Redazione
Nel percorso verso la transizione ecologica non basta più dichiarare gli obiettivi ambientali: imprese, investitori e clienti chiedono dati misurabili e verificabili. La capacità di documentare le emissioni di gas serra e i risultati ottenuti sta diventando uno degli elementi chiave della credibilità aziendale, anche alla luce della crescente attenzione verso il greenwashing.
Tra gli strumenti più utilizzati figura la Carbon Footprint, che consente di quantificare le emissioni associate a un’organizzazione, a un prodotto o a un servizio, individuando le aree sulle quali intervenire per ridurre l’impatto climatico. La misurazione rappresenta il punto di partenza per definire obiettivi di riduzione, monitorarne l’efficacia e rendere confrontabili i risultati nel tempo.
Affinché i dati abbiano valore, il calcolo deve basarsi su metodologie riconosciute a livello internazionale, come gli standard ISO dedicati alla quantificazione delle emissioni, e poter essere sottoposto a verifiche indipendenti.
Secondo gli operatori del settore, la rendicontazione ambientale sta evolvendo da semplice strumento di comunicazione a leva strategica per la competitività, chiamando le imprese a dimostrare con evidenze oggettive i progressi compiuti lungo il percorso di decarbonizzazione.











