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DA MONTALCINO ALLA BORGOGNA, I GRANDI ROSSI A VINI D’ABBAZIA

La masterclass condotta da Roberto Cipresso ha proposto un confronto tra vini di abbazie e territori di storica vocazione vitivinicola.

Testo Giovanna MOLDENHAUER

Photo @Vini d’Abbazia

La quinta edizione di Vini d’Abbazia si è tenuta presso l’Abbazia di Fossanova, complesso monastico tra i più significativi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia, edificato tra il XII e il XIII secolo sui resti di un antico monastero benedettino. Abbiamo partecipato alla masterclass “I grandi rossi” condotta dall’enologo Roberto Cipresso. E’ stato un viaggio sensoriale e spirituale tra diverse espressioni di vini rossi provenienti sia da abbazie che da territori di grande vocazione vitivinicola.

Riccardo Cipresso@Aldo Festevole

Partecipare a questa masterclass “I Grandi Rossi” ha significato fare un viaggio attraverso alcune delle più affascinanti espressioni del vino rosso italiano e internazionale.

Dai territori del Brunello di Montalcino all’Umbria, dal Lazio alla Toscana sino alla Borgogna, la masterclass ha proposto un itinerario tra Sangiovese, Pinot Noir, Sagrantino, Nero Buono, Cesanese, raccontando il vino come memoria, cultura e interpretazione del paesaggio.

L’enologo ci ha dedicato un suo ampio virgolettato. “L’incontro dedicato ai vini delle abbazie, ospitato nella suggestiva cornice della Badia di Fossanova, è stato molto più di una degustazione: è stato un viaggio nella memoria dell’umanità attraverso il vino. Abbiamo ripercorso una storia che affonda le proprie radici nei monasteri del Caucaso, tra Georgia e Armenia, dove la vite e il vino hanno trovato alcune delle loro più antiche espressioni, per arrivare alle abbazie europee, autentici custodi del sapere agricolo e culturale del Medioevo.

Riccardo Cipresso@Aldo Festevole

Da lì il racconto si è spinto fino alla California, dove le missioni francescane diffusero non soltanto la fede, ma anche la cultura della vite, dando origine a un patrimonio che ancora oggi vive nei grandi vini della costa occidentale americana e si intreccia con la storia dello Zinfandel e del nostro antico Primitivo.

Il vino, in questo percorso, si è rivelato ciò che è sempre stato: non un semplice prodotto della terra, ma uno straordinario strumento di civiltà. Un linguaggio capace di attraversare i secoli, di accompagnare le conquiste, di costruire comunità, di unire il potere spirituale e quello temporale. Quando Roma diventò Caput Mundi, fu anche Caput Vini: la vite rappresentava un messaggio di stabilità, di pace e di futuro, perché nessuno pianta una vigna se non crede nel domani. È questo il significato più profondo che dovremmo restituire al vino. Non soltanto il piacere del calice, ma la sua capacità di evocare storia, cultura, identità e bellezza. Ogni bottiglia è il risultato di un racconto che attraversa i secoli e che continua a parlare all’uomo contemporaneo.
Per questo considero la giornata di Fossanova e la masterclass un’esperienza preziosa. Mi auguro che occasioni come questa possano moltiplicarsi, perché il vino dà il meglio di sé quando esce dai soli confini della degustazione e torna a essere ciò che è sempre stato: un grande patrimonio culturale dell’umanità. Se sarà per continuare a raccontare questa storia, sarò sempre felice di offrire il mio contributo”. Vi proponiamo di seguito sei delle otto etichette proposte nella masterclass evidenziando di volta in volta le loro connessioni all’evento Vini d’Abbazia.

La degustazione dei vini

Domaine Dominique Gruhier – Bourgogne Epineuil Cuvée Juliette 2023 – Realizzato per l’Abbaye du Petit Quincy, monastero cistercense del 1212, da solo Pinot noir, vinificato in barrique 30% nuove, ha un naso che spazia da piccola frutta rossa a erbe tra cui menta, spezie, note floreali e tostate.Al palato ha tannini fini, freschezza, in un assaggio generoso, equilibrato, persistente.

Badia A Passignano – Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2022 – La Badia ha con la famiglia Antinori un sodalizio storico e produttivo. Nelle sue antiche cantine gli Antinori producono il vino omonimo. Da uve Sangiovese, acini selezionati, a cui segue un’attenta vinificazione tradizionale, prima di maturare in legni di rovere francese e in piccola parte ungherese per alcuni mesi, poi dopo l’imbottigliamento riposa in bottiglia. Al naso ha note di ciliegia marasca e ribes, delicate sensazioni floreali di rosa canina, un tocco di arancia sanguinella, sfumature di lavanda, poi sottili richiami di miele di castagno. Al palato è avvolgente, con tannini dolci, un’ottima freschezza, sapidità, con un finale lungo, persistente.

Arnaldo Caprai – Montefalco Sagrantino Docg Collepiano 2021 – La cantina umbra partecipa all’evento Vini d’Abbazia sia perché il Sagrantino era tradizionalmente un vino passito da messa, oltre a essere prodotto dai frati francescani per le festività religiose. Da solo Sagrantino, in cantina matura in barrique per 22 mesi, seguiti da almeno altri 6 di bottiglia. Al naso ha note di confettura di mora, pepe, chiodo di garofano e vaniglia, seguiti da una nota balsamica e un tocco finale di arancio. Al palato è potente e allo stesso tempo elegante, con tannini ancora esuberanti, freschezza, una decisa lunghezza.

Marco Carpineti – Lazio Igt Rosso Apolide 2019- La connessione tra questa cantina e l’evento di Fossanova risiede invece nella forte valorizzazione della tradizione enologica monastica e dei vitigni autoctoni del Lazio. Questo vino è ottenuto da viti vecchie dell’autoctono chiamato Nero Buono di Cori, le cui uve sono provenienti da un appezzamento con forte presenza di tufo vulcanico. In cantina affina tra acciaio e legno in modo da preservare freschezza e aggiungere complessità. Al naso spazia da note floreali a macchia mediterranea, poi vira su sentori fruttati di ciliegia sotto spirito, seguito da spezie dolci e ricordi di arancia sanguinella. Al palato ha una trama tannica vellutata, freschezza a equilibrare e a conferire longevità, eleganza, una lunga persistenza.

Giovanni Terenzi – Cesanese del Piglio Docg Superiore Riserva 2022 Vajoscuro – Il Cesanese d’Affile di questa etichetta è un vitigno autoctono le cui radici storiche sono fortemente legate al territorio e alle tradizioni monastiche della Ciociaria. Il vino ottenuto da questo autoctono in cantina è vinificato in acciaio. per poi maturare 12 mesi in tonneaux di rovere francese, della capacità 350 litri, poi resta per 12 mesi in bottiglia. Al naso ha sentori di violetta, aromi di frutti a bacca rossa tipici del vitigno tra cui la ciliegia, interessanti note speziate acquisite dalla permanenza in piccole botti di rovere tra cui pepe bianco. Al palato ha corpo, tannini morbidi e avvolgenti, freschezza, è intenso persistente.

Abbadia Ardenga – Brunello di Montalcino Docg 2021 Vigna Piaggia – L’Abbadia è un’antica tenuta e cantina di Torrenieri a Montalcino, nata proprio sui resti di un monastero benedettino dell’XI secolo fondato dalla famiglia Ardengheschi. Da solo Sangiovese, proveniente dalla vigna omonima con una resa in vendemmia di 50 quintali a ettaro, in cantina matura per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia per 24 mesi, poi per altri 4 in bottiglia. Il naso è intenso di frutta rossa, frutti di bosco, un tocco di arancia rossa, una leggera speziatura, seguiti da balsamicità. Al palato è di corpo, con tannini setosi, equilibrati da freschezza, armonico, intenso, con un finale lungo.

(In copertina, Abbazia di Fossanova@Vini d’Abbazia)

Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

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