A Settembre l’estate scivola via, senza fare rumore. In Giappone l’autunno non arriva tutto insieme. Comincia molto più a nord, sulle montagne di Hokkaidō, quando l’estate è appena un ricordo, e scende lentamente verso sud. Prima le quote più alte, poi le vallate, infine le città.
Le foglie cambiano colore una dopo l’altra, come se l’autunno attraversasse il Paese in punta di piedi, a passo lento. È una stagione in movimento: per incontrarla nel momento giusto bisogna, in qualche modo, inseguirla.

Il fenomeno ha un nome preciso, kōyō: il cambiamento di colore delle foglie. Ed è uno degli spettacoli naturali più attesi dell’anno, secondo solo, forse, alla fioritura dei ciliegi. Da fine settembre ai primi di dicembre, con variazioni importanti da una regione all’altra, il paesaggio giapponese cambia volto. L’acero accende boschi e pendii di rosso, il ginkgo disegna strade e parchi di giallo, mentre arancio, rame e oro si mescolano nei giardini e intorno ai templi.
Il viaggio comincia a nord
Le prime foglie cambiano colore nell’Hokkaidō settentrionale e nelle aree montane. È qui che l’autunno si manifesta per primo, tra boschi, laghi e grandi paesaggi aperti. Poi il fronte dei colori prosegue verso Tōhoku, raggiunge le Alpi giapponesi e il centro dell’isola di Honshū.

È un Giappone forse meno conosciuto, fatto di strade panoramiche, vallate, piccoli centri termali e paesaggi in cui la natura ha ancora il sopravvento. Una dimensione ideale per chi vuole vivere il foliage lontano dalle mete più affollate.
Scendendo verso sud, la stagione cambia ritmo. A Tokyo il rosso e l’oro entrano nei grandi parchi e nei viali cittadini; a Kyoto trovano la cornice perfetta di templi, giardini e antichi quartieri. Qui il foliage assume una qualità quasi teatrale: la natura non fa da sfondo all’architettura, ma dialoga con essa.
Poi entrano in scena i templi. Non soltanto Kyoto
A Tokyo l’autunno si riflette nei grandi parchi, nei viali e nei giardini. Il ginkgo, con il suo giallo luminoso, diventa quasi un elemento architettonico. A Kyoto, invece, il colore si appoggia sui tetti dei templi, segue i sentieri dei giardini, incornicia pagode e stagni.

È qui che il kōyō diventa qualcosa di più di un fenomeno naturale. Il paesaggio sembra costruito per accoglierlo, ma è il colore a trasformare ogni anno la scena. Gli stessi luoghi, fotografati in primavera o in autunno, raccontano due Paesi diversi.
E Kyoto, per quanto iconica, non è che una tappa. Si può seguire la stagione verso Kanazawa e le regioni del nord, cercare il rosso degli aceri tra i laghi e le montagne, oppure arrivare fino a Hiroshima, Shikoku e Kyūshū, dove i colori compaiono più tardi. Le previsioni annuali aiutano a orientarsi, ma non sono un calendario immutabile: temperatura e condizioni meteorologiche possono anticipare o ritardare il momento migliore.
Inseguire, non aspettare
Le previsioni del foliage sono preziose, ma non vanno lette come un orario ferroviario. Indicano una tendenza, non una certezza. Una variazione di temperatura può cambiare il momento del picco di qualche giorno e trasformare completamente un paesaggio.
Per questo l’autunno giapponese chiede un modo particolare di viaggiare: meno rigidità, più attenzione. Si parte magari per Kyoto e si finisce a Nikko; si cambia programma per seguire una montagna già accesa di rosso; si scende dal treno prima del previsto perché, oltre il finestrino, è comparso il paesaggio che si stava cercando.
Il foliage non è uno spettacolo da prenotare, ma qualcosa da rincorrere. Un rosso che compare sulle montagne, scivola nelle vallate, entra nei giardini e, giorno dopo giorno, trasforma il paesaggio.
Finché, quasi senza accorgersene …. ci si ritrova dolcemente dentro l’autunno.

BOX – INSEGUIRE IL FOLIAGE: ITINERARI E CLIMA
Il momento migliore per ammirare l’autunno giapponese cambia da nord a sud e dalle montagne alle città. In Hokkaidō, dove il foliage esordisce generalmente per primo, le quote più elevate possono tingersi già tra fine settembre e inizio ottobre; più avanti, il colore raggiunge vallate, parchi e centri urbani. Temperature e condizioni meteorologiche possono però modificare ogni anno le tempistiche: meglio considerare le previsioni del foliage come una guida, non come un calendario.
Quattro tappe da non perdere in Hokkaidō
Daisetsuzan National Park
È tra i primi luoghi dell’arcipelago a vestirsi d’autunno. Le pendici del monte Asahidake offrono alcuni dei panorami più spettacolari per osservare il cambio di stagione, soprattutto per chi ama camminare.
Blue Pond, Biei
Un piccolo lago dalle acque di un azzurro quasi irreale, incorniciato in autunno dal giallo e dall’oro della vegetazione. Un contrasto cromatico sorprendente, particolarmente suggestivo nelle giornate limpide.
Jozankei
A poca distanza da Sapporo, questa località termale permette di unire foliage e relax. Il modo più piacevole per concludere una giornata tra i colori? Un bagno caldo in un onsen, immersi nel paesaggio autunnale.
Passo Mikuni
Una delle strade panoramiche più alte di Hokkaidō. Dall’alto, le foreste si aprono in un grande mosaico di rossi, aranci e gialli: una tappa ideale per chi vuole vedere l’autunno dall’alto e attraversare il paesaggio in automobile.
Per approfondire
Per una panoramica su periodi, temperature, itinerari e principali destinazioni del foliage, consulta la guida di Japan Specialist: Guida definitiva all’autunno in Giappone.











