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NAPOLI, SPERIMENTAZIONE E TERRITORIO: NASCE LA PRIMA “CARTA DELLE SFOGLIATELLE”

SfogliateLab e Cantina Tizzano presentano la prima “Carta delle Sfogliatelle” : il dolce simbolo di Napoli diventa esperienza gastronomica completa

a cura di Redazione

Nella storia della pasticceria italiana, la sfogliatella occupa un posto singolare: nata nei conventi campani tra Seicento e Settecento, trasformata poi in icona urbana a Napoli, è diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della cultura gastronomica partenopea.

Croccante o frolla, ripiena di ricotta, semolino e aromi, la sfogliatella ha accompagnato generazioni di consumatori nel rito quotidiano del caffè, restando a lungo confinata alla dimensione del consumo veloce.

sfogliatelle classiche napoletane@davidexyz

Negli ultimi anni, tuttavia, questo prodotto ha iniziato a uscire dai suoi confini tradizionali.

Tra i protagonisti di questa evoluzione c’è Vincenzo Ferrieri, che con SfogliateLab ha costruito un progetto incentrato sulla reinterpretazione contemporanea della sfogliatella, ampliandone linguaggi e possibilità. Il laboratorio napoletano ha infatti affiancato alle versioni classiche una gamma di varianti salate, trasformando il prodotto in una base versatile, capace di accogliere ingredienti e suggestioni della cucina locale.

Giuseppe Tizzano e Vincenzo Ferrieri@MC. Izzo

In questa prospettiva si inserisce la collaborazione con Cantina Tizzano, realtà storica del panorama enologico regionale. Dall’incontro nasce la prima “Carta delle Sfogliatelle”, un progetto che si propone di ridefinire il ruolo di questo prodotto: non più solo street food o dolce da banco, ma elemento strutturato di un percorso gastronomico.

La Carta si presenta come una guida agli abbinamenti tra farciture e vini campani, costruita secondo criteri di equilibrio e valorizzazione reciproca.

Nella sezione dedicata alle versioni rustiche, i sapori intensi della tradizione trovano corrispondenze nei rossi del Vesuvio e del Sannio. La sfogliatella al ragù viene accostata a un Lacryma Christi del Vesuvio, vino capace di sostenere la complessità del piatto; preparazioni più decise, come porchetta e patatine o salsicce e friarielli, dialogano con l’Aglianico sannita, caratterizzato da struttura e speziatura.

sfogliatelle@MC.Izzo

Per le farciture più leggere, come quella con provola, zucchine e gamberi, la scelta ricade su bianchi freschi e minerali, in grado di esaltare le componenti marine e lattiche senza sovrastarle. In alternativa, etichette legate al territorio del Monte Somma offrono profili aromatici adatti anche a un consumo da aperitivo.

Il percorso si chiude con la sezione dolce, dove la logica dell’abbinamento per concordanza guida le scelte. Le sfogliatelle al cioccolato, al caffè o alla nocciola trovano corrispondenza in vini da vendemmia tardiva, capaci di restituire al palato una dolcezza bilanciata e una struttura adeguata.

L’operazione, nelle intenzioni dei promotori, punta a modificare la percezione della sfogliatella, portandola da prodotto iconico ma circoscritto a elemento centrale di una proposta più ampia. Un passaggio che riflette una tendenza diffusa nella gastronomia contemporanea: rileggere la tradizione non per sostituirla, ma per estenderne il significato e il contesto di consumo.

(In copertina, sfogliatelle destrutturate@idee creative TWM)

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