a cura di Redazione
crediti foto@G. Cataldo
Un modello di promozione integrata
Non una semplice visita istituzionale, ma un’esperienza di conoscenza del territorio costruita attorno ai temi dello scambio culturale, dell’enogastronomia e dell’accoglienza. Il soggiorno nel Salernitano dell’ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Fausto Lozano Valencia, coordinato dal giornalista e divulgatore enogastronomico Gaetano Cataldo, fondatore di Identità Mediterranea, ha offerto un’importante occasione per mostrare come il Cilento possa proporsi quale destinazione internazionale capace di coniugare patrimonio culturale, produzioni di qualità e ospitalità diffusa.

Un itinerario che ha coinvolto imprese, istituzioni, operatori della ristorazione e del vino, dimostrando come la collaborazione tra pubblico e privato possa trasformarsi in uno strumento concreto di promozione territoriale.
Al termine del viaggio, le parole dell’Ambasciatore hanno restituito con efficacia il valore dell’esperienza vissuta. «Non ero mai stato in Cilento. Mi sono sentito a casa», ha dichiarato, sottolineando la straordinaria accoglienza ricevuta e individuando nella filoxenia, l’antico valore greco dell’ospitalità verso lo straniero, uno degli elementi più autentici dell’identità cilentana.

Accanto alla scoperta della Dieta Mediterranea, della mozzarella di bufala, della colatura di alici, della pizza, dei vini e delle eccellenze agroalimentari locali, Lozano Valencia ha evidenziato la capacità di questo territorio di mettere al centro le persone, la convivialità e il dialogo tra culture, riconoscendo nel Cilento e nel Messico una comune vocazione all’inclusione e alla condivisione. Il percorso ha inoltre confermato la forza di un territorio che riesce a presentarsi come sistema.


Dai vigneti alle aziende bufaline, dalla ristorazione d’autore ai piccoli produttori, fino ai borghi affacciati sul Tirreno, il Cilento ha mostrato una filiera capace di raccontare autenticità, sostenibilità e biodiversità.
Un patrimonio che va ben oltre il turismo balneare e che rappresenta una leva strategica per la destagionalizzazione dei flussi turistici, grazie a un’offerta che integra paesaggio, cultura, archeologia, enoturismo ed esperienze gastronomiche durante tutto l’anno.
In questo contesto, il vino diventa ambasciatore del territorio, contribuendo a costruire relazioni internazionali e nuove opportunità di sviluppo economico.
La visita si è conclusa lasciando sul tavolo prospettive concrete di collaborazione culturale e istituzionale, anche attraverso possibili sinergie tra l‘Istituto di Cultura del Messico e il Parco Archeologico di Paestum e Velia.
Un risultato che conferma come la diplomazia culturale possa trovare nel vino e nell’agroalimentare strumenti efficaci di dialogo tra i popoli.
Per il Cilento, il messaggio è chiaro: investire nella qualità dell’accoglienza, nella valorizzazione delle produzioni identitarie e nella costruzione di reti tra imprese e istituzioni significa rafforzare un modello di sviluppo capace di attrarre un turismo internazionale consapevole, interessato non soltanto ai luoghi, ma alle storie, alle comunità e alle eccellenze che li rendono unici.















