di Giovanna Moldenhauer

Cesarini Sforza – 1673 Trentodoc Millesimato 2020 – La gamma dei Trentodoc riveste un ruolo di primo piano per la casa spumantistica trentina, a oggi costituita dalle etichette Riserva, Rosé e Noir Nature, ora arricchita dal nuovo 1673 Millesimato.
Ottenuto dall’attenta selezione delle migliori uve Chardonnay e Pinot Nero coltivate nella Valle di Cembra, è di tipologia Brut, unica referenza della linea dove lo Chardonnay dona carica aromatica e finezza, il Pinot Nero corpo e struttura. Dopo la raccolta manuale delle uve, in cantina avviene la successiva pressatura soffice delle uve, la fermentazione a temperatura controllata in acciaio, a cui segue un affinamento sulla feccia nobile per oltre 7 mesi.
Successivamente avviene la rifermentazione in bottiglia. Dopo il tiraggio e la presa di spuma lo spumante riposa in bottiglia per 36 mesi sui propri lieviti. Il rabbocco alla sboccatura avviene con una piccola quantità di liqueur. Nel calice dopo un colore giallo paglierino tenue, impreziosito da delicati riflessi ramati e da un perlage fine, ha al naso note fruttate e fragranti tipiche dello Chardonnay, con sentori di mela golden e pesca bianca, preludio a quelli complessi e avvolgenti del Pinot Nero, seguite da sensazioni calde e setose di piccoli frutti maturi. A chiudere si percepiscono delicate note di crosta di pane. 1673 Millesimato è all’assaggio complesso e strutturato, con un finale elegante e armonico, supportato da una piacevole acidità che eleva la lunghezza del sorso.

Montina – Franciacorta Rosé Docg Extra Brut – La famiglia Bozza – fortemente radicata nel comune di Monticelli Brusati dal 1400 – con il nuovo logo vuole rappresentare la sua evoluzione verso le sfide della contemporaneità, comunque nel rispetto dei valori delle generazioni precedenti.
L’identità visiva, raffigurata dal ritorno della tiara papale e dai leoni simbolo di Brescia, determina il legame profondo con il territorio che ha dato origine a tutta la storia aziendale.
Abbiamo scelto dalla sua gamma questo Franciacorta ottenuto soprattutto da uve di Pinot Nero per 85%, con 15% di Chardonnay. La vendemmia è rigorosamente manuale, con una selezione delle uve, ripetuta poi tramite cernita all’arrivo in cantina. L’uva viene pressata delicatamente con presse pneumatiche a polmone con spremitura soffice e separazione del mosto fiore.
La prima fermentazione alcolica avviene in serbatoi di acciaio inox con controllo costante della temperatura. Il 15% dello Chardonnay affina in legno, fino alla primavera successiva alla vendemmia, quando avviene il tiraggio e l’imbottigliamento per la seconda fermentazione in bottiglia con successivo affinamento sui lieviti per 32 mesi. Alla sboccatura ha un residuo zuccherino di 3,5 grammi/litro. Dopo un colore rosa, dai riflessi ramati e una spuma soffice e abbondante, ha al naso un bouquet aromatico complesso con note di frutti di bosco come fragoline e lamponi, accompagnate da agrumi, poi fiori bianchi e un leggero accenno di crosta di pane. Al palato è secco, fresco, cremoso, ben bilanciato, per poi avere un finale lungo con un retrogusto di piccoli frutti rossi e agrumi.
Cà di Rajo – Iconema Tai Piave Doc 2020 – La cantina di San Polo di Piave, in provincia di Treviso, guidata dalla famiglia Cecchetto, produce dal 2018 un grande bianco in limited edition.
Quest’etichetta è ottenuta da viti centenarie, dato che l’impianto risale ai primi anni del ‘900, ancora a piede franco, coltivate con un antico metodo di allevamento della vite, chiamato Bellussera. Questa forma di coltivazione della vite è stata messa a punto alla fine dell’800 dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave.
Sviluppatasi principalmente in Veneto, questo sistema di allevamento è oggi in via di estinzione a causa dei suoi alti costi di mantenimento, dato che prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi. Dalla potatura alla vendemmia, tutto viene fatto a mano, sopra a un pianale rialzato. Le uve di Tai vendemmiate a mano sono poste ad appassire su graticci per almeno 25 giorni, poi in cantina il 30/40% del mosto fermenta in tonneaux, seguito da un bâtonnage di circa 8 mesi in acciaio.
Nel calice è di un colore giallo dorato brillante. Al naso ha profumi complessi che spaziano da pesca gialla matura e albicocca disidratata, seguiti da note di zafferano con altre spezie dolci, per poi a chiudere dare sensazioni di pietra focaia. All’assaggio ha struttura, è secco, dotato di una buona acidità e sapidità. Grande struttura con un’ottima persistenza aromatica. Finale ricco e sapido che ricorda le note aromatiche percepite al naso.
Cantina Bozen – TAL Cuvée Bianco Alto Adige Doc 2021 – Cantina Bozen, realtà con radici profonde che risalgono al 1908, ha con le sue 115 vendemmie, fatto negli ultimi decenni significativi cambiamenti agronomici, enologici e dal 2018 anche strutturali, dato l’inaugurazione della sua nuova sede produttiva all’avanguardia per la disposizione delle diverse aree della cantina dal ricevimento uve all’area della vinificazione, dalla bottaia al confezionamento. Recentemente ha presentato la seconda annata di TAL 1930, due vini di altissima qualità realizzati sia nella versione bianco che vi proponiamo qui, oltre alla cuvée rossa.

Un progetto che ha avuto origine molti anni fa è frutto di un’incessante attività di sperimentazione da parte di viticoltori e del team di cantina che, con tanta pazienza e passione, ha trasformato le migliori uve in una straordinaria esperienza gustativa. Il nuovo millesimo bianco è composto da 80 % Chardonnay, 10 % Sauvignon, 10 % Pinot Grigio. I grappoli sono stati selezionati, dopo un attento esame, da viti di fino 30 anni d’età e oltre, cresciute nei migliori siti dei pendii porfirici da Bolzano al Renon, tra 400 e 700 metri d’altitudine, secondo la filosofia dell’enologo Stephan Filippi. All’arrivo in cantina delle uve, dopo una rigorosa cernita, il vino matura per 12 mesi in barrique di rovere francese. Segue un affinamento di 14 mesi in acciaio per raggiungere l’equilibrio della cuvée. Nel calice si presenta di un colore paglierino intenso dai riflessi dorati. Il naso intenso passa dalla frutta esotica di mango, ananas, melone, da note agrumate di pompelmo rosa e lime, seguite da mela, pera, litchi, poi da sensazioni floreali di sambuco e gelsomino, con lievi nuance di zucchero caramellato. Al palato è fresco, glicerico, sapido, avvolgente, in armonico equilibrio. Già lungo con un retrogusto giocato di frutta esotica, sugli agrumi.

San Leonardo – San Leonardo Vigneti delle Dolomiti Rosso Igt 2019 – Era il 1982 quando il Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga mise a punto un’innovativa tecnica di vinificazione dando vita a quello che sarebbe diventato uno dei più noti tagli bordolesi italiani. Decise di parcellizzare i terreni della tenuta, vinificare e affinare separatamente in barrique ogni varietà per mantenerne inalterato il loro carattere.
Solo prima dell’imbottigliamento assemblò i vini che poi diedero vita al San Leonardo. Ottenuto da Cabernet Sauvignon, Carmenère, Merlot vede in cantina una fermentazione spontanea e macerazione per 12-15 giorni in piccole vasche di cemento con svariati rimontaggi giornalieri e sporadici délestage.
Dopo la svinatura avviene la malolattica nelle medesime vasche dove il vino rimane in decantazione per alcuni mesi. Segue l’affinamento di 24 mesi per il 70% in barriques e 30% in tonneaux di rovere francese a media tostatura di primo, secondo e terzo passaggio, a cui segue l’assemblaggio finale. Il vino viene infine imbottigliato e rimane per almeno 24 mesi nelle cantine. Dopo un colore rosso rubino intenso, con riflessi granato, ha un naso seducente per complessità olfattiva dai sentori di frutti di bosco, note balsamiche, sottobosco, tabacco ed erbe aromatiche. All’assaggio ha una perfetta rispondenza gusto-olfattiva, tannini raffinati, equilibrati da freschezza, grande equilibrio e profondità. Il finale è di grande persistenza.

Tenute Tomasella – Bastìe Rosso Merlot Friuli Grave Doc 2016 – A Mansué, in provincia di Treviso, ma di fatto in un territorio a cavallo tra la Doc Friuli e la Prosecco DOC Treviso, si trova Tenute Tomasella, azienda vinicola che ha fatto dell’amore per la terra la sua ragion d’essere. Estesa su 50 ettari vitati, di cui 10 in Friuli e 40 in Veneto, la cantina si trova in una terra di confine, dove, però, le singole peculiarità non creano divisioni, ma portano ricchezze, riconoscibili a ogni sorso nelle sfumature dei sapori e dei profumi dei vini che qui prendono vita.
Dalla gamma abbiamo scelto Bastìe Rosso, ottenuto da vigneti di Merlot della Doc Friuli, dalla bottiglia importante all’impatto visivo. Le uve vengono selezionate manualmente da vigneti con una bassa resa di 6000 Kg per ettaro. La vinificazione in rosso avviene con una prolungata macerazione sulle bucce a temperatura controllata, seguita dall’affinamento di 11 mesi in barriques di rovere di primo e secondo passaggio, con 6 mesi in acciaio e ulteriori 3 anni di affinamento in bottiglia, il risultato è un vino complesso e strutturato, capace di esprimere al meglio le caratteristiche dell’uva e del territorio di provenienza.
Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al granato. Al naso si distinguono profumi intensi di frutti rossi come ribes, lampone, amarena e prugna, poi note più eleganti di erbe aromatiche secche, spezie e tostature. Al palato è corposo e generoso, vellutato, con un finale persistente dai tannini sapidi.

Bindella – Dolce Sinfonia Occhio di Pernice Vin Santo di Montepulciano Doc 2018 – Nel 1983 Rudi Bindella acquista una piccola proprietà Vallocaia, nella zona di Argiano, sita nel cuore storico della produzione vitivinicola di Montepulciano. Comprendeva allora un rudere e due ettari e mezzo di vigneti. Nel corso degli anni la proprietà si è ampliata sino a 175 ettari, di cui 54 sono coltivati a vite, oltre a oliveti e boschi limitrofi ai vigneti per diversificare le produzioni e aumentare la biodiversità.
Ora dopo aver celebrato il 40° anniversario di Bindella, con la sua Tenuta Vallocaia, da quattro generazioni tra le eccellenze vitivinicole di Montepulciano, è stata studiata una nuova veste per i suoi vini che va di pari passo con la moderna cantina, aperta al pubblico nel settembre del 2021, con una sempre maggiore proiezione internazionale del marchio.
Dalla gamma abbiamo scelto Dolce Sinfonia Occhio di Pernice, una produzione limitata da 2000 a 2600 per anno, realizzato peraltro solo nelle annate migliori ottenuto da 80% Trebbiano, 20% Malvasia bianca lunga. Dopo l’appassimento delle uve, nel mese di gennaio seguente la vendemmia, viene eseguita la vinificazione per poi metterlo a maturare in caratelli nuovi di rovere francese da 50 litri per almeno 3 anni e in bottiglia per un altro anno. Dopo un colore ambrato, ha un naso complesso con aromi tra i quali si riconoscono nettamente sentori di albicocca, pesca, fico, dattero, seguito da graminacee secche. All’assaggio è consistente, dolce, è sapido, fresco, armonico e decisamente persistente.
Cascina Castlèt – Aviè Moscato Passito Doc 2022 – I trenta ettari di terra di questa realtà, sita a Costigliole d’Asti, racchiudono un sogno diventato progetto, strettamente connesso con la terra, le viti e l’uva, il cuore e le idee di Mariuccia Borio. Per l’ambiente circostante Cascina Castlèt si avvale del lavoro quotidiano degli uccelli che aiutano a controllare il numero di insetti che causano danni alla vite, peraltro monitorati da 2 ornitologi specializzati, Enrico Caprio e Mario Cozzo. Per quanto riguarda la cantina ha la zona vinificazione dotata di una moderna attrezzatura. L’affinamento dei vini invece avviene tra la vecchia cantina, situata nella parte aziendale più storica, interrata, con le grandi botti in rovere da 34 ettolitri e in una cantina più nuova con il nuovo locale di affinamento, le barrique e i tonneaux.

Travel & Wine Magazine ne aveva già parlato l’1 di febbraio 2023 : CASCINA CASTLET, MARIUCCIA BORIO: DI TERRA, DI ROSE E DI LEGGIADRA CAPARBIETA’
Noi dalla gamma produttiva abbiamo scelto un vino ottenuto da Moscato bianco del Piemonte, coltivato su terreni collinari ben esposti. I grappoli raccolti a mano con una selezione, vengono adagiati in piccole cassette e sottoposti immediatamente ad appassimento in appositi locali condizionati e ventilati. La durata dell’appassimento varia di anno in anno essendo legata alle condizioni meteorologiche. Con la pigiatura e la pressatura soffice si ottiene un mosto ricco e denso che viene fatto fermentare in barriques di Allier nuove dove rimane per oltre otto mesi.
La lunga permanenza sulle fecce e i frequenti bâtonages contribuiscono alla esaltazione della sua tipicità. Dopo un colore giallo paglierino intenso, ha al naso sentori fragranti, toni aromatici di frutta matura, albicocche secche, erbe aromatiche, poi banana, miele e fiori gialli a chiudere. All’assaggio è caldo, con una delicata intonazione dolce, unita a una gradevole freschezza acida, poi ha armonia , una lunga persistenza aromatica dalle sensazioni vellutate e grande opulenza.












