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PANE NOSTRUM, IL SAPERE DEL PANE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

A Senigallia la XXXIII edizione del salone mette al centro lievitazione, filiere agricole e formazione. In programma premiazioni, incontri tecnici e dimostrazioni dei maestri dell’arte bianca.

Redazione

Il pane non è soltanto un alimento: è il punto d’incontro fra agricoltura, tecnica e cultura materiale. È attorno a questa consapevolezza che si sviluppa la XXXIII edizione di Pane Nostrum, il salone nazionale dei lievitati in corso a Senigallia dal 9 all’11 ottobre, con appuntamenti dedicati alle trasformazioni del settore e alla trasmissione dei saperi artigianali.

La giornata di sabato ha affrontato anche il rapporto fra raccolto, nutrizione e ristorazione. Un convegno ha proposto una rete di collaborazione fra ristoratori, nutrizionisti, società sportive e professionisti della salute, con l’obiettivo di integrare alimentazione e benessere. Un confronto che allarga il discorso sui lievitati oltre i confini del laboratorio, chiamando in causa filiere produttive e responsabilità alimentare.

Domenica il programma entra nel vivo con la premiazione di venti pizzerie alle 10, seguita alle 11 da In Biga we trust, riflessione sulla pizza contemporanea condotta dal maestro pizzaiolo Alberto Farina. Alle 12 il pasticcere Claudio Marcozzi, dell’Accademia maestri pasticceri italiani, illustrerà le nuove tendenze della pasticceria; alle 16 spazio alla birra prodotta con pane raffermo, esempio di recupero delle eccedenze alimentari.

Il calendario delle dimostrazioni guarda anche alle tecniche della tradizione e alle loro evoluzioni: dalla crescia fogliata con Vanni Valci, alle 10.30, all’incontro delle 11.30 con Achille Zoia, autore insieme a Iginio Massari del volume Cresci, fino alla viennoiserie contemporanea presentata da Alessio e Roberto Bigoni alle 17.

Per Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche, la manifestazione è soprattutto un luogo di formazione e scambio professionale, nel quale il sapere dei maestri diventa patrimonio condiviso e occasione di crescita anche per gli studenti dell’istituto alberghiero Panzini.

Fra Foro Annonario e piazza Manni, cinquanta espositori completano il programma con prodotti, attrezzature, materie prime e degustazioni. Un articolato confronto di settore, nel quale il valore del lievito si misura non soltanto nella qualità del prodotto finale, ma anche nella capacità di coniugare competenza artigianale, innovazione e sostenibilità.

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