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Varietà simbolo del Chianti Classico e tra i vitigni più complessi del patrimonio ampelografico italiano, questo vitigno vanta numerosi biotipi e cloni che consentono una straordinaria capacità di adattamento alle diverse condizioni pedoclimatiche e alle variabili climatiche di ogni vendemmia. Una ricchezza genetica che contribuisce a rendere ogni annata unica, mantenendo però una forte identità territoriale.
Un progetto nato dalla passione per il territorio

Alla guida del progetto c’è Luigi Frascino, imprenditore proveniente da altri settori, che ha trasformato una passione personale in un progetto vitivinicolo strutturato e orientato alla valorizzazione del territorio, scegliendo di investire nel vino seguendo una logica opposta rispetto a quella spesso imposta dal mercato: costruire nel tempo, approfondire, osservare e comprendere il territorio prima ancora di interpretarlo.
“Questo progetto nasce da molto lontano. La passione per il vino e per la terra fa parte della mia storia personale e familiare, ancora prima del mio percorso imprenditoriale “ – ha precisato Luigi Frascino – “Dopo anni trascorsi nel mondo della finanza e delle costruzioni, il desiderio di costruire un’azienda agricola nel Chianti è diventato realtà attraverso un percorso fatto di acquisizioni, studio, sacrificio e visione. Boschetto Campacci rappresenta per me qualcosa che va oltre il vino: è un progetto destinato a durare nel tempo, un patrimonio che sopravvivrà alla mia persona. Per questo abbiamo scelto di lavorare con grande attenzione alla qualità, al territorio e all’identità delle nostre vigne.”
Una filosofia che trova sintesi nella metafora da lui stesso utilizzata: “Nella vita bisogna scegliere se essere surfisti o subacquei. Il surfista passa da un’onda all’altra, il subacqueo sceglie di andare in profondità. Anche nel vino ho scelto di essere un subacqueo.” Non inseguire la superficie o l’effetto immediato, ma andare in profondità.
Un concetto che riflette lo stile produttivo aziendale. Boschetto Campacci nasce, infatti, da un percorso di studio, investimenti e attenzione al territorio, supportato dalla consulenza enologica di Riccardo Cotarella e Pier Paolo Chiasso.
“In questo progetto abbiamo voluto costruire vini contemporanei ma profondamente legati alla Toscana e al territorio del Chianti- ha precisato Riccardo Cotarella– ” vini eleganti, leggibili, dinamici, capaci di esprimere freschezza, identità e bevibilità, senza mai perdere autenticità.”
L’obiettivo non è quello di costruire vini muscolari o destinati a stupire nell’immediato, ma etichette capaci di raccontare il Chianti contemporaneo attraverso equilibrio, precisione e riconoscibilità.
La degustazione: confronto tra annate e visione stilistica
La produzione ruota attorno a due vini che rappresentano due diverse interpretazioni dello stesso territorio. La degustazione ha consentito di analizzare l’evoluzione di diverse vendemmie: Masgalano nelle annate 2021, 2022 e 2023 e Ruello Gran Selezione Chianti Classico nelle annate 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023.
Ruello Gran Selezione Chianti Classico è la lettura più territoriale del progetto. Un Sangiovese in purezza che punta sulla trasparenza espressiva, sulla finezza tannica e sulla capacità di tradurre nel calice le caratteristiche dell’annata. Durante la degustazione verticale delle annate dal 2019 al 2023 è emersa una linea stilistica coerente: profondità senza pesantezza, struttura senza eccessi estrattivi, eleganza come filo conduttore.
Masgalano IGT Toscana rappresenta, invece, il volto più contemporaneo dell’azienda. L’unione tra Sangiovese e Merlot genera un profilo dinamico e immediato, pur mantenendo una chiara impronta territoriale. Nelle annate degustate, dal 2021 al 2023, il vino ha evidenziato una progressiva ricerca di precisione e finezza, privilegiando tensione e bevibilità rispetto alla sola concentrazione.
Particolarmente convincente è apparsa l’annata 2021, che in entrambe le etichette ha mostrato un equilibrio centrato tra maturità del frutto, freschezza e definizione aromatica. Una vendemmia capace di esprimere energia e profondità senza rinunciare alla leggibilità del sorso.
Profondità contro superficialità
L’aspetto forse più interessante emerso dalla degustazione è la volontà di costruire un’identità stilistica chiara. In un momento in cui molti vini tendono a uniformarsi, Boschetto Campacci sembra percorrere una strada diversa: mettere il territorio al centro e lasciare che siano le annate a raccontarsi, in modo più autentico, diretto e contemporaneo, capace di avvicinare anche il pubblico più giovane attraverso emozioni, esperienze e semplicità comunicativa.
“Dobbiamo raccontare non solo il vino, ma le persone, i luoghi e le emozioni che ci sono dietro ogni bottiglia”, ha sottolineato Riccardo Cotarella.
Una lettura contemporanea del Chianti Classico fondata su autenticità, tradizione e visione tecnica. Un approccio che conferma come il futuro del vino italiano passi sempre più dalla capacità di valorizzare il territorio attraverso identità, coerenza e qualità produttiva.











