Travel Wine Magazine

Cerca

HUGEL, L’ICONA GIALLA DELL’ALSAZIA CONQUISTA GONG

Jean-Frédéric Hugel racconta la storia familiare e guida una degustazione di etichette simbolo, abbinate a piatti studiati per esaltarne l’identità.

di Giovanna Moldenhauer

Photo @Famille Hugel – G. Moldenhauer

La storia di Famille Hugel inizia nel 1639 quando, a causa della Guerra dei Trent’anni, Hans-Ulrich Hugel decide di lasciare la Svizzera e di trasferirsi a Riquewhir, per dedicarsi alla produzione di vini. Da allora sono trascorsi 370 anni nel corso dei quali la dedizione alla viticoltura delle 13 generazioni Hugel, ha attivamente contribuito al successo enologico dell’intera Regione a livello mondiale.

Come accennato nel sommario l’iconica etichetta gialla si deve invece ad un fatto curioso datato 1918, anno in cui Jean Hugel (1898-1980) – nonno dell’attuale direttore vendite Jean Frédéric Hugel – fece un periodo di formazione in Svizzera presso la ditta MAGGI™ (celebre azienda produttrice di dadi da cucina) dove apprese che il giallo il rosso e l’oro erano i colori che meglio rimangono positivamente impressi nel consumatore e decise quindi di sceglierli come colori aziendali.

La filosofia produttiva di Famille Hugel, rimane saldamente ancorata alla semplice convinzione che «il vino sia già nell’uva». Tutte le uve sono, «e saranno sempre», assicurano, raccolte esclusivamente a mano. Oltre ai 30 ettari di proprietà a Riquewihr (di cui più della metà classificati grand Cru, denominazione che Hugel ha deciso di non adottare e indicare in etichetta), l’azienda acquista uve per ulteriori 100 ettari coltivati da partner viticoltori su suoli ricchi di argilla e calcare, simili per composizione ai terreni di proprietà. Le varietà sono solo quelle nobili alsaziane, con i vigneti coltivati in modo sia sostenibile (60%) che biologico (40%), con un’età media di 35 anni.

I vigneti di Famille Hugel si trovano nel comune di Riquewihr, dove ha sede la storica cantina in edifici del XVI secolo e per oltre la metà interessano le zone di Schoenenbourg, Sporen e Pflostig, tutte a classificazione “Grand Cru”.

In Italia Hugel è importato e distribuito in esclusiva da Compagnia del Vino.

La degustazione di un Crémant e di tre vini secchi

Crémant D’Alsace Champ Libre 2020 – Primo Crémant prodotto da Hugel, è ottenuto da 50% Pinot Noir, 35% Riesling, 15% Pinot Gris, realizzato da Marc-André Hugel, enologo nato e cresciuto in Champagne. I vini base vengono fermentati e affinati in botti di rovere centenarie prima della seconda fermentazione in bottiglia con 50 mesi di affinamento sui lieviti. Alla sboccatura ha un dosaggio extra-brut (3 g/L). Dopo un colore oro, bollicine fini e persistenti, ha un naso fruttato di mela, poi di brioche e pane tostato, note boisé. Al palato ha una sensazione di tannicità equilibrata da freschezza, è cremoso, con un’ottima persistenza.

Riesling Grossi Laüe 2016 – Ottenuto da solo Riesling dalla zona Schoenenbourg, da vigne dai 40 ai 60 anni, fermenta in botti di rovere centenarie, poi viene travasato prima dell’inverno, affina sulle fecce fini, poi con un leggero filtraggio prima dell’imbottigliamento. Poi le bottiglie vengono poi poste nelle cantine fino al momento della vendita. Brillante nel calice, ci sorprende al naso con sentori muschiati, affumicato, di mandorla e altra frutta secca, poi evolve verso sentori di burro, di zafferano, di mineralità salina data dalla marna con gesso presente nei suoli. Al palato è ampio, decisamente sapido, cremoso, fresco, per un assaggio di carattere, con un’ottima persistenza. L’abbinamento con una “Battuta di tonno, con maionese al miso, wasabi e maionese all’ostrica”, si è rivelato perfetto.

Gewurtraminer Grossi Laüe 2015 – Le uve della varietà aromatica, provenienti dalla zona dello Sporen, con un vigneto di 35 anni d’età, vengono vinificate e lasciate in cantina sino al momento della loro commercializzazione, come quelle del Riesling. Svela al naso complesso note di marmellata d’arancia, di mandarino cinese, poi ha un accenno di muschio, di affumicato. Seguono le note speziate di chiodi di garofano, pepe e zenzero. Al palato ha corpo, è fresco, glicerico, rotondo, elegante, armonioso, con un lungo finale, con una nota finale leggermente amara. Qui invece con un piatto iconico di Gong “Raviolo proibito, in pasta di zafferano, ripieni di maiale e tartufo, cotti al vapore”.

Riesling Schoelhammer 2015 – Ottenuto dalla parcella Schoelhammer, con vigne dell’età di 34 anni, in cantina i grappoli vengono messi nelle presse, alimentate per gravità. Dopo la pressatura, il mosto viene decantato per alcune ore, fermentato in vasche a temperatura controllata. Lasciato chiarificare durante l’inverno. Alla leggera filtrazione prima dell’imbottigliamento, segue un lungo affinamento in cantina fino alla commercializzazione. Per scelta la famiglia Hugel sceglie di fare uscire questo vino dopo 10 anni passati nelle sue cantine. Questo calice ha un colore oro luminoso, con al naso sentori di muschio, mandorla dolce, poi note di agrumi canditi, minerali salini, con a chiudere una nota di burro. Al palato è ampio, sapido, glicerico, fresco, decisamente persistente ed estremamente elegante. Per questo vino è stato servito “Pancia di maialino croccante”.


Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

News

Attualità

I nostri sponsor

I nostri partner