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TRA BRACE, NATURA E SILENZIO: IL RACCONTO DELLA SCOTTINA

Nel territorio piacentino, in quell’Emilia un po’ dimenticata in favore della sorella Romagna,  l'identità agricola continua a rappresentare un valore distintivo, La Scottina Relais & Bistrot interpreta un modello di ospitalità che mette in dialogo il patrimonio rurale, design contemporaneo e cucina gourmet di territorio.

Testo e foto Monica TESSAROLO

La esploro a metà giugno di quest’anno con una piacentina doc e un altra compagna di avventure enogastroniìomiche  curiosa e stimolante. In un’esperienza dedicata e accompagnata nelle meraviglie di un luogo incantato lontano dal caos milanese.

Ricavato dal sapiente recupero di una cascina seicentesca, il relais propone un’offerta che integra accoglienza, ristorazione ed experience, mantenendo un forte legame con il contesto paesaggistico e produttivo locale. Alla guida del progetto c’è Diamante Rossetti, la titolare, affiancata dallo chef Carlo Toscani, con una visione condivisa che punta su autenticità ed eleganza, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze del territorio.

Un progetto di famiglia che guarda al futuro

La proprietà appartiene da generazioni alla famiglia Rossetti, che ha scelto di reinterpretare l’antico complesso rurale senza alterarne l’identità architettonica, culturale e della tardizione piacentina. “L’obiettivo è creare un luogo capace di trasmettere il calore della campagna emiliana attraverso un’ospitalità contemporanea e un’eleganza essenziale” ci racconta il titolare Giorgio, padre di Diamante.

La filosofia della struttura si fonda su un approccio che privilegia la qualità delle materie prime, la stagionalità e il rapporto diretto con i produttori locali. Accanto ad un design di arte contemporanea curato da Brigitta Rossetti, e una cura meticolosa del parco antistante il relais e i dettagli nelle camere.

Il recupero dell’architettura rurale

L’intervento di riqualificazione ha conservato gli elementi più rappresentativi dell’antica cascina, trasformandoli in spazi dedicati all’ospitalità. Tra questi spicca il vecchio silos agricolo, oggi convertito in una suite articolata su più livelli ricoperto di verde rampicante e perfettamente inserito nella dimensione naturalistica della cascina. Un intervento che restituisce nuova funzione a una struttura storica, mantenendone il valore simbolico all’interno del complesso.

L’intero relais si sviluppa attraverso ambienti che combinano materiali naturali, arredi contemporanei e richiami alla tradizione rurale, privilegiando luminosità, comfort e continuità con il paesaggio circostante.

Ospitalità tra benessere e natura

La Scottina dispone di 17 camere, tutte differenti per configurazione e carattere, progettate per offrire un’accoglienza personalizzata. Completano l’offerta una piccola ed esclusiva zona wellness con bagno turco e palestra e ampi spazi esterni destinati sia agli ospiti del relais sia agli eventi.

La struttura può accogliere fino a 90 persone negli spazi interni e oltre 150 all’esterno, raggiungendo una capienza di circa 250 ospiti per ricevimenti, meeting e matrimoni e occasioni speciali.

La cucina di Carlo Toscani

L’identità gastronomica del relais è affidata allo chef Carlo Toscani, di origini partenopee ma formatosi a Piacenza, che propone una cucina contemporanea costruita attorno alla tradizione emiliana e piacentina, con influenze della cultura gastronomica campana legate alle proprie origini paterne.

Il menu segue il ritmo delle stagioni e valorizza ingredienti del territorio, come asparagi, zucca Bertina e ortaggi provenienti da produttori locali, interpretati con tecniche attuali e una particolare attenzione alla leggerezza.

Degustiamo una ricca ed articolata cena davvero esclusiva per cura e attenzione

Antipasti della tradizione piacentina: coppa, salame, pancetta e il Culatello di Zibello Spigaroli col burro di Normandia un primo assaggio della tradizione di pregio emiliana.

Cindarella, la cipolla alla brace: gusto di carattere e sapore autentico

Sabaudo: magatello di vitello in salsa tonnata e capperi croccanti delicatezza e croccantezza integrate perfettamente

Spaghetti ai tre pomodori trilogia del sud un racconto che unisce Campania, Puglia e Sicilia in un gusto deciso e armonico perfettamente combinato

Polpo alla brace zucchina e salmoriglio: la brace ne esalta sapidità e gusto

Elemento distintivo della proposta è la cottura alla brace. Il forno a carbone rappresenta infatti uno degli strumenti centrali della cucina e viene utilizzato non soltanto per le carni, ma anche per pesce e vegetali, conferendo profondità aromatica e carattere ai piatti.

Oggi circa un quarto della nostra carta nasce dalla brace, una tecnica che vogliamo sviluppare ulteriormente perché esalta la qualità della materia prima senza mascherarla” parola di chef Toscani. Una proposta che assume sempre di più le sembianze di un fine dining da ricordare.

La cantina

Il mio regno. La proposta enologica accompagna l’offerta gastronomica con una selezione che privilegia il territorio piacentino, affiancata da etichette nazionali e internazionali di pregio.

Spazio centrale è occupato dalla cantina Romagnoli  di cui degustiamo a cena  il Pigro  pas dosè. Metodo classico 36 mesi sui lieviti. 70%pinot nero e 30% Chardonnay.  Perlage finissimo, note agrumate delicate e profumi di panificazione, al palato fresco, sapido, intensa mineralità e lunga persistenza. Giocando in casa. A seguire una scoperta con la Cantina abruzzese Spinelli linea le stagioni del vino promosse in etichetta dagli orsi marsicani della zona  con un trebbiano d’Abruzzo doc  2022 e un Montepulciano d’Abruzzo  Doc 2023 entrambi premiati Gambero Rosso.

Il Trebbiano è teso e minerale, con note di agrumi, fieno ed erbe aromatiche. Sapidità marcata. Elementi distintivi freschezza, eleganza e potenza. Etichetta che non scordo. Altrettanto sorprendente il Montepulciano d’Abruzzo affinato 12 mesi in grandi botti di rovere segue affinamento in bottiglia. Rubino intenso con riflessi violacei, sentori di amarena e ciliegia matura, viola e rosa delicate e spezie scure. Tannino morbido, ottima struttura e finale lungo e persistente.

La cantina conserva anche forme intere di salumi piacentini appesi a stagionare al fresco. L’obiettivo è costruire percorsi di degustazione coerenti con la cucina, valorizzando gli abbinamenti e offrendo una carta vini in costante evoluzione. Nella cantina è possibile anche effettuare piccole degustazioni 8-10 persone.

Una sostenibilità concreta

La sostenibilità rappresenta uno dei principi guida del progetto. Dalla scelta delle materie prime alla gestione degli spazi, ogni decisione è orientata alla riduzione dell’impatto ambientale e alla valorizzazione del paesaggio rurale.

Il relais svilupperà ulteriormente gli spazi esterni attraverso un calendario di appuntamenti dedicati al benessere, alla gastronomia e alla vita all’aria aperta, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ospitalità e territorio.

Oltre il soggiorno

Più che un boutique hotel, si propone come una destinazione capace di riunire accoglienza, ristorazione e cultura dell’ospitalità. Non manca l’eleganza delle opere d’arte di Brigitta Rossetti perfettamente integrate nella struttura come il magnifico tavolo da biliardo decorato a trame floreali accese e trasformato sapientemente  in elegantissimo tavolo delle colazioni.

Il recupero della cascina storica, l’attenzione alla cucina identitaria e una visione improntata alla sostenibilità, l’accoglienza e professionalità del team,  delineano un progetto che interpreta in chiave contemporanea il concetto di relais rurale, offrendo un’esperienza costruita sul valore del tempo, della qualità e del legame con il territorio.

(In copertina, esterno struttura@M.Tessarolo)

Monica TESSAROLO

Amore e Psiche. Psiche, sono io, psicologa di professione, nell’anima. Bacco è Amore per il vino.
Sommelier, Degustatore Ais e international wine judgemuovo i primi passi da bambina tra le vigne dei nonni valtellinesi. La metamorfosi un paio d’anni fa, quando coniugo Psiche e Bacco, per ritrovare il mio amore da bambina: divento inviata di un magazine, viaggiando alla scoperta di vini, terroir e storie. In seguito, divenuta autrice di  alcuni magazine, scrivo di vino in chiave psicologica, emotiva e creativa.

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