di panificazione al burro, nocciola e sensazioni minerali di selce bagnata. Un filo di aromaticità accompagna il bouquet.

Al palato l’attacco è fresco e deciso; l’acidità, tipica dei contesti alpini, si integra con una lieve sapidità. La bolla è setosa, la struttura slanciata e la persistenza significativa.

Due interpretazioni dello stesso pensiero enologico

Nautilus Cru Storico e Adamadus rappresentano due espressioni complementari della stessa filosofia produttiva: lasciare che l’ambiente naturale scandisca il tempo dell’affinamento. Il primo, maturato nelle profondità del lago, privilegia equilibrio, cremosità e complessità evolutiva. Il secondo, affinato in condizioni estreme di alta quota, esprime una tensione più verticale e una purezza quasi cristallina.

Due Metodo Classico differenti per carattere ma accomunati da un’idea precisa: superare il concetto tradizionale di cantina e trasformare il territorio non solo in luogo di origine del vino, ma anche nel suo spazio di maturazione.

Bianchi e rossi di territorio

Accanto agli spumanti, l’azienda propone una linea di vini bianchi e rossi fortemente identitari. Tra i bianchi si distingue il Bianco delle Colture IGT Vallecamonica, Riesling Renano in purezza vinificato in acciaio, che esprime freschezza, sapidità e note di frutta esotica e lime.

Interessante anche il Bianco dell’Annunciata, ottenuto da Manzoni Bianco (incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco) coltivato a circa 700 metri nei vigneti adiacenti al convento della Santissima Annunciata di Piancogno. Il vino si distingue per i profumi di fiori di montagna e per un profilo aromatico elegante e voluminoso. Le stesse uve danno origine anche all’Appassito dell’Annunciata, ottenuto da grappoli lasciati in fruttaio per 60–90 giorni.

Sul fronte dei rossi, Belingheri ha scelto di non introdurre vitigni internazionali, puntando esclusivamente sui biotipi autoctoni provenienti anche da vigneti centenari a piede franco. Una scelta identitaria che valorizza il patrimonio viticolo locale.

Tra questi spicca il Ciass Négher, nome dialettale che significa “mi piace il vino rosso”: un incrocio tra Schiava bresciana di biotipi non identificati e Marzemino. La fermentazione avviene in acciaio con affinamento di 12 mesi e svolgimento della malolattica. Il profilo è territoriale, con richiami di sottobosco, radici, erbe di montagna e una trama tannica equilibrata.

Altro vino rappresentativo è Somnium (da sogno realizzato) Rosso della Vallecamonica IGT, ottenuto da un assemblaggio di dieci biotipi locali con genomi che richiamano Nebbiolo, Pinot Nero e antichi incroci locali. La fermentazione alcolica avviene in acciaio con lieviti indigeni per preservare delicatezza di frutto e finezza tannica.

Un progetto di ricerca territoriale

La produzione aziendale conta otto etichette per circa 20.000 bottiglie annue. I vigneti insistono su suoli di origine glaciale e morenica composti da sabbie, ghiaie fluviali e componenti argilloso-minerali. Queste caratteristiche pedologiche hanno favorito la sopravvivenza di numerose viti centenarie a piede franco.

La visita in azienda conferma la natura profondamente personale del progetto. Belingheri si rivela narratore appassionato della sua valle, capace di trasmettere la complessità del lavoro in vigna accompagnandomi in una mattinata soleggiata di febbraio per tutti i suoi filari con orgoglio e tenacia, trasmettendo la visione che guida ogni scelta produttiva.

@Riproduzione riservata

(In copertina, Alex Belingheri@M.Tessarolo)

Monica TESSAROLO

Amore e Psiche. Psiche, sono io, psicologa di professione, nell’anima. Bacco è Amore per il vino.
Sommelier, Degustatore Ais e international wine judgemuovo i primi passi da bambina tra le vigne dei nonni valtellinesi. La metamorfosi un paio d’anni fa, quando coniugo Psiche e Bacco, per ritrovare il mio amore da bambina: divento inviata di un magazine, viaggiando alla scoperta di vini, terroir e storie. In seguito, divenuta autrice di  alcuni magazine, scrivo di vino in chiave psicologica, emotiva e creativa.

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