Testo Giovanna Moldenhauer
Photo @in bianco e nero tratta da Terrae-Jacques Pion, Tenute Leone Alato, G. Moldenhauer
Le Tenute del Leone Alato hanno celebrato nel 2025 due anniversari di grande rilievo per due delle loro proprietà: sia i 10 anni di Costa Arènte, condotti a livello enologico da Riccardo Cotarella, che i 20 anni di Duemani di proprietà del gruppo. Nel corso di un evento a Milano, alla presenza di Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia e Presidente di Leone Alato, e di Igor Boccardo, Amministratore Delegato, è stato presentato, direttamente dalla voce di Cotarella, la nuova annata dell’Amarone della Valpolicella Valpantena 2020 di Costa Arènte, e l’anteprima inedito Costa Toscana Duemani Venti 2020, Cabernet Franc in purezza, dalla voce di Luca D’Attoma, suo fondatore e ispiratore, concepito come nuovo cru dall’alto profilo.
A completare questo percorso di racconto e celebrazione è stato presentato Terræ, volume fotografico realizzato da Jacques Pion, con testi di Lorenzo Carpané. Attraverso un linguaggio che intreccia strumenti analogici e tecnologia digitale, rigorosamente in bianco e nero, l’autore ha saputo interpretare l’anima delle Tenute con uno sguardo capace di esaltare la diversità senza disperderne il significato. L’opera, concepita come un erbario contemporaneo, custodisce metaforicamente l’essenza di ciascuna tenuta, preservandone al tempo stesso la storia.
In tutte le Tenute del gruppo viene praticata un’agricoltura 4.0 nel segno della sostenibilità e biodiversità, a esclusione di Duemani che è biodinamica.

Costa Arènte, fondata nel 1994 è stata acquisita nel 2015 da Genagricola (nome precedente de LeTenute del Leone Alato) con la volontà di produrre un Amarone di qualità superiore che entrasse a pieno titolo fra quelli più blasonati.
La cantina si trova a Grezzana in Valpantena, una delle zone più vocate della Valpolicella. I vigneti si estendono tra i 100 e i 600 metri di altitudine su un naturale balcone collinare, con suoli di marne calcaree a tessitura franco-argillosa, ricchi di microelementi e spesso segnati dalla presenza di fossili. Queste condizioni favoriscono un’acidità elevata, eleganza e notevole capacità di invecchiamento specialmente per l’amarone.
La menzione Valpantena in etichetta diventa la firma di uno stile fresco, profumato e minerale, frutto di una produzione volutamente limitata e condotta con approccio artigianale.
L’Amarone della Valpolicella Valpantena 2020 nasce da uve Corvina, Corvinone e Rondinella raccolte e selezionate manualmente per l’appassimento in fruttaio, che dura almeno tre mesi, con una perdita di peso del 40%. Seguono diraspatura, cernita, breve macerazione a freddo e fermentazione con frequenti rimontaggi. Dopo la malolattica, il vino matura due anni in tonneaux e almeno un anno in botte di rovere di Slavonia, quindi affina in vetro per non meno di dodici mesi.
Cotarella lo ha così definito e commentato «L’Amarone 2020 è l’espressione più autentica della nostra visione: potenza ed eleganza che si fondono in un racconto di territorio, tempo e passione» e prosegue «Nei suoli l’argilla, il limo e il calcare danno la loro impronta».
Nel calice il colore è rubino fitto, non impenetrabile, con riflessi granato percepibili. Al naso emergono note di ciliegia scura e marasca sotto spirito, seguite da note di rosmarino, con un tocco di arancia rossa, di tabacco e spezie di pepe nero, cannella e liquirizia. In bocca è pieno e vellutato, con tannini morbidi, freschezza che garantisce longevità, per poi lasciare la bocca pulita, con un retrogusto tra frutta rossa sotto spirito e balsamicità.

Duemani si trova invece a Riparbella, nel cuore della Provincia di Pisa, incastonata tra il Mar Tirreno e la macchia mediterranea della Costa Toscana. La tenuta, che si estende su 13 ettari totali, è nata nel 2000 abbracciando da subito l’agricoltura biologica e, successivamente, ottenendo la certificazione biodinamica Demeter. Qui, varietà come Cabernet Franc, Syrah, Merlot e Grenache hanno trovato condizioni ideali per sviluppare caratteristiche uniche ed esprimere diversi aspetti del territorio.
Oggi, con una produzione annua di 40.000 bottiglie e 6 etichette, rappresenta un pilastro di eccellenza vitivinicola nella regione, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Attraverso la visione olistica, elemento intrinseco della conduzione biodinamica, Duemani si pone come vettore neutro tra l’energia cosmica e le viti, con il ruolo di facilitare e migliorare la connessione tra questi due elementi, senza eccessive interferenze. Le operazioni in vigna, eseguite principalmente a mano, riflettono un approccio viticolo che è profondamente rispettoso dell’ambiente e delle persone che lo vivono.
Questo impegno si estende anche in cantina, dove la meticolosa attenzione ai dettagli e la ricerca accurata di materiali naturali, come cementi e terrecotte, incarnano una filosofia di vinificazione che valorizza ed esalta le caratteristiche uniche di ogni varietà. Dal 2023, Duemani è parte di Le Tenute del Leone Alato, sottolineando l’impegno del gruppo nella valorizzazione del territorio e nella promozione di pratiche sostenibili, sia in ambito agronomico che gestionale. La conduzione enologica è affidata a Giovanni Casati, con il supporto della consulenza di Luca d’Attoma, enologo di fama e fondatore di questa realtà.

Per celebrare i vent’anni dalla fondazione la tenuta presenta in anteprima Duemani Venti, Cabernet franc in purezza dell’annata 2020. Un vino concepito come interpretazione distinta rispetto al tradizionale Duemani, con una forza più sottile e raffinata. «Venti che trasportano profumi e sapori mediterranei e che racchiudono l’essenza di Duemani» così sostiene Luca D’attoma e ne definisce l’anima. Le uve provengono da una parcella situata nella parte più alta dell’azienda, a circa 350 metri di altitudine, su suoli argillosi e salini con importante scheletro calcareo. I vigneti risentono anche dell’influenza della vicinanza alla costa. Allevati ad alberello con densità fino a 8.000 ceppi per ettaro e rese intorno ai 30 quintali, i vigneti vengono raccolti manualmente e selezionati in piccole cassette. La vinificazione avviene in vasche di cemento con tecnica tradizionale e per infusione, prevedendo lunghe macerazioni e una piccola quota a grappolo intero. Il vino affina per 24 mesi in barriques da 225 litri di rovere francese, seguiti da almeno 12 mesi in bottiglia.

Esordisce con un colore porpora profondo, seguito da un naso complesso con frutta rossa sotto spirito, tante spezie, fiori di campo, erbe mediterranee anche con rosmarino e menta, seguiti da note balsamiche e terrose. In bocca ha potenza ed eleganza, tannini fitti e setosi, freschezza presente a equilibrare, anche una nota sapida. Già pronto, ha una buona lunghezza, un retrogusto di ciliegia sotto spirito e un accenno balsamico. La produzione di questo nuovo vino di Duemani è limitata a 1.733 bottiglie da 0,75 litri e sarà presentato ufficialmente in occasione di Vinitaly 2026.
(In copertina, Duemani Venti 20 @ G. Moldenhauer)
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