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CAREMA, LA VITE DI MONTAGNA TORNA PROTAGONISTA: DAL 21 AL 27 SETTEMBRE LA 74ª FESTA DELL’UVA E DEL VINO

Una settimana tra cantine storiche, cultura e territorio per raccontare il Nebbiolo di Carema e una viticoltura eroica ancora affidata al lavoro manuale

Redazione

È una delle espressioni più singolari della viticoltura piemontese quella che torna al centro, dal 21 al 27 settembre, della 74ª Festa dell’Uva e del Vino di Carema. Il piccolo borgo alle porte della Valle d’Aosta celebra il proprio patrimonio viticolo con una settimana di appuntamenti dedicati al Carema DOC e alla cultura della vite.

Il paesaggio vitato è parte integrante di questa identità: terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, alte pergole e piloni in pietra disegnano una viticoltura di montagna dove gran parte delle operazioni resta manuale. Dalla legatura dei tralci con rami di salice alla selezione dei grappoli in vigna, la gestione richiede tempi e competenze tramandati nel tempo.

Il programma si apre lunedì 21 settembre con “Carema Prima”, degustazione delle nuove annate della DOC, e prosegue con incontri culturali e il tradizionale concerto del Coro Bajolese. Sabato 26 torna “Andar per Cantine Antiche”, percorso tra le storiche cantine familiari del paese, con degustazioni e prodotti della tradizione.

Domenica 27 settembre l’attenzione si sposta sui vigneti, con l’escursione lungo il Sentiero dei Vigneti, seguita dalla benedizione dei frutti della terra, dal pranzo del viticoltore e dalla premiazione dei migliori grappoli con l’assegnazione del “Grappolo d’oro”.

L’edizione 2026 coincide con la conclusione di una vendemmia particolarmente anticipata e offre così l’occasione per osservare da vicino una viticoltura che, in un contesto di montagna e forte identità paesaggistica, continua a legare il vino alla storia agricola del territorio.

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