Testo e foto Monica PISCITELLI
La 15 esima edizione di Campania Stories, presentata alla Reggia di Caserta, si è svolta nei giorni scorsi al Vega Palace di Carinaro (CE). L’esito delle degustazioni che hanno visto al lavoro i sommelier Ais e lo staff di Miriade e Partners, promotore della rassegna, sono interessanti. Riguardano una porzione dei bianchi, cui mi dedico da alcuni anni: i campioni dell‘Isola d’Ischia, della Costa d’Amalfi e i bianchi irpini. 

Gli assaggi (tendenza degli ultimi 3 anni e realtà innegabile con la vendemmia 2025) parlano del cambio di paradigma che il vino italiano, e campano, sta affrontando a fronte di un serie di fattori di prepotente importanza.
La sensazione e che, dopo aver provato a fare il vino come “si è sempre fatto”, con un protocollo che al massimo anticipava la raccolta, l’inversione sia stata decisa a un certo punto. Ora diffusamente visibile nel calice: come se si fosse passato (passatemi il paragone), nell’affrontare la complessità presente, da guidare una Fiat 500 con il cambio non sincronizzato a “portarne” una ibrida con il cambio automatico.
Certamente qualcosa si è perso: i vini sono crudi, affilati e non sempre con una rispondenza nel varietale, ma con una più marcata generale mineralità. Perfino insolita.
Non è la qualità, e non la capacità di affinamento con prospettive ampie a mancare, ma, dagli assaggi fatti dei bianchi, una certa riconoscibilità e se vogliamo godibilità per i bevitori più esperti, che hanno memoria, ad esempio, dei Greco e Fiano di solo 5 anni fa. Che oggi più che mai si gioveranno del lungo affinamento.
Ci sta ancora più da aspettare per i Greco di Tufo e i Fiano di Avellino per avere soddisfazione. E ci si augura, che dopo molti anni, a quel punto, si differenzieranno tra loro decisamente.
La analisi della situazione
Cosa è accaduto è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi 10 anni la regione è interessata da cambiamenti climatici che hanno gradualmente modificato il ciclo biologico della vite, nello specifico le fasi fenologiche, sempre più spesso anticipate, impattando tra le altre cose sui tempi di raccolta delle uve. A raccontarlo molto efficacemente è Roberto Di Meo, storico produttore irpino ma soprattutto Presidente degli enologi campani, sulla annata 2025. “La morfologia dei nostri territori a vocazione viticola (alcuni di natura vulcanica), l’enorme biodiversità del vigneto Campania.e una densità di piante per ettaro in genere non troppo elevata, ci aiutano a mitigare gli effetti di quegli eventi climatici inattesi che negli ultimi anni.” aggiunge di Meo. Le vendemmie in Campania diventano sempre più eterogenee con rispetto ai territori, ai microclimi e alle varietà ma in generale trova conforto, negli assaggi, la linea che gli enologi campani dichiarano: “in generale, ci stiamo orientando a produrre vini più freschi, più leggeri, di maggiore bevibilità, che conservano altresì una forte identità territoriale.”

Il calcolo sciente delle variabili suddette legate ai cambiamenti climatici “ci stanno – aggiunge di Meo – offrendo anche l’opportunità di raggiungere buoni livelli di maturità nelle uve prima della piena maturazione tecnologica, consentendoci di esprimere qualità elevate e caratteristiche varietali ben definite su vini con gradazioni alcoliche più basse del recente passato.”
La annata 2025
L’annata 2025 ha avuto un andamento più regolare e omogeneo dando respiro ai produttori rispetto alle difficoltà delle annate precedenti. Generalmente l’andamento climatico ha reso agevole la gestione agronomica dei vigneti, con una limitata pressione delle principali malattie fungine e un regolare decorso delle maturazioni.
È ancora l’enologo Roberto Di Meo ne raccontare i dettagli: “L’inverno è stato caratterizzato da temperature piuttosto miti, che si sono protratte fino a primavera, con scarse precipitazioni. Il germogliamento è iniziato in alcune aree vocate della regione, come parte dell’Irpinia e del Sannio, con un leggero anticipo. In altre zone, invece, come Campi Flegrei e Vesuvio, con qualche giorno di ritardo, dilatando anche i tempi di differenziazione del fiore. Le piogge abbondanti, ben distribuite nel mese di maggio, hanno favorito un buon sviluppo vegetativo e un regolare decorso della fioritura e dell’allegagione, consentendo alla vite di affrontare senza evidente stress idrico i mesi estivi più caldi. Periodici temporali nella stagione estiva hanno favorito un’alternanza tra giornate molto calde e periodi più freschi, con importanti escursioni termiche tra giorno e notte, fattori determinanti per mantenere un buon equilibro vegeto-produttivo delle piante. Alcuni episodi temporaleschi estivi, purtroppo, sono stati accompagnati da grandinate a macchia di leopardo, con danni significativi in alcune zone della provincia di Benevento, Avellino e parte del salernitano (fortunatamente in aree molto circoscritte).”

E l’Irpinia? L’areale gode di un vantaggio nello scenario attuale: nell’entroterra irpino, oltre al clima più fresco e alla giacitura collinare e pedemontana dei vigneti, vitigni fortemente adattati e tardivi, riescono a rispondere ai cambiamenti climatici in maniera più efficace. Dice ancora il Presidente degli enologi campani: “Le maturazioni cominciano a fine agosto e pertanto, soprattutto in annate come la 2025, senza eccessi di stress termico e idrico, è stato possibile esprimere su Fiano e Greco vini bianchi freschi, con profili aromatici varietali ben evidenti, salinità e buone prospettive di longevità.”.
Conclusione
La produzione campana affronta in vigna e in cantina le sfide presenti, tra cambiamento climatico, tendenze di gusto e salutistiche mettendo in campo “una forte sensibilità degli enologi locali nel gestire le vigne con molta attenzione: la protezione dei grappoli, le radiazioni solari, il mantenimento della vigoria delle pareti vegetative e così via” dice Di Meo, presidente degli enologi campani. L’annata 2025 ha avuto un andamento più regolare e omogeneo. Si tratta alla degustazione dei bianchi Greco di Tufo e Fiano di Avellino, di vini ancora crudi. Piuttosto minerali e freschi che, forse, richiederanno un più lungo invecchiamento per esprimere le note care ai loro abituali bevitori.
Il prossimo anno, come anticipato in Conferenza stampa, Campania Stories, dopo 15 edizioni fa il salto: raddoppia e va anche all’estero. La aspettiamo!
(In copertina, Tramonto in Costiera@idee creative TWM)
Monica PISCITELLIGiornalista | consulente di comunicazione | degustatore
Napoletana, vive tra l’Italia e la Grecia.
Associata Arga Campania è membro de Le Donne del Vino della Campania.
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Gli Assaggi a bottiglie coperte:
Doc Ischia annate 2025, 2024, 2023 e 2022
(Su 5 campioni di Ischia i migliori 2. In ordine di preferenza da 86 punti a salire)
Kalimera Ischia Doc Biancolella 2022 Cenatiempo;
Vigna del Lume Ischia Doc Biancolella 2025 Antonio Mazzella.
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Doc Costa d’Amalfi Bianco annate 2025 e 2024
(Su 3 campioni scelgo il migliore)
Vigna Grotta Piana Costa d’Amalfi Doc Ravello Bianco 2024
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Docg Greco di Tufo e Igt Campania
(Su 10 campioni 2025 scelgo i 3 migliori. In ordine di preferenza da 86 punti a salire)
Greco di Tufo Docg 2025 Donnachiara;
Greco di Tufo Docg 2025 Di Meo;
Serum Greco di Tufo Docg 2025 I Capitani;
Alexandros Greco di Tufo Docg 2025 Colli di Lapio.
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Docg Greco di Tufo e Igt Campania
(Su 14 campioni scelgo i 6 migliori. In ordine di preferenza da 86 punti a salire)
Vigna Serrone Cantine di Marzo
Greco di Tufo Docg Riserva 2024;
Grancare Greco di Tufo Docg 2024 Tenuta del Cavalier Pepe;
Aletheia Greco di Tufo Docg 2024 Donnachiara;
Goleto Greco di Tufo Docg Riserva 2022 Tenute Capaldo Feudi di San Gregorio;
Colle dei Lauri Greco di Tufo Docg Riserva 2021 Tenuta del Meriggio;
Raone Greco di Tufo Docg 2024 Torricino.
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Fiano di Avellino Docg 2025
(Su 10 campioni 2025 scelgo i 3 migliori. In ordine di preferenza da 86 punti a salire)
Fiano di Avellino Fiano di Avellino Docg 2025 Di Meo;
Fiano di Avellino Fiano di Avellino Docg 2025 Villa Raiano;
Fiori Gialli Fiano di Avellino Docg 2025 Di Prisco.
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Fiano di Avellino Docg 2024 e 2023
(Su 10 campioni scelgo i 3 migliori. In ordine di preferenza da 86 punti a salire)
Tognano Fiano di Avellino Docg Riserva 2023 Rocca del Principe;
Brancato Fiano di Avellino Docg Riserva 2024 Tenuta del Cavalier Pepe;
Serrapiano Fiano di Avellino Docg Riserva 2024 Torricino;
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Fiano di Avellino Docg 2022, 2021 e 2020
(Su 4 campioni scelgo il migliore. Da 86 punti a salire)
Colle delle Ginestre Fiano di Avellino Docg Riserva 2022
Ecco tutte le cantine partecipanti all’edizione 2026 di Campania Stories, provincia per provincia:
Per la provincia di Avellino
Antica Hirpinia, Benito Ferrara, Borgodangelo, Cantine di Marzo, Ciro Picariello, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi – Cantine Lonardo, De’ Gaeta, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Giovanni Carlo Vesce, I Capitani, Laura De Vito, Luigi Tecce, Macchie Santa Maria, Nardone Nardone Domenico, Perillo, Pietracupa, Rocca del Principe, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Scuotto, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, Torricino, Traerte, Vesevo e Villa Raiano
Per la provincia di Benevento:
Aia dei Colombi, Cantina del Taburno, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, I Colli del Sannio 1976, La Fortezza, La Guardiense, Nifo Sarrapochiello, Ocone 1910 Taburno Wine County e Terre Stregate
Per la provincia di Caserta:
Alois, Cantina di Lisandro, Cantina Trabucco, Caputo 1890, Tenuta Selvanova, Fattoria Pagano, Gennaro Papa, Il Verro, La Masseria di Sessa, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Porto di Mola, Scaramuzzo, Sclavia, Tenuta Fontana, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone e Viticoltori del Casavecchia
Per la provincia di Napoli: Agnanum, Bosco de’ Medici, Cantina Tizzano, Cantine Antonio Mazzella, Cantine Astroni, Cantine del Mare, Cantine Olivella, Carputo Vini, Casa Setaro, Cenatiempo Vini d’Ischia, Contrada Salandra, La Sibilla, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Augustea e Tenuta Loffredo,
Per la provincia di Salerno:
Cantina dei Quinti, Cantina Polito, Ettore Sammarco, Guerritore, Marisa Cuomo, Montevetrano, San Salvatore 19.88, Viticoltori Lenza e Vuolo.




















