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FIUME BELICE E DUNE SABBIOSE A PERDITA D’OCCHIO: LO SLOW TOURISM CHE SEDUCE

In uno dei litorali sabbiosi più importanti dell’Isola siciliana, la Riserva naturale Foce del fiume Belice è una sorprendente alternativa al turismo di massa, da vivere in modalità slow tutto l’anno, tra storia, natura ed eccellenze enogastronomiche.

Foto e testo di Alessandro De Bartolomeo

Una Riserva tra due Aree Archeologiche testimoni di storia millenaria

Lasciarsi ammaliare dal suono della risacca marina al tramonto, in un pomeriggio d’estate al tramonto, dopo un tuffo rigenerante in acque cristalline e con la brezza che rinfranca anima e corpo dalla calura del giorno.

Quanti non hanno avuto almeno una volta questa immagine balenarsi nella mente, soprattutto durante i giorni della canicola estiva? E quanti non hanno desiderato almeno una volta godersi in silenzio una natura selvaggia, rotto dal solo suono del vento che soffia tra le cime degli alberi, od ancora perdersi  tra i colori della natura che si risveglia in primavera, all’alba o al crepuscolo quando il sole illumina con colori vividi l’intero paesaggio?

La Riserva vista dall’alto:@Ph.Alessandro De Bartolomeo

C’è un luogo dell’anima capace di dare queste sensazioni: è la Riserva naturale del Fiume Belice, Oasi  naturalistica della West Coast siciliana, in provincia di Trapani, istituita nel 1984.

Sita in un territorio ad alta vocazione storica tra il Parco Archeologico di Selinunte e quello della Valle dei Templi di Agrigento, distante poco più di un’ora di viaggio da questi posti. Un’oasi naturalistica lontana dal turismo delle masse e da poter visitare tutto l’anno.

 

Un fiume che nomina l’intera valle, tra Aironi e Caretta Caretta

Il Belice, corso d’acqua tra i più importanti dell’Isola, trova nella Riserva il suo sbocco finale snodandosi tra canneti e vegetazione fluviale, un fiume che da il nome anche a tutta la vallata circostante. Un fiume che però non è balneabile cosi come la foce.

Tra le sue anse durante vari periodi dell’anno, trovano riparo alcune specie di volatili come il Fratino o la Gallinella d’acqua. Durante le stagioni migratorie non è raro imbattersi anche in alcuni Aironi intenti  a riposarsi. La spiaggia può essere invece sede dei nidi delle tartarughe Caretta Caretta, mentre tra le dune lucertole e coleotteri vi trovano spazi di vita.

La foce del fiume Belice:@Ph. Alessandro De Bartolomeo

Le condizioni ambientali e climatiche della zona hanno consentito ad alcune specie vegetali di poter adattarsi: Gigli di mare, Canne, Ravastrelli,  il raro fiordaliso delle spiagge assieme a Palme Nane e alberi di Pino, sono presenti in altre aree della stessa aera. Un patrimonio di biodiversità tutelato e tipico che fa  di questa Riserva una delle più importanti tra quelle presenti in Sicilia Occidentale. 

 

Memorie dal passato da viversi in modo slow immersi nel verde e nel silenzio

D’estate le acque del Canale di Sicilia che la bagnano possono rappresentare una valida alternativa alle spiagge super affollate del turismo di massa. Qui è possibile farsi il bagno su un arenile sabbioso che arriva fino al promontorio  di Porto Palo di Menfi, uno dei più lunghi della Sicilia. Lontani dalla folla ed immersi nella natura tra la Pineta ed il mare.

Il ponte in ferro sul Fiume Belice@Ph. Alessandro De Bartolomeo

Poco distante, la Riserva offre  anche i resti della vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava Castelvetrano a Sciacca, ormai chiusa da anni con il ponte di ferro che attraversa il fiume Belice, uno dei punti più iconici del sito, testimone silenzioso di un’epoca ormai morta. Una delle esperienze consigliate è quella da farsi nelle giornate di pioggia autunnali o invernali magari quando cade una leggera pioggia con il cielo plumbeo, camminando nella natura lungo gli antichi binari ormai privi di vita: vi sembrerà, forse, per un momento,  una sorta di viaggio indietro nel tempo sul filo dei ricordi: quasi a poter sentire ancora,  il suono dei treni che passavano lungo queste rotaie abbandonate con il loro carico di storie.

Una Riserva naturalistica integrata in territorio ricco di storia e di eccellenze enogastronomiche

Una Riserva naturalistica che strizza l’occhio anche ad altri aspetti ad essa strettamente collegati, un territorio che sa di sale e mare, natura e Storia. Da non tralasciare nella vicina frazione di Marinella, porta d’ingresso della Riserva, la visita al sito Archeologico di Selinunte per gli amanti della Storia, magari non prima di avere assaporato le prelibatezze enogastronomiche locali che parlano di pesce azzurro, olio d’oliva (siamo nelle terre della Nocellara del Belice Dop) formaggi (con la famosa Vastedda del Belice) ma anche del pane nero e dei vini autoctoni,

Menfi è poco distante da questi posti con le sue produzioni vinicole d’eccellenza celebrate ogni anno anche da un festival che si tiene ad Ottobre chiamato Inycon e dalla sua spiaggia di sabbia Bandiera Blu.

Ma questa è un’altra storia.

(In copertina, alcune dune di sabbia della Riserva@Ph. Alessandro De Bartolomeo)

@Riproduzione riservata

 


 

Alessandro DE BARTOLOMEO

Giornalista, iscritto all’OdG Sicilia, scrive di cultura, arte, bellezze, ambiente, cibo, eventi e manifestazioni della sua provincia Trapani e dintorni, Palermo e Agrigento. Ha un grande talento fotografico che esprime con foto scattate con la sua reflex semiprofessionale, per cui ha ricevuto importanti riconoscimenti in mostre personali e collettive.
Laureato in Scienze Politiche indirizzo Sociale, con Master post-universitario in Sistemi di Gestione Qualità, è titolare di uno studio/laboratorio di consulenze e servizi alle imprese settore FOOD, esami di laboratorio per il controllo igienico-sanitario e analisi su acque, vini, alimenti e aria.

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