Alessandro DE BARTOLOMEO
Foto: Alessandro De Bartolomeo, Archivio Dip Turismo, Sport e Spettacolo Regione Siciliana ed u.s. Open Mind Consulting Angela Merini
C’è una Sicilia che non si lascia guardare da lontano. C’è una Sicilia che ti chiede di rallentare, di respirare, di ascoltare. È un’isola che si lascia scoprire lentamente, passo dopo passo, lontano dalle rotte più affollate, dove il viaggio non è un arrivo ma un attraversamento, dove ogni sentiero diventa un invito, ogni curva un racconto, ogni silenzio una promessa. È la Sicilia dei cammini: una rete viva di oltre cinquemila chilometri che unisce montagne e coste, borghi sospesi e vallate luminose. Camminare qui significa ritrovare un ritmo antico, quello del corpo che si muove e della mente che si apre. Significa lasciarsi guidare dal vento che corre tra gli alberi, dal profumo della macchia mediterranea, dal suono del mare che si frange contro le scogliere come un respiro profondo.

Dalle foreste dei Nebrodi alle Madonie sua maestà l’Etna che domina tutti dall’alto, vulcano attivo piu grande d’Europa.
L’isola custodisce un patrimonio naturale straordinario, protetto da un sistema di aree che copre circa il dieci per cento del territorio. I parchi naturali regionali sono i custodi di una biodiversità che sorprende a ogni passo: le foreste fitte dei Nebrodi, le cime luminose delle Madonie, i canyon scavati dall’acqua, le vallate dove il silenzio è ancora un bene prezioso. E poi c’è lui, il gigante: l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, un luogo che non si visita soltanto, ma si vive. A tremila metri d’altitudine, tra neve, boschi e colate laviche, il paesaggio cambia continuamente, come se la montagna respirasse. Qui si cammina tra crateri fumanti, si sale in funivia o in jeep, si osservano colori che non esistono altrove: il nero della pietra, il bianco della neve, il verde dei boschi che resistono da secoli.
Tra gole, e necropoli, percorsi intimi che sembrano raccontare storie
Ma la Sicilia non è solo grandiosità. È anche intimità, dettagli, luoghi che sembrano sussurrare storie. Come il Parco Fluviale dell’Alcantara, dove l’acqua ha scolpito la roccia in geometrie perfette, creando gole profonde e laghetti nascosti tra la vegetazione, che si sviluppa lungo il corso dell’omonimo fiume con le sue geometrie di roccia tra le province di Messina e Catania. L’attrazione principale sono le Gole dell’Alcantara, un canyon profondo dove l’acqua ha scavato antiche colate laviche, creando spettacolari colonne basaltiche a forma di prisma. Sono anche presenti le Gurne: piccoli laghetti circolari formati dall’erosione fluviale, circondati da una ricca vegetazione. O la Riserva di Pantalica, un sito UNESCO dove natura e archeologia si intrecciano in un paesaggio quasi mistico: canyon vertiginosi, gallerie scavate nella roccia, migliaia di tombe preistoriche che raccontano un passato lontanissimo. Situata nel siracusano, Il sentiero più suggestivo segue il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, attraversando gallerie scavate nella roccia. Il percorso è disseminato da oltre 5.000 tombe a “grotticella” scavate nelle pareti a strapiombo (una necropoli enorme del XIII secolo a.C.), acque limpidissime dove fare il bagno e resti di villaggi bizantini.
In Sicilia centrale, tra boschi e vallate,
Nelle Madonie, la primavera trasforma tutto in un laboratorio naturale a cielo aperto. I sentieri si snodano tra faggete secolari e altipiani sospesi, regalando panorami che abbracciano il Tirreno e l’Etna in un unico sguardo. Qui il cammino si intreccia con esperienze che uniscono natura e memoria: itinerari tematici, borghi che profumano di pane e legna, percorsi che seguono le tracce dei pastori e dei briganti.

E poi l’adrenalina: zipline che attraversano vallate, parchi avventura immersi nel verde, escursioni nelle Gole di Tiberio. Nel cuore dell’isola, tra Enna e Caltanissetta, la Sicilia si fa più autentica, più silenziosa, più vera. È una terra di altopiani e laghi, di borghi che sembrano sospesi nel tempo. Qui si cammina lungo antiche vie, si pedala tra campi dorati, si osservano uccelli migratori nella Riserva di Pergusa, si vive la natura attraverso esperienze lente come il trekking someggiato o la transumanza, che restituiscono il senso profondo del legame tra uomo e territorio e si esplora la natura attraverso attività come il birdwatching nella Riserva o gli sport lacustri al Lago Nicoletti.
La west Sicily, con una delle prime Riserve isolane create, Lo Zingaro
Sul versante occidentale, la natura incontra il mare in una delle sue forme più spettacolari. La riapertura della Riserva dello Zingaro a San Vito lo Capo nel trapanese restituisce uno dei trekking costieri più iconici del Mediterraneo. I percorsi di Monte Cofano a Custonaci e della west-coast trapanese attirano escursionisti da tutta Europa, mentre la Laguna dello Stagnone è un paradiso per chi cerca vento, acqua e libertà. E poi ci sono i progetti di mobilità dolce, come la Greenway Elimos di Calatafimi-Segesta, un percorso ciclopedonale che segue un’antica ferrovia e trasforma il paesaggio in un viaggio lento e consapevole, ma anche la Riserva naturale della Foce del Fiume Belice, il Parco di Pantelleria, le aree tutelate dei Gorghi Tondi vicino Mazara del Vallo, la Riserva di Monte Bonifato, ad Alcamo si prestano a luoghi dove poter ammirare la natura in modalità lenta.

Luoghi sospesi nel tempo
Accanto ai grandi itinerari naturalistici, la Sicilia custodisce una dimensione meno conosciuta e sorprendente, fatta di paesaggi che sembrano appartenere ad altri mondi. Ad Aragona, le Macalube disegnano un ambiente quasi lunare, dove piccoli vulcani di fango ribollono lentamente in un silenzio sospeso. Sui Monti Nebrodi, l’altopiano dell’Argimusco appare come un luogo fuori dal tempo, punteggiato da monoliti dalle forme evocative che al tramonto si stagliano contro un orizzonte che abbraccia Etna e Isole Eolie.
Lungo la costa occidentale, le Saline di Trapani e Marsala creano scenari geometrici e mutevoli, tra vasche d’acqua che riflettono il cielo in sfumature dal rosa al celeste e antichi mulini a vento che raccontano una tradizione secolare. Nel sottosuolo, nei pressi di Realmonte, la Cattedrale di Sale svela un mondo ipogeo straordinario: una chiesa scolpita nella roccia salina, immersa in un labirinto di gallerie dove le pareti raccontano millenni di storia geologica. Nel ragusano, i canyon di Cava d’Ispica offrono uno scenario potente e primordiale: una gola lunga chilometri, dove la vegetazione lussureggiante convive con pareti rocciose disseminate di grotte, necropoli e testimonianze di civiltà antiche. C’è tutto questo ma anche molto altro, per poter organizzare una esperienza di viaggio sensoriale alternativa al turismo delle masse, anche e soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo, ma non solo.
Ad ottobre la quarta giornata regionale dei Cammini e sentieri di Sicilia
C’è un giorno, in particolare, in cui tutto questo si trasforma in un racconto collettivo: la Giornata Regionale dei Cammini e Sentieri di Sicilia,un invito a scoprire l’isola passo dopo passo, lasciandosi guidare dalla natura, dalla storia e dalla luce. Lo scorso aprile si è celebrata la terza giornata regionale dei cammini e sentieri di Sicilia. La prossima sarà ad ottobre. Per una panoramica completa si può consultare la pagina del sito web di promozione turistica regionale visitsicily.info dedicata ai Sentieri e Cammini oltre la Web map regionale dei sentieri e dei percorsi per la mobilità dolce realizzata dal LabGis Osservatorio Turistico della Regione Siciliana in collaborazione con Cammini e Sentieri di Sicilia, FIAB Sicilia e CAI Sicilia.
Perché la Sicilia non si visita. La Sicilia si attraversa. E, una volta attraversata, resta dentro.
(In copertina, ph Angela Merini, u.s. Open Mind Consulting)

Alessandro DE BARTOLOMEO











