Testo di Giovanna Moldenhauer
Photo @Vesta, G. Moldenhauer
Un invito a pranzo da Vesta Fiori Chiari, complice una bella giornata, ci ha fatto apprezzare oltre ai diversi piatti proposti dallo chef Giorgio Bresciani, la cura con cui sono stati progettati gli interni dalle linee avvolgenti, dove la boiserie in ebano lucido si alternano a pietra naturale, dove la sala principale richiama l’intimità e la fluidità di una barca.
Vi racconteremo le diverse portate del menù dopo una introduzione sui diversi ambiti del locale, l’introduzione di Davide Ciancio, CEO e co-fondatore di Triple Sea Food, oltre naturalmente alle proposte del menu.

Inaugurato a settembre 2022 nel cuore di Brera, Vesta è un progetto ristorativo con un’identità precisa e senza compromessi. Dare ai suoi ospiti un’accoglienza autentica, con una visione contemporanea, una qualità senza ostentazione. Il suo nome è ispirato alla figura di Vesta, dea romana del focolare domestico, vuole essere quindi un tempio moderno del gusto, dove ogni dettaglio è progettato per accompagnare l’ospite in un’esperienza immersiva e memorabile. Gli spazi sono suddivisi tra La Main Hall con i suoi 60 posti, è il cuore del ristorante, con il suo ambiente ampio e luminoso, dominato dal bancone bar centrale in marmo. Le grandi vetrate e lo specchio a parete moltiplicano lo spazio, creando un’atmosfera calda e fluida.
Vi si trova anche una Stanza Segreta, uno spazio riservato, nascosto dietro una parete mimetica, ideale per cene intime ed esclusive fino a 14 persone. Perfetto per incontri riservati e momenti speciali. Ma non solo vi è anche Il Sottomarino con la sua sala esclusiva che può ospitare fino a 40 persone, dotata di sistema di aspirazione di ultima generazione, pensata per eventi privati, cene con DJ set o momenti after dinner. Uno spazio avvolgente e unico, per vivere il ristorante fino a tarda sera.
Davide Ciancio, CEO e co-fondatore di Triple Sea Food, racconta così la filosofia che ha ispirato questo percorso gastronomico “Questo menù celebra la primavera con autenticità e visione contemporanea. Unisce ingredienti d’eccellenza e un approccio semplice che parte dalle nostre radici mediterranee per aprirsi alle grandi culture gastronomiche del mondo. La ristorazione evolve attraverso esperienze che sappiano sorprendere e raccontare, puntando su qualità e verità del gusto”.
Gli fa eco lo chef Giorgio Bresciani “Abbiamo lavorato come squadra per creare una cucina che valorizza la materia prima senza sovrastrutture, mantenendo sempre l’essenza del gusto. In ogni piatto c’è un equilibrio fra tecnica e spontaneità, tra intensità e leggerezza. Il mare è il cuore del nostro menù: non solo il Mediterraneo, ma un mondo di eccellenze marine che dialogano con ingredienti stagionali e suggestioni internazionali. Infatti il pesce rappresenta il 90% della nostra carta, con solo un 10% di proposte di carne. La semplicità è la nostra cifra, ma una semplicità colta e profonda, che si nutre di ricerca e rispetto della materia prima”.

Il Menu
Dopo il ‘Sashimi di ricciola scottata, mizuna, sesamo, soia al katsuobushi’, seguiva ‘Tagliatelle di seppia alla brace, patate, fagiolini, pesto di basilico, olive taggiasche, pinoli’, poi ‘Scampi arrosto, piselli, limone’ tutti dal perfetto equilibrio gustativo.
Proseguivamo con una “Fregola ai frutti di mare” ( in copertina), meno nelle nostre corde, con a seguire un ‘Branzino cileno, agretti “AOP”, guazzetto di crostacei, alga nori’.
A nostro avviso lo chef Bresciani ha dimostrato un’ottima mano, una perfetta padronanza delle cotture tra cui quella delle tagliatelle di seppia alla brace effettuata con la tecnica giapponese della robata.
Quest’antica tecnica di cottura giapponese alla brace, nata nei villaggi di pescatori, esalta la materia prima con una delicata affumicatura, presente poi nell’assaggio stemperata dalle patate, dal pesto e dai pinoli. In abbinamento Maìa il Vermentino di Gallura Superiore Docg 2023, si è rivelato un complice con ogni portata.
Photo @Vesta, G. Moldenhauer















