testo e foto Liliana SAVIOLI
Eccomi con il primo TELLURICO. Non è un vino, non è un albergo, non è una località, non è una stoffa, non è una porcellana ma è un qualcosa che si può trovare in tutto l’elenco fatto. Il senso che viene particolarmente stimolato è l’olfatto. Quando sento il suo profumo, si si tratta di profumo non di sentore, mi si piegano le ginocchia, mi si apre un mondo di gioia e gli occhi cercano spasmodicamente la fonte delle mie forti emozioni. Finalmente la vedo e un sorriso mi apre il cuore.
Inizio questa rubrica raccontandovi di un mio grande amore. Le ROSE BOURBON. Perché proprio le Rose Bourbon ?
Perché vengono da lontano, sono delle viaggiatrici indefesse. Provengono dall’isola di Runion, nell’oceano Indiano, dove si incontrarono casualmente due rose, la Damascena e la rosa China, e si unirono per creare questa rosa profumatissima ma anche bellissima, con una grande quantità di petali. I semi furono mandati in Francia e nella fine dell’ottocento fu determinato che era una rosa senza paragoni.
Poi si fecero centinaia di varietà, con colori diversi e profumi diversi ma rimane il suo spirito ribelle, normalmente rampicanti e autonome. Sono piante rustiche che hanno bisogno di poco ma che danno tantissimo, anche questo loro carattere mi è congeniale.
Viaggiatrice, rustica, di poche pretese, di grande impatto olfattivo e visivo cosa volere di più da una rosa? Non sono molto conosciute ma io ho la possibilità di ammirarle e di sniffarle almeno una paio di volte all’anno nel giardino del convento francescano di Kostanjevica di Nova Gorica, in Slovenia a due passi da Gorizia, dove riposano le spoglie della famiglia dei Borboni. Ed è qui che crescono rigogliose e fiorenti immersi in un parco di stami e stili con api, bombi, vespe per creare bacche e semi sempre nuove, crescono libere come dettato dal loro patrimonio genetico. Con l’Associazione A.C.A.UD (gruppo di esperti sensorialisti cui faccio parte) stiamo creando le schede organolettiche per creare i profili per ogni rosa che vive in quell’angolo benedetto.
Abbiamo trovato dei profumi che normalmente non sono patrimonio delle normali rose, anzi le rose moderne di profumo non ne hanno proprio. Vaniglia, latte, miele, chiodo di garofano, pepe, fieno. legno di sandalo, limone, arancio, foglia di pomodoro , fieno. Questi, e altri, i profumi che, se vi avvicinate con grazia e spirito di osservazione, riuscirete a cogliere.
Ultimo consiglio per farvi amica una rosa Bourbon. Inspirate, della stessa pianta, il profumo di un bocciolo e poi di una rosa ben aperta. Noterete che le note profumate saranno simili ma non uguali. Il bocciolo avrà una piccantezza in più mentre la rosa aperta sarà più piacione e morbido il profumo.
Finisco questo mio pezzo con una citazione dal libretto di presentazione del Festival delle Rose Bourbon che si Svolge appunto a Kostanjevica , ideato e condotto dall’Associazione Amanti delle rose che saluta scrivendo “ A chi volesse piantarle nel proprio giardino auguriamo di poter offrire loro almeno tanta libertà quanta ne godono le nostre protette, nella consapevolezza di fiorire non tanto per noi, quanto per loro stesse e, ovviamente, per l’amore”. Più tellurico di così!!
Liliana SAVIOLI












