Testo e Foto Massimo Antonino Cascone
Quando si parla di Cilento, la mente corre subito alla costa: acque limpide, calette nascoste, borghi affacciati sul mare, una bellezza che ha reso questo territorio celebre nel mondo.
Ma il cuore più autentico del Cilento pulsa nell’interno, tra colline morbide, boschi di castagni e tradizioni che resistono grazie all’impegno di realtà come l’Associazione Cilentomania e le Pro Loco locali, custodi di un patrimonio culturale spesso poco conosciuto.
Il viaggio parte da Rutino, “paese di poeti, eroi e santi”, dove le case in pietra narrano una ruralità ancora viva. Qui l’olio extravergine, il vino e il culto di San Michele sono radici profonde della comunità. Imperdibile la visita alle Cantine Barone, esempio virtuoso di viticoltura moderna che valorizza vitigni autoctoni con tecniche innovative come la criomacerazione, esportando la qualità cilentana in tutta Italia.
Proseguendo verso Lustra si incontra il Castello di Rocca, un balcone naturale che domina la valle sottostante, custode silenzioso di secoli di storia. In questo scenario antico, il Bistrot dei Sanseverino propone una cucina intensa e identitaria: fusilli al ferretto, pane nel forno a legna, cicci maritati (mix di legumi antichi), maialino e oli locali di grande pregio, accompagnati da una cantina ricercata.
Stella Cilento accoglie il viaggiatore all’ombra del Monte Stella, la “montagna sacra” del territorio. I sentieri odorano di erbe selvatiche, mentre il paese custodisce luoghi di grande valore culturale: la Cappella di Sant’Antonio, la chiesa di San Nicola con la statua trecentesca del patrono e la storica Casa della Musica, attiva per oltre un secolo. Qui sopravvive anche l’arte dell’intreccio del salice grazie all’ultimo artigiano locale, Antonio Di Benedetto.

A Sessa Cilento si apre la suggestiva Valle dei Mulini, con 22 antichi mulini risalenti al 1400 che testimoniano l’ingegno agricolo del passato. I grani antichi e le farine prodotte un tempo in questa valle tornano oggi protagonisti nelle cucine più attente del territorio.
Più a sud, Caselle in Pittari celebra proprio questo legame con la terra attraverso il Palio del Grano, la grande festa della mietitura comunitaria, e con il Festival dei Fiori, dedicato da dieci anni all’arte e ai più piccoli. Qui merita una sosta il ristorante Zi Filomena, dove lo chef Mario Pellegrino propone una cucina ricercata stagionale e profondamente territoriale, accompagnata da un’ospitalità sincera e familiare.

Il tour si conclude a Marina di Camerota, regina del litorale cilentano, con baie, grotte e torri saracene che raccontano secoli di storia marittima. Da non perdere il Museo degli Infreschi, dedicato all’ecosistema della baia e alla sua tutela.

Riscoprire l’entroterra significa comprendere il vero volto del Cilento: un territorio dove mare e monti dialogano da sempre, e dove la gastronomia, la natura e le tradizioni formano un intreccio indissolubile. Valorizzare questi borghi “minori” è fondamentale per preservare l’identità più profonda della regione, quella che emoziona e sorprende proprio perché ancora autentica.
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Massimo Antonino CASCONE
Giornalista pubblicista, iscritto all’OdG Campania, è Avvocato Junior. Cofondatore di “KairosTV”, collabora anche con altre Riviste di settore. Esperto di geopolitica e cultore dell’agroalimentare ecosostenibile, partecipa come Relatore a Convegni tematici. Il suo motto ? “È sempre l’occasione giusta per cambiare la realtà”.





















