di Liliana Savioli
L. Maa coosa ci fa un Pinot Nero del Castello di Spessa nell’osteria Da Valter a Bodigoi nelle sperdute valli dello Judrio?
P.N. Hai Hai signora Liliana mi sa che ci sono dei problemi non indifferenti se si sorprende nel vedermi qui. Mi ci ha portato lei…
L. Ossignore, mi scusi molto, ero convinta di aver portato un Valpolicella di cui dovevo fare la recensione e invece ho sbagliato bottiglia. Oramai senza occhiali non posso fare nulla. Ma sa cosa le dico? Son proprio contenta di averla al mio tavolo. Metterò alla prova la sua eleganza e duttilità con cibi rustici a base di selvaggina di alta qualità.
P.N. Faccia pure, sono a sua disposizione e spero di essere all’altezza degli abbinamenti che vorrà propormi. In fin dei conti mi chiamo Casanova e sono abituato a confrontarmi con cibi tutto il mondo. In più il mio enologo proviene dal Trentino e conosce bene i manicaretti di montagna.
L. A proposito di montagna so che ha vinto, per la terza volta consecutiva, un ambitissimo premio al concorso Nazionale del Pinot Nero svoltosi in Alto Adige. Sono stati premiati i migliori vini delle singole regioni vinicole. Quello di Elena Walch è stato, oltre che il vincitore assoluto, automaticamente anche il miglior vino partecipante per l’Alto Adige, mentre per le altre regioni si sono distinti il Grosjean Vins (Valle d’Aosta), il Castello di Spessa (Friuli Venezia Giulia), il Conte Vistarino (Lombardia), il Bricco Maiolica (Piemonte), il Feudo Arancio (Sicilia), il Fattoria di Cortevecchia (Toscana), il Maso Cantanghel (Trentino), il Torre Bisenzio (Umbria) e il Borgo Stajnbech (Veneto). Pertanto lei è risultato il miglior Pinot Nero del Friuli Venezia Giulia tra quelli presentati. Complimenti vivissimi.
P.N. Eh si, ne sono molto orgoglioso, è un concorso molto selettivo e i giudici son quasi tutti enologi. Ma veniamo a noi. Le faccio una domanda a bruciapelo, come quelle che fa lei di solito. Mi ha assaggiato, cosa ne pensa di me?
L. Sento che mi conosce bene e che sa che non ho peli sulla lingua. La sto assaggiando con interesse e subito le dico che è proprio un gran bel vino anche se alla prima olfazione mi ha fatto pizzicare il naso, arrivano poi le tipiche note vegetali e tanta, ma tanta, frutta rossa in prevalenza lamponi e mirtilli, poi si presenta il muschio fresco e bagnato come avesse appena finito di piovere, per ultimo una elegante nota di affumicato da pietra focaia. Al gusto esplode tutta la sua giovinezza con i tannini che hanno ancora bisogno di tempo per ammorbidirsi e diventare suadenti. Gioca tutto tra la croccantezza e l’avvolgenza, persistente senza essere invadente, scattante e verticale e veramente elegante, che poi è la caratteristica principale del Pinot Nero Comunque rappresenta perfettamente sia il vitigno che l’annata, direi ottimo. Lei come si è trovato con il prosciutto d’ Osvaldo leggermente affumicato?
P.N. Mi son trovato proprio bene, ci siamo capiti subito e quasi quasi mi ci fidanzo.
L. Eccolo il Casanova… aspetti la fine del pranzo per scegliere con chi fidanzarsi. Ora sono arrivate le tagliatelle con il ragout di capriolo e mi sembra che anche con loro riesce a creare un boccone armonico. La sua freschezza scattante ben si combina con l’untuosità e la sensazione dolce che questo piatto delizioso esprime.
P.N. E con il camoscio in salmi mi posso fidanzare? Mi fa star bene con la sua aromaticità, il bruciatino della polenta mi esalta e il sugo morbidoso mi coccola. Ho deciso, se a lei va bene mi fidanzo con il camoscio, però un pochino mi dispiace non poter scegliere gli altri piatti.
L Concordo con le sue decisioni ma mi permetto di consigliarle di diventare amico di tutti questi piatti così ben fatti, rustici ma eleganti e fatti con il cuore. Un vino che si chiama come il più grande amatore del mondo non può non essere compagno di tavola di cotali delizie. L’ho fatta assaggiare anche al sig. Valter, che oltre a essere un ottimo cuoco per la selvaggina è anche un grande gourmet, ed è rimasto molto soddisfatto di lei. Insomma, come al solito, lei ha fatto innamorare tutti.
@Riproduzione riservata
Liliana SAVIOLI
Giornalista, Padovana DOC, Sommelier, esperto degustatore internazionale e docente, fa parte dell’Associazione ACAUD in qualità di sensorialista. Cavaliere della Vitovska e Ambasciatrice del Festival Internazionale delle Malvasia di Portorose.
Partecipa regolarmente alle commissioni per la determinazione delle DOC E DOCG del FVG. Collaborazione con Riviste di settore anche come delegata regionale del FVG.















